L'Editoriale

Breve storia dei diritti: un argomento da “nerd”

Vi raccontiamo del perchè il Bosone ha rischiato di essere censurato durante la giornata nazionale sulle unioni civili

Circa due settimane fa, abbiamo pubblicato un articolo in merito alla giornata nazionale sulle unioni civili che, in caso foste abbastanza pazzi da voler leggere o magari ri-leggere, potete trovare qui.

Cos’è successo? L’articolo è stato buttato giù di fretta… Si, lo ammetto, anch’io posso sbagliare, soprattutto quando è sabato pomeriggio e ti ritrovi a dover affrontare in meno di 60 minuti un argomento delicato come questo. Adesso vi starete chiedendo: ma Dave, perché non hai rimandato la pubblicazione come avrebbe fatto qualsiasi essere umano dotato di quoziente intellettivo nella norma?
Eh, bella domanda. Sarò onesto; vuoi per affetto verso un progetto che hai molto a cuore, vuoi per il desiderio di far parlare dei tuoi contenuti, di espandere l’iniziativa, di lasciare qualcosa di “condivisibile” anche durante il week-end e via dicendo. La motivazione si colloca in quel neurone che sta tra il “sono di fretta” e il “secondo me così va bene a tutti”. Come avrete capito sto parlando di quel neurone che di solito ti fa commettere errori come ubriacarsi il lunedì sera o provarci con la moglie del tuo boss… Non che l’abbia mai fatto, eh.

Così, come nella più classica delle fiabe a lieto fine (magica ironia), a seguito della pubblicazione è successo veramente di tutto. In redazione, siamo passati dal lancio di urli gutturali dalle tonalità più strampalate alle trincee composte da libri e tastiere nel vano tentativo di colpirci con cerbottane artigianali e a suon di proiettili inzuppati nella saliva. Che se eri fortunato, con un po’ di balsamo, ti saresti potuto lavare i capelli.

A proposito, che qualcuno mi ricordi di comprare un nuovo scatolone di Bic.

Il punto è… Mentre noi passavamo il weekend a darcele di santa ragione a causa di un articolo scritto da me – e quando dico scritto da me, s’intende un articolo scritto obiettivamente MALE – un nutrito gruppo di “lettori”, o si spera tali, attraverso un’elaboratissima intuizione, decidono di segnalare il pezzo alle “autorità di Google”. Vi consiglio di non stappare quella bottiglia di Champagne che avete appena impugnato… Non ci arresteranno. Almeno per il momento.

Autorità di Google infatti è un modo sofisticato di dire “bot pre-impostati” che bloccano la visibilità di un sito sul motore di ricerca nel momento in cui diversi buontemponi, competenti in materia di “Web-mastering“, decidono di accedere a un pannello in cui è possibile richiedere la rimozione di un contenuto.

Nelle ore successive alla diffusione del pezzo, Google ci fa sapere che sono pervenute diverse richieste di oscuramento della pagina. Chi è ferrato nell’ambito SEO, sa che è possibile vedere l’origine di queste operazioni attraverso l’indirizzo di rete della macchina da cui è stata effettuata l’operazione. In questo caso, ne abbiamo rilevati diversi, di cui molti con una dicitura simile tra loro, e questi ultimi corrispondenti a:

2**.**.0.0 Major Ip: Holy See – Vatican City State

Ovviamente, prima di trarre conclusioni affrettate è necessario fermarci un attimo e ammettere che la fonte dell’utenza incriminata possa anche NON essere di natura ecclesiastica. Quello di cui, al contrario, siamo sicuri è che codeste reazioni siano state suscitate da una erronea impostazione del contenuto da noi proposto.

diritti umani
UNICAL – Università della Calabria

Ma perchè vi sto raccontando tutto questo?
Non vogliamo denunciare nessuno per l’accaduto, anzi vogliamo spezzare una lancia a favore di chi ci ha riferito che a suo parere l’articolo non fosse stato strutturato adeguatamente.
Riconosco che il concetto principale del testo non sia riuscito a emergere più di tanto, sembrando così una sorta di “dichiarazione” a nome di tutti i nerd. Non vogliamo imporre il nostro parere a nessuno e per questo è doveroso che il tema sia affrontato nuovamente e con la consapevolezza “scientifica” di cui avrebbe dovuto godere sin dal principio.

Non a caso, infatti, stiamo per parlarvi del “diritto di avere diritti” che notoriamente è una questione fondamentale della società civile e che abbraccia molti più aspetti del solo problema relativo alle unioni civili.

Ebbene, ciò che si voleva ottenere era tirare fuori l’argomento delle “diversità sociali”, di quanto queste siano “illusorie”, esprimendo solidarietà per chi, ancora oggi, lotta per ottenere l’uguaglianza nei diritti. Era questo il riferimento al segmento della nostra società chiamato “Nerd”, presente da più generazioni ma non tutte consce delle sue origini.
Da un certo punto di vista, anche i “nerd” hanno dovuto guadagnare il loro spazio nell’universo. Non molto tempo fa, infatti, chi al liceo parlava sempre di videogiochi o astronomia era continuamente discriminato e, forse peggio, bullizzato dai propri compagni. “Illusorio” si dimostra allora il termine più adatto per descrivere questa posizione, dal momento che, come tutti sanno, oggi essere nerd è considerato addirittura una cosa cool.

diritti
“Brutto e nerd is the new figo e palestrato”: spassosissima e popolarissima pagina italiana che dell’essere nerd, oggi, ne fa un orgoglio! Date un’occhiata XD

Per quanto, in realtà, per noi nerd sia stato molto più facile siccome il tema percorre una vasta gamma di “semplici interessi”, sia ludici che commerciali, potremmo fare altri riferimenti a minoranze che sono state accettate dai collettivi con molta più difficoltà e in molto più tempo. Tra questi abbiamo il fenomeno delll’emancipazione femminile che in Italia arriva solo con il suffragio del 1945, esattamente 25 anni dopo quello avvenuto negli USA. Ma su questo non ci dilungheremo perché la lista potrebbe rivelarsi fin troppo lunga…

In molti, leggendo il pezzo antecedente, hanno intuito queste dichiarazioni come un’assoluta presa di posizione a nome dei “nerd” nei confronti dei matrimoni tra persone gay. Ecco, l’argomento è delicato, appunto, ma la sottile linea rossa che separava il concetto del “i nerd sono vicini a coloro che scenderanno oggi in piazza” al “i nerd sono tutti a favore dei matrimoni tra omosessuali” si è spezzata, creando così lo scompiglio di cui sopra.

Persino adesso, chi sta leggendo queste righe potrebbe avere da ridere sull’aspetto meramente tecnico del “diritto” o sul fatto che i nerd c’entrino poco con l’argomento. Bene, allora, chi meglio di noi “nerd” può parlare della storia dei diritti e dimostrare come questi abbiano gettato le basi della nostra civiltà attuale? Beh, sicuramente qualcuno più nerd di noi! Ma per non deludere le aspettative, vogliate gradire un piccolo resoconto della storia dei diritti e di come siano stati, in tutto questo tempo, oggetto di soprusi e di azioni rivoluzionarie.

Iniziamo!

Nel 539 a.C., gli eserciti di Ciro il Grande, primo re dell’antica Persia, conquistarono la città di Babilonia. Successivamente liberò gli schiavi, dichiarò che ognuno aveva il diritto di scegliere la propria religione e stabilì l’uguaglianza tra le razze. Questi ed altri decreti furono incisi su un cilindro di argilla, in lingua accadica.diritti in terracotta

Da Babilonia, l’idea dei diritti umani si diffuse rapidamente in India, in Grecia ed infine a Roma. Proprio nella capitale si instaurò il concetto di “legge naturale” siccome, lentamente, si affermò la percezione che le leggi di Roma si basassero su idee basate sul naturale funzionamento delle cose e quindi della natura umana.

diritti della magna cartaLa Magna Carta fu decretata e approvata nel 1215, quando una serie di violazioni da parte del re Giovanni d’Inghilterra, portarono i suoi sudditi alla rivolta. Circostanza in cui il sovrano venne costretto a firmare la carta costituzionale che prevedeva: il diritto della Chiesa di essere libera dall’interferenza del governo, il diritto di tutti i cittadini liberi di possedere ed ereditare la proprietà e di essere protetti da tasse proibitive, il diritto di decidere di non risposarsi da parte di vedove che possedevano delle proprietà e stabiliva i principi del processo imparziale e dell’uguaglianza di fronte alla legge. Conteneva inoltre disposizioni che proibivano la corruzione e il malgoverno da parte di pubblici ufficiali.
Considerato ampiamente tra i più importanti documenti legali nello sviluppo della democrazia moderna, la Magna Carta costituisce un punto di svolta cruciale nella lotta per la libertà.

Lo step successivo nell’evoluzione dei diritti umani fu la Petizione dei Diritti, creata nel 1628 dal Parlamento Inglese e inviata a Carlo I, come dichiarazione delle libertà civili. Il rifiuto da parte del Parlamento di finanziare l’impopolare politica estera del re aveva fatto sì che il suo governo esigesse prestiti forzati e alloggiasse le truppe nelle case dei sudditi, come misura economica. L’arresto e l’imprigionamento arbitrari di coloro che si opponevano a queste direttive avevano prodotto nel Parlamento una violenta ostilità nei confronti di Carlo e di George Villiers, il duca di Buckingham. La Petizione dei Diritti, promossa da Sir Edward Coke, si basava su leggi e statuti precedenti, ed asseriva quattro principi:

  1. Nessuna tassa poteva essere imposta senza il consenso del Parlamento
  2. Nessuno poteva essere imprigionato senza una prova (una riaffermazione del diritto noto come “habeas corpus”)
  3. Nessun soldato poteva essere alloggiato dalla cittadinanza
  4. La legge marziale non poteva essere usata in tempo di pace.

Il 4 luglio 1776, il Congresso degli Stati Uniti approvò la Dichiarazione di Indipendenza. Il suo principale autore, Thomas Jefferson, scrisse la Dichiarazione come spiegazione formale dei motivi per cui il 2 luglio il Congresso aveva votato dichiarando la propria indipendenza dalla Gran Bretagna.
Dal punto di vista filosofico, la Dichiarazione sottolineava due argomenti: i diritti individuali inalienabili e il diritto alla rivoluzione. Queste idee furono ampiamente condivise dagli americani e si diffusero anche a livello internazionale. Il preambolo della dichiarazione recita la frase:<<noi consideriamo le seguenti verità evidenti di per sé, che tutti gli uomini sono creati eguali, che essi sono stati dotati di alcuni diritti inalienabili dal loro Creatore, che tra questi diritti ci sono la vita, la libertà e il perseguimento della felicità.>>

dirittiRedatta nell’estate del 1787 a Filadelfia, la Costituzione degli Stati Uniti d’America è la legge fondamentale del sistema di governo federale statunitense e costituisce il documento che rappresenta la pietra miliare per il mondo occidentale. È la più antica costituzione nazionale scritta che sia attualmente in uso; definisce i principali organi di governo e le relative giurisdizioni, nonché i diritti basilari dei cittadini.
I primi 10 emendamenti della Costituzione (chiamata la Carta dei Diritti) entrarono in vigore il 15 dicembre 1791, per limitare i poteri del governo federale statunitense e proteggere i diritti di tutti i cittadini, i residenti e i visitatori sul territorio americano.
La Carta dei Diritti protegge la libertà di parola e di religione, il diritto di possedere e portare armi, la libertà di riunione e la libertà di petizione. Proibisce inoltre immotivate perquisizioni e confische di beni, punizioni crudeli e inconsuete, e l’autoincriminazione forzata. Tra le protezioni legali che essa conferisce, la Carta dei Diritti proibisce al Congresso di promulgare leggi relative all’istituzione della religione e proibisce al governo federale di privare qualsiasi persona della propria vita, della libertà o della proprietà senza un regolare processo.

Con la nascita ufficiale degli USA, forti differenze sociali ed economiche fra Stati del Nord e Stati del Sud portarono alla Guerra di Secessione americana.
L’economia degli Stati del Sud era legata alla coltivazione dei campi (cotone, grano, etc.) quindi fortemente legata alla schiavitù.
L’economia del nord, invece, era basata sulla lavorazione industriale (lavoravano, ad esempio, il cotone proveniente dagli stati del sud per ricavarne indumenti e altro).
Ne consegue, a livello sociale, che mentre il nord era più urbanizzato e la sua popolazione era concentrata soprattutto nelle città, al sud persisteva un tipo di società rurale, che viveva in campagna, nelle grandi proprietà terriere.
diritti civiliDal 1804 tutti gli Stati del Nord avevano approvato leggi che andavano verso l’abolizione di ogni forma di schiavitù. Nel 1807 il Congresso abolì la tratta internazionale degli schiavi, ma nel Sud questo non avvenne perché fondavano la loro economia sulla forza lavoro data dagli schiavi e da qui scoppia il conflitto civile che termina a favore del Nord, con Lincoln che dichiara l’abolizione della schiavitù in qualsiasi paese degli Stati Uniti. Inoltre, concesse l’amnistia a qualunque cittadino ex sudista che avesse aderito alla costituzione americana.
Da qui, già latente nella popolazione meridionale, germogliò il morbo della discriminazione razziale contro i cittadini di colore, i quali nonostante liberi dalla schiavitù vissero tanti anni nella morsa di un disconoscimento generale di molti tra i diritti umani fondamentali. Il movimento verso l’emancipazione della popolazione di colore venne sostenuto dal Presidente allora in carica, John Fitzgerald Kennedy il quale, nell’aprile del 1963, chiede al Congresso di emanare leggi che garantiscano ai cittadini uguale accesso ai servizi e alle strutture pubbliche e private, che non sia permessa la discriminazione nelle assunzioni da parte di imprese e istituzioni federali, e che il governo federale non fornisca alcun sostegno finanziario in programmi o attività che riguardino la discriminazione razziale. Il messaggio del 19 giugno 1963 del presidente Kennedy alla nazione non ha solo un valore storico ma è una pietra miliare nel cammino degli Stati Uniti verso l’uguaglianza. Nel 1964, ad un anno dalla sua morte, il Civil Rights Act diviene legge. Nell’aprile ’63, M.L.King organizza una marcia di protesta di 40 giorni nella quale vengono arrestate più di 2500 persone di colore. Ancora oggi, negli Stati Uniti, avvengo episodi di razzismo.

Nel 1789 la popolazione francese arrivò ad abolire la monarchia assoluta preparando il terreno per la creazione della prima Repubblica Francese. Solo sei settimane dopo la presa della Bastiglia, e appena tre settimane dopo l’abolizione del sistema feudale, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e dei Cittadini fu adottata dall’Assemblea Costituente Nazionale come primo passo verso la stesura di una costituzione per la Repubblica Francese.diritti rivoluzione

La Dichiarazione proclama che a tutti i cittadini vanno garantiti i diritti di “libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all’oppressione”. Sostiene che la necessità della legge deriva dal fatto che “i limiti nell’esercizio dei diritti naturali di ogni uomo sono esclusivamente quelli che garantiscono agli altri membri della società di poter esercitare a loro volta quegli stessi diritti”. Pertanto, la Dichiarazione considera la legge come “l’espressione della volontà generale”, volta a promuovere questa uguaglianza dei diritti e a proibire “solo azioni dannose per la società”.

La Seconda Guerra Mondiale aveva imperversato dal 1939 al 1945.
Nell’aprile del 1945, i delegati di cinquanta paesi si riunirono a San Francisco, pieni di ottimismo e di speranza. L’Assemblea delle Nazioni Unite sull’Organizzazione Internazionale aveva lo scopo di costituire un corpo internazionale per promuovere la pace e prevenire guerre future. Gli ideali dell’organizzazione erano asseriti nel preambolo dello statuto proposto: “Noi, popoli delle Nazioni Unite, siamo determinati a preservare le generazioni future dal flagello della guerra, che già due volte nella nostra vita ha portato indicibili sofferenze all’umanità”.diritti

Lo statuto della nuova organizzazione delle Nazioni Unite entrò in vigore il 24 ottobre 1945, data che viene celebrata ogni anno come il Giorno delle Nazioni Unite.
Entro il 1948, la nuova Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani aveva ormai catturato l’attenzione del mondo. Sotto l’attiva presidenza di Eleanor Roosevelt (vedova del presidente Franklin Roosevelt, paladina lei stessa dei diritti umani e delegata degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite) la Commissione decise di redigere il documento che divenne la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Eleanor Roosevelt, sua ispiratrice, parlò della Dichiarazione come della Magna Carta internazionale dell’intera umanità. Essa fu adottata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948.

Nel preambolo e nell’Articolo 1, la Dichiarazione proclama inequivocabilmente i diritti innati di ogni essere umano: “La noncuranza e il disprezzo per i diritti umani hanno prodotto atti barbarici che hanno oltraggiato la coscienza dell’umanità; l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani possono godere di libertà di parola e credo, libertà dalla paura e dalla povertà è stata proclamata come la più elevata aspirazione della gente comune… Tutti gli esseri umani sono nati liberi e con uguali diritti e dignità.”
Gli stati membri delle Nazioni Unite si sono impegnati a lavorare insieme per promuovere gli articoli sui diritti umani che, per la prima volta nella storia, erano stati riuniti e codificati in un documento unico. Di conseguenza, molti di questi diritti, in varie forme, fanno oggi parte delle leggi costituzionali delle nazioni democratiche.

Dunque, cari lettori nerd, come avrete potuto notare la risposta alla domanda se sia o meno compito nostro occuparci di queste cose, è sì. Assolutamente sì. Il motivo è semplice: i nerd di oggi saranno gli adulti di domani. Che tipo di mondo volete che le generazioni future ereditino? Occuparsi di questo interrogativo spetta a tutti, e noi ci auguriamo che tutti possano compiere le scelte giuste per loro stessi e per gli altri. Non siamo nessuno per fare dichiarazioni di tipo storico-filosofico, ma alla luce dei dati in nostro possesso, speriamo che la strada compiuta da altri, e in più di un occasione, sia veramente d’esempio e che possa illuminarci nelle nostre decisioni.

Un abbraccio deluxe a tutti voi.

Foto:
Where is Humanity: Federica Scoppa
immagini Google
Fonti: www.humanrights.com

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Dave

Un tipetto alquanto permaloso, soprattutto quando è davanti al suo pc. Vive un rapporto dualistico, di amore e odio, nei confronti della tecnologia. Ama scrivere al computer, per esempio. Ma non prova le stesse emozioni quando perde 300 cartelle word a causa di interruzioni improvvise causate da chissà quale maledizione fantozziana. Vive di libri, muore di cinema e per l’odore dei pop-corn. Il grande schermo è la sua più grande passione, ammesso che riesca ad arrivare in sala in orario. I suoi frequenti ritardi (per adesso solo in ambito di tempistiche) sono il motivo per cui quando lo incrocerete vi sembrerà un mandarino che rotola. Ha fatto il giornalista ed è anche un bel ragazzo. Bello davvero. E questa descrizione non è stata scritta da lui, eh.

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