Videogiochi e Gaming

Xenoblade Chronicles X – Recensione

La Wii U mostra i muscoli con un titolo di grande fattura

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Grandi scoperte all’orizzonte

Xenoblade Chronicles X non è un Jrpg, ma un Gdr Open-World di matrice sci-fi

Il titolo di Tetsuya Takahashi non si collega alle vicende del predecessore – che pure riuscì a colpire, con la sua unicità, l’immaginario dei videogiocatori – ma presenta meccaniche molto profonde e un setting incredibilmente vasto.
Diversamente da The Witcher 3 (altro grande Action-Gdr) Xenoblade Chronicles X non ci catturerà tanto per la storia quanto più per un combat system in tempo reale notevole, alieno per gli Open World che di solito puntano più all’atmosfera (qui a dir poco eccezionale). Ma andiamo per gradi.

La trama parte lenta perché strutturata come una sorta di puzzle con risvolti via via sempre più interessanti

2801101-cp_xenoblade_chronicles_x_ql.00_00_37_55.still001La civiltà umana è all’alba di una nuova era: uno scontro tra due razze aliene ha reso impossibile la vita sulla Terra e si è dovuti letteralmente sradicare le città, e ancorarle di sana pianta su fantascientifiche navi-arche alla ricerca di zone colonizzabili. La nostra avventura è legata alle sorti di una di queste maestose navi: la Balena Bianca, costretta a mettere radici su un Pianeta sconosciuto, causa un’insistente inseguimento nemico. Di Mira non si conosce nulla, se non che è abitato da Mostri pericolosi e giganteschi.
Il plot narrativo l’ho trovato tutto sommato buono, ma non mi hanno colpito alcuni dialoghi tra i personaggi, che mi sono sembrati un po’ infantili: anche se qui bisogna ammettere che entra in gioco lo spirito e la visione della vita giapponese, diversa dalla nostra; se siete appassionati di Anime probabilmente avete colto a cosa mi riferisco.
La storyline principale è articolata in dodici capitoli, di per sé non si tratta di vicende molto lunghe ma la longevità è arricchita dall’obbligatorietà di alcune quest secondarie, che purtroppo sono spesso ripetitive; un limite atavico purtroppo comune a molti Gdr.  Si tratterà allora di: scovare oggetti, uccidere mostri, esplorare aree del pianeta con le quali otterremo equipaggiamento migliore, missioni affinità, tecniche speciali, e in generale concorreranno ad alimentare il buon vecchio grinding.

Da Neo Los Angeles alla conquista di Mira

Xenoblade-x-cover-2Trattandosi di una società in transizione, siamo inizialmente preoccupati di reperire quante più informazioni possibili sulle lande che ci circondano: flora, fauna, e razze senzienti autoctone con le quali conversare a mezzo di un sistema di dialoghi a scelta multipla. Dunque uno degli obiettivi consisterà nel posizionare delle sonde sul suolo: questa fase mi ha riportato indietro al primo Mass Effect, un titolo che mi ha segnato profondamente.
Il pianeta in Xenoblade Chronicles X è smisurato, una mappa che è in grado di competere con quella di titoli importanti come GTA V o Skyrim. Un’esplorazione appagante, che vi stupirà ancora di più una volta sbloccati gli Skell – mech antropomorfi personalizzabili con armi, telai, e moduli aggiuntivi, ottenibili solo dopo il sesto capitolo – in grado di mutate il combattimento e la visione intera di Mira in maniera sconvolgente, al pari di quanto visto con gli enormi esoscheletri di Titanfall. I robottoni vanno attentamente gestiti: la riparazione costa molto, il carburante non è infinito – ma a differenza della Power Armor di Fallout 4 – si ricarica, anche se potete sempre decidere di spendere del Miranium (importante fonte di energia ubicata nel sottosuolo).
Per poter manovrare i giganti meccanici, che ai più nostalgici richiameranno alla memoria i Gundam, sarà necessario ottenere un patentino dopo 8 missioni specifiche.

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Il mondo ostile e selvaggio

La fatica dei Monolith Soft ci regala meccaniche profonde, tutte da scoprire

Una incredibile mole di tecniche di combattimento da apprendere e ampliare attraverso l’investimento di Punti Battaglia, una fitta ragnatela di abilità da potenziare per migliorarne l’incidenza o il cool-down. Ricordate di potenziare anche i compagni di viaggio: Elma, Lao, Li & Co.
Il party di Xenoblade Chronicles X prevede un’alchimia di ruoli differenti: supporto, difesa e attacco. Manca il ruolo del guaritore: i punti salute sono ripristinati tramite Q.T.E. attraverso gli Urli del Guerriero, che donano anche dei bonus da scegliere. Per il nostro personaggio possiamo scegliere tra alcune classi differenti, ma possiamo sviluppare anche capacità e competenze di altre, che possiamo provare durante il proseguo dell’avventura. Conviene portare quella inizialmente assegnata, Avventuriero, al livello 10 sì da sbloccarne altre come Ariete, Commando, e Sicario.
xenoblade-chronicles-x-runningIn combattimento è opportuno scegliere quale punto del nemico colpire, per debilitarlo e aumentare di concerto la qualità del loot. E’ stato messo in piedi, infatti, un intelligente e preciso sistema di danni, impartendo colpi critici: alla coda di un insettoide troppo cresciuto ne impediremo l’uso durante l’attacco, alla corazza di un grosso carapace – distruggendola – aumenteremo l’incidenza dei nostri danni per tutto il corso dello scontro, alla testa potremo provocare uno stordimento, agli arti uno sbilanciamento… Un sistema che mi ha ricordato molto il sistema S.P.A.V. di Fallout, ma senza pausa tattica.
I combattenti sono equipaggiati sia con armi a distanza che con strumenti corpo a corpo, passare da una categoria l’altra è immediato come in un Devil May Cry.
Completano il quadro i punti tensione che permettono di riportare in vita i compagni, e attivare il Turbo: un potenziamento notevole, disponibile a campagna inoltrata.

ll display del joypad Wii U riproduce la mappa, e cura la parte gestionale delle sonde

Su Mira la gestione dell’I.A. è certosina, calibrata per dare la sensazione di un Mondo vivo e dinamico: alcuni esseri varcano il suolo solo di notte; altri sono visibili solo se si è in volo, gli skell possono anche volare; non tutta la fauna è aggressiva, alcuni animali si mostreranno indifferenti solo fintanto che non saranno infastiditi, altri invece sono predisposti a caricarvi appena entrate nella loro zona, mentre sarete snobbati da altri che si riterranno palesemente più forti di voi. Del resto non si scherza col cibo, almeno fino al prossimo pasto.

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Cominciamo a fare sul serio

Xenoblade Chronicles X riesce a portare finalmente al limite una console spesso ingiustamente snobbata

Tecnicamente il lavoro fatto è ottimo per fluidità, assenza di caricamenti, profondità di campo, e frame-rate granitico. Qualche imperfezione c’è comunque: nell’aliasing, e in alcune texture ambientali.
Insomma si tratta si di una risoluzione datata con i suoi 720p, ma il comparto artistico mette di buon umore con: il ciclo circadiano, gli effetti atmosferici, gli arcobaleni dopo una spettacolare tempesta, gli scenari diversi dei cinque continenti (verdeggianti, marini, desertici, …) affascinanti.
Termino qui, menzionando un’ottima colonna sonora targata Hiroyuki Sawano, autore delle musiche di anime come Sengoku-Basara, Guilty Crown e Kill la Kill

Commento finale: Xenoblade Chronicles X comincia a brillare di luce propria dopo le prime 20 ore, e non riuscirete a staccarvi per almeno altre 50, ma sono sicuro che molti di voi sfonderanno il muro delle 100. Non è un titolo perfetto: si poteva essere più audaci in alcune scelte narrative, si poteva curare di più la profondità e la variazione delle sidequest; forse non tutti apprezzeranno il dover fare determinate azioni per poter proseguire nella trama principale, ma credo che i Gdr vadano approfonditi per essere apprezzati fino in fondo, quindi non lo ritengo un punto negativo.

Titolo: Xenoblade Chronicles X
Genere: Gdr
Sviluppatore: Monolith Soft
Data di rilascio: 4 dicembre 2015 (Europa)
Piattaforme: Wii U

Foto: immagini Google

icniVadoDraNoel

Appassionato di romanzi sci-fi, scopre per vie traverse il mondo videoludico scovando per caso un floppy disk del padre. L’alieno oggetto in un mondo governato da Console a dvd, si rivelerà poi niente poco di meno che un titolo per Amiga. Da lì in poi nasce la passione, soprattutto per i titoli Obsidian e Bioware. Ora tra una lettura e l’altra, fantastica malvagie macchinazioni, imbracciando lame luminescenti alla ricerca di forzieri; lasciando la gloria ai veri eroi. Del resto senza i Villain, i buoni non esisterebbero.
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