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Towel Day: perché si festeggia l’Asciugamano?

Se siete davvero nerd lo sapete: mettiamo caso che la Terra stia per essere distrutta da – che ne so? – un’astronave aliena perché bisogna fare spazio una nuova autostrada interstellare, l’oggetto più importante che dovreste portare con voi è senza dubbio un asciugamano. Non a caso ha una sua giornata dedicata che è quella che festeggiamo oggi: il Towel Day.
Citiamo testualmente, senza pretesa di essere esaustivi, dalla Guida Galattica per Autostoppisti:
«L’asciugamano è forse l’oggetto più utile che l’autostoppista galattico possa avere. In parte perché è una cosa pratica: ve lo potete avvolgere intorno perché vi tenga caldo mentre attraversate i freddi satelliti di Jaglan Beta; potete sdraiarvici sopra quando vi trovate sulle spiagge di Santraginus V; ci potete dormire sotto sul mondo deserto di Kakrafoon; potreste usarlo come vela di una mini-zattera sul pigro fiume Falena; potete bagnarlo per usarlo in combattimento corpo a corpo; per fare segnalazioni di emergenza e, se è ancora abbastanza pulito, per asciugarvi, naturalmente. Ma soprattutto, l’asciugamano ha un’immensa utilità psicologica.»

asciugamano

(Un altro utilizzo dell’asciugamano)

La Guida Galattica per Autostoppisti è un best-seller universale che insegna ogni trucco per gironzolare per la Galassia con meno di trenta dollari altairiani al giorno. I motivi per cui è così venduta sono sostanzialmente due: innanzitutto, costa poco meno dell’Enciclopedia Galattica, essendo comunque più maneggevole; ma soprattutto, porta incise con un carattere rassicurante le parole “Non fatevi prendere dal panico!”.
Ok, diamoci un taglio: tutto quello che avete letto altro non è che un modesto omaggio a Douglas Adams, il geniale autore del ciclo della “Guida Galattica per Autostoppisti”. Oggi, il 25 maggio, si ricordano la sua vita e il suo lavoro, diventati negli anni basilari nell’esistenza di ogni vero nerd. E lo facciamo proprio attraverso l’oggetto da lui santificato nel suo più illustre romanzo: l’asciugamano.

towel day

(Un secondo utilizzo dell’asciugamano, stavolta un po’ meno divertente, ma comunque efficace)

Cos’è il Towel Day

Questa commemorazione, conosciuta come Towel Day (appunto, Giorno dell’asciugamano), nacque spontaneamente il 25 maggio 2001, ovvero due settimane dopo la morte di Adams, per volontà di un gruppo di fan che volle ricordarlo. Autore spesso troppo avanti per i suoi tempi e quindi fin troppe volte non capito, durante la sua vita si trovò a fare i lavori più disparati, dal lavapiatti alla guardia del corpo. Ma era molto appassionato di tecnologia e fantascienza, non si diede mai per vinto ed arrivò al successo universale proprio grazie alla Guida Galattica, una “trilogia in cinque parti” (come definita da lui stesso) intrisa di un umorismo sottile e mai volgare, tipicamente british, che conta i seguenti titoli:

  • Guida galattica per gli autostoppisti, 1980;
  • Ristorante al termine dell’Universo, 1984;
  • La vita, l’universo e tutto quanto, 1984;
  • Addio, e grazie per tutto il pesce, 1986;
  • Praticamente innocuo, 1993. 

Ovviamente, ci piace ricordare anche il contributo che questo uomo tipicamente britannico ha dato al simbolo della fantascienza tipicamente britannico, ovvero Doctor Who. Tre sceneggiature fra la sedicesima e la diciassettesima stagione della serie classica, quando a pilotare il TARDIS c’era quello sciarpone di Tom Baker, portano la sua firma: The Pirate Planet, City of Death e l’ormai mitologica Shada.

Quest’ultima avventura non fu mai trasmessa, in quanto la sua messa in scena non poté essere completata per uno sciopero degli operatori della BBC. In seguito, se ne fece un riadattamento in audiodramma per l’Ottavo Dottore, con la voce di Paul McGann. Infine, ne è uscita nel 2012 una trasposizione romanzata a cura di Gareth Roberts, di cui ovviamente consigliamo l’acquisto, dato che il suo prezzo si aggira intorno ai 10/12 euro.

Sventolando i nostri asciugamani, oggi, nel Towel Day, noi ricordiamo con amore Douglas Adams. E se qualcuno vi chiede che cosa state facendo, rispondetegli “42”. Tanto la risposta è giusta, è la domanda che è sbagliata.

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Mario “Gomez” Iaquinta

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