Il difficile connubio tra Italia e supereroi

L’Italia non è un paese per gli eroi

L’Italia di oggi, con gli eroi, non ha niente a che fare.

E’ stato scritto molte volte.

PALERMO: NEL GIORNO DELL’INIZIO DELLE MANIFESTAZIONI PER RICORDARE LA STRAGE DI VIA D’AMELIO, DISTRUTTE IN PIENO CENTRO CITTA’ DUE INSTALLAZIONI CON LE FIGURE DEI GIUDICI FALCONE E BORSELLINO. © STUDIO CAMERA /FRANCO LANNINO

Sia per parlare di Super Eroi di fumetti e cinecomic, sia per parlare di imbecilli che distruggono un monumento a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Spero sia inutile dirvi di chiudere questo articolo se non conoscete Falcone e Borsellino.

E questo articolo non vuole parlare di Mafia, ovviamente.

Innanzitutto perché vorrei affrontare con voi il rapporto che l’Italia ha con gli eroi dal punto di vista fantasy.

 

Poi perché ci sono tante persone, più capaci di me, che possono parlare meglio dell’argomento …

… e personalmente credo nella Mafia come un qualcosa che andrebbe debellato e non temuto.

Meno se ne dovrebbe parlare e più si dovrebbe combattere.

 

Tralasciando il fatto che è paradossale che se si parla dell’Italia si parla anche di Mafia -che resta il nostro prodotto più esportato- torniamo a noi.

 

Italiani nei film e fumetti

Che dire degli italiani nei fumetti?

Soprattutto in quelli americani?

Siamo mafiosi.

Villain!

Cattivi!

Ho reso l’idea?

 

Il rapporto tra Italia è fumetti è semplice … siamo i cattivi.

Per lo più a capo di una famiglia malavitosa e spesso neanche troppo pericolosi.

Se prendiamo in esempio Batman, da tempo super cattivi dotati di super poteri hanno preso il posto delle famiglie di criminali come i Falcone o i Bertinelli.

 

Ma parlando proprio dei Bertinelli, abbiamo qualche eccezione.

Perché non tutti gli italiani sono criminali nei fumetti.

Ad esempio, Helena Rosa Bertinelli, figlia del capo della famiglia omonima, è la terza donna ad indossare i panni di Cacciatrice.

O Huntress, se preferite i nomi originali.

 

E restando sempre in casa DC Comics, abbiamo un altra famiglia italiana, ma di “super eroi”: Gli Zatara.

Resi famosi per Zatanna Zatara, gli Zatara sono una famiglia di maghi che, dal capostipite Giovanni, ha sempre contribuito come poteva alla salvaguardia dell’umanità.

 

Ecco a voi Capitan Italia!

Questi sono alcuni esempi per quanto riguardano la Dc Comics … per la Marvel … beh … il discorso è un po’ diverso.

Se evitiamo di parlare di Frank Castle, a.k.a Frank Castiglione, Alias The Punisher, gli italiani non fanno una gran figura.

C’è qualche Italiano tra gli X-men, che come sapete, sono un po’ i namecciani della marvel.

 

Sono forti e con grandi poteri, ma oltre i principali chi se ne frega!

Poi, il maggior numero di Italo-Americani li mettiamo nel gruppo più additato della Marvel, non facciamo una gran figura.

Anche se il bello degli X-men è proprio la tematica del razzismo che sta dietro al tutto, un po’ più di carisma non avrebbe fatto male.

 

Se escludiamo infatti Santo Vaccarro, alias Rockslide, l’adolescente dal corpo di pietra che lancia parti del suo corpo e fa wrestling, e Callie Betto, o Dryad se preferite, che sembra più un elfa che un x-men, ci resta solo Omerta.

Omerta, il cui vero nome è Paul Provenzano, si presenta come il classico eroe con un corpo indistruttibile ed una forza sovrumana, ma benché sembra chissà che, passa molto in secondo piano, e si unisce agli x-men solo nella speranza di vedere Jean Grey avvolta da una calzamaglia aderente.

Cosa che gli ha fatto guadagnare punti.

E fidatevi se vi dico che non cito gli altri italiani per non far figuracce, come con Capitan Italia.

 

Il rapporto che gli italiani hanno coi fumetti

Il connubio tra Italia è Fumetti è complicato.

Assistiamo infatti ad una spaccatura del territorio netta.

Frattura che lascia spazio a quattro frazioni principali.

 

La prima sono la fazione dei lettori del fumetto americano e d’autore.

Che sono per lo più “ragazzi” di una certa età, magari cresciuti con grande opere come Dylan Dog o Corto Maltese, che hanno proseguito con la loro passione.

 

Arrivano poi i lettori di manga e basta.

Che per lo più sono Weeaboo che parlano giapponese, credono che non ci sia niente di meglio dei manga giapponesi e che il Giappone sia la miglior nazione in cui vivere.

 

Gli italiani medi, che hanno il numero maggiore.

Che ritengono qualunque opera una cosa per bambini.
E non si parla di chi paragona Superman a Goku, ma chi li associa a Peppa Pig.

 

E poi quelli come me, i co*#§@ni.

Che siamo quelli che ritengono tutto un arte, se gli capita leggono di tutto, non scelgono una fazione e rispettano tutto.

Appunto passando per co*#§@ni.

Visto che la mentalità del branco è sempre esistita e sempre esisterà.

Non ha importanza infatti che tu abbia ragione o torto, oggi giorno l’importante è che tu abbia i numeri.

Al momento i numeri, in Italia, li ha chi ritiene i fumetti una roba per ragazzini.

E purtroppo, finché la cultura dei fumetti non sarà “rispettata”  come si rispettano programmi del calibro culturale del Grande Fratello VIP e Uomini e Donne, ci dovremmo accontentare del modo in cui il mondo rappresenta gli italiani nel mondo.

 

Ma se non vi sta bene, non temete, perché casa Marvel ci ha regalato Sliver!

Il supereroe Franco Fibbri, italiano come gli spaghetti, la pizza ed il mandolino, è il nuovo eroe che rappresenta l’Italia nel mondo dei fumetti.

Un Ex calciatore che ha deciso di spendere tutti i suoi soldi per sottoporsi ad un intervento che gli avrebbe conferito dei super poteri.

 

Un grande eroe nella sua patria, che ha deciso di diventare Super per proteggere il bene?

No.

Allora per il male? E’ un Villain?

Ma ovviamente no.

Solo che se sei ricco, ma dei poveri non te ne frega niente … che fai?

O muori da calciatore ricco o vivi tanto a lungo da diventare uno spilorcio.

Ed il nostro Franco, eroe nazional popolare, aveva così tanti soldi da avere una terza scelta.

 

Batman ed Iron-man fatevi da parte.

Franco vi insegna che si può essere Playboy e miliardari senza essere geni e -soprattutto- filantropi.

 

Sicuramente sbaglierò io a vedere la cosa come un offesa per il mio paese, che amo, nonostante lui non ami me.

 

 

Eppure ho ancora una speranza

Dopo film come il Ragazzo Invisibile e lo Chiamavano Jeeg Robot, nutro la speranza che domani l’Italia possa migliorare .

Spero che gli italiani possano cambiare iniziando a rispettare il prossimo.

Io purtroppo non sono nessuno per dire agli altri cosa cambiare, non sono così saggio, per tanto farò l’unica cosa possibile: Cambierò Me Stesso.

Continuerò a rispettare tutti sperando che qualcuno possa trarre esempio ed iniziare a rispettare a sua volta.

 

Male che vada resterò ancora un po’ nella fazione dei co*#§@ni.

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