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Tutorial e video interviste che microfono scegliere

Un set up adatto a ogni situazione

Su molti dei social network impiegati per scopi aziendali e promozionali, si vedono (e in questo caso si sentonotutorialinterviste e contenuti in streaming. Non sempre nella produzione video viene data la giusta importanza alla qualità dell’audio, che in contenuti come questi assume un ruolo predominante. Soprattutto per le aziende che intendono differenziarsi sulle piattaforme social. Attualmente la disponibilità di strumentazione professionale e di qualità ad uso “conumer”, si è diffusa ed esistono sul mercato molti prodotti a prezzi decisamente più accessibili di un tempo, così da rendere più semplice la scelta del microfono.

Dialoghi e interviste

Ne abbiamo parlato con una casa di produzione video che si occupa spesso di intervistare relatori su contenuti aziendali. Nelle interviste e nelle registrazioni video che richiedono la presenza di più soggetti di norma si applicano i levallier, sfruttando l’abbigliamento dei protagonisti in prossimità della zona dello sterno. Al contrario nel caso di videoregistrazioni in ambienti rumorosi è consigliato l’utilizzo di microfoni ad archetto, posti accuratamente a lato della bocca e mai frontalmente per evitare che il respiro possa creare un’interferenza. Questa tipologia di set up è interessante se si intende filmare un video tutorial. Cioè un soggetto all’interno di un ambiente, magari rumoroso o comunque nelle vicinanze di un macchinario in funzione. Per gli streaming e le videoconferenze, solitamente registrati in ambienti poco rumorosi, sono ottimi i microfoni a cardoide e i levallier in genere Il fucile o boom è un passepartout utile in diverse situazioni, ma con un grande difetto. Per essere maneggiato correttamente richiede competenza ed esperienza in quanto il microfono acquisisce l’audio solo se viene puntato (esattamente come un “fucile”) nella direzione della sorgente sonora; di conseguenza ogni minimo scostamento riduce la qualità, aprendo le porte al rumore di fondo.

Microfoni e tecnologie

I microfoni si dividono in due grandi famiglie: quella dei microfoni dinamici e quella dei microfoni a condensatore. Gli strumenti appartenenti a questo secondo gruppo necessitano di una alimentazione, detta phantom, a + 48 V. Al contrario il primo gruppo è utilizzabile autonomamente. I microfoni dinamici risultano un po’ meno sensibili soprattutto per quanto riguarda le frequenze alte ma proprio per questo tollerano meglio il rumore di fondo e le elevate pressioni sonore. I microfoni a condensatore richiedono corrente elettrica per funzionare. Stabilito il collegamento e la tipologia di alimentazione si deve fare riferimento al sistema polare (nome dato dalla forma con la quale catturano i suoni e della direzione della registrazione). Questo fattore è fondamentale per una scelta appropriata. I microfoni a cardioide, dalla forma di cuore, riescono a registrare di fronte ad ampio spettro. Sono in grado di ricevere i suoni anche dal lato posteriore, ma in quantità marginale. E’ uno schema impiegato anche sui levallier e sui fucili. I microfoni omnidirezionali riescono a registrare in cerchio considerando l’area posteriore e laterale. Si dicono anche ambientali I microfoni bidirezionali registrano su due direzioni solitamente a 90° e sono impiegati prevalentemente per le registrazioni di tipo stereofonico. I microfoni direzionali, invece, possono registrare in un’unica direzione e devono essere orientati esattamente verso l’oggetto della registrazione. Ecco spiegata la funzione nelle troupe video del fonico che brandisce un’asta con il mezzo-fucile sempre orientato verso al bocca dell’attore.

Un set up adatto a ogni situazione

Una troupe video che debba svolgere attività di service, come le interviste, dovrebbe sempre avere con se microfoni diversi. Per adattarsi alle condizioni che si possono presentare Per iniziare, un set up deve prevedere:

• almeno due cardioidi dinamici, a gelato, ottimi per la loro adattabilità;

• due microfoni levallier da posizionare sugli intervistatori in modo da agevolare il dialogo;

• un fucile direzionale versatile e fondamentale come strumento di back up nel caso di malfunzionamento del sistema wireless. Può essere gestito da un fonico o semplicemente agganciato ad una camera o ad un cavalletto;

• un omnidirezionale per catturare l’audio nell’ambiente in generale;

• ed infine almeno una coppia di archetti direzionali che consentano di registrare ciò che viene detto escludendo i rumori provenienti dall’ambiente. Sono microfoni che oltre ad essere dotati di un eccellente filtro antirumore, “staccano” la voce dall’ambiente

Dove si devono collocare i microfoni per ottenere una buona qualità di registrazione

La scelta del posizionamento dei microfoni è fondamentale. Come principio di base minore la distanza dalla sorgente sonora migliore sarà la qualità del suono registrato. La situazione ideale si ha con una distanza massima di 30 centimetri; una distanza inferiore aumenta il rischio di una distorsione Al contrario se il microfono viene posizionato eccessivamente lontano dalla sorgente del suono questo risulterà disturbato. Onde evitare di scoprire solo alla fine che si è registrato un suono distorto o della presenza di interferenze si consiglia di utilizzare delle cuffie che isolano dai rumori ambientali proprio come quelle utilizzate dai DJ nelle discoteche.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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