Attualità

I trasporti ai tempi del COVID: la situazione

L’arrivo di questa pandemia globale ha cambiato, in modo radicale, il nostro stile di vita.
Costretti a casa per evitare il più possibile il contagio, abbiamo riscoperto il piacere di restare a casa con la propria famiglia, quello di leggere un libro o giocare ad un gioco da tavolo.
Nonostante questo, però, non si riesce a vivere serenamente perché tra virus e isolamento, ci siamo resi conto che molti settori lavorativi hanno subito una brusca battuta d’arresto; o rischiano di subirlo lottando con le problematiche del momento.
Tra questi settori c’è quello fondamentale dei trasporti.

Il settore dei trasporti al tempo del Covid 19

Parlando di spedizioni, i servizi sono regolarmente funzionanti – anche se con qualche ritardo nel ritiro o nella consegna, non solo in Italia ed in Europa, ma in tutto il mondo.

Il sovraccarico dei magazzini ed il notevole aumento del lavoro – perché si ordina di più in quarantena – sta causando ritardi di ogni genere. Tutte le organizzazioni cercano di gestire al meglio le problematiche. Avere un ritardo non è sinonimo di blocco, e lo dimostrano anche le continue consegne a domicilio.

In questi tempi, ricevere spesa, cibo, farmaci e beni di prima necessità a casa è fondamentale; limitare al minimo gli spostamenti per limitare il contagio è un imperativo (che dovrebbero capire tutti). I servizi di food delivery effettuano le consegne senza contatto fisico e questo circolo di servizi passa attraverso tanti settori, dai ristoranti agli agricoltori. Anche i trasporti refrigerati per alimenti e merci deperibili sono in prima linea nella sempre frequente richiesta di prodotti freschi da parte delle grandi catene di distribuzione. Se un sistema del genere collassasse, rimarremmo senza un bene primario.

E’ facile capire, dunque, che anche rimanendo da casa, i cittadini possono avere qualche accortezza. Una tra tutte è evitare di pagare in contanti. Ciò garantirà una minore esposizione sociale con i fattorini (quindi limiterà il rischio di contagio) e soprattutto, diminuirà il tempo utile degli operatori che potranno concentrarsi così sulle consegne e non perdere ulteriore tempo. Un’altra gradita misura di contenimento è quello di non ordinare prodotti quotidianamente, cercare di acquistare tutto ciò che ci serve in un’unica retata ed evitare lo shopping superfluo.

Parallelamente a questo, arriva a dire la sua anche la Commissione Europea che si occupa di stabilire le “priorità” nella pandemia di COVID-19 – per ottimizzare qualunque uscita e mantenere i cittadini al sicuro dal contagio, per quanto possibile. Tra i temi discussi c’è lo spostamento dei trasporti essenziali come ad esempio chi si occupa del trasporto di forniture mediche e altri beni imprescindibili. Molti Stati membri hanno annunciato restrizioni al trasporto, sul sito è disponibile un elenco completo per ogni paese.

L’elenco viene aggiornato regolarmente, man mano che le informazioni diventano disponibili e/o vengono aggiornate.

A livello nazionale, al Governo è arrivata l’offerta dell’Aastra, l’associazione che riunisce 150 aziende del trasporto pubblico locale che cerca di contemperare la sicurezza dei viaggiatori con i conti economici del paese.

Si prova a trovare la migliore soluzione per tutti, sia perché si dovrebbe evitare l’assembramento di persone e mezzi, sia perché non si può lasciare a piedi i passeggeri; l’eccessivo aumento del numero dei mezzi privati in giro rallenterebbe i mezzi pubblici.

L’Asstra punta su una riorganizzazione; in sostanza si lavora per ridistribuire i flussi di traffico nel tempo appiattendo i picchi giornalieri, che sarebbero ingestibili in condizione di sicurezza.

Sarà fattibile? Lo scopriremo solo col tempo. Quello che possiamo fare, è fornire il nostro supporto mettendo in pratica il senso civico.

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