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The Book of Boba Fett è incoerente? Noioso? La riflessione

Ci stiamo imminentemente avvicinando alla quarta puntata dello spin-off sul più famoso dei cacciatori di taglie stellari e come nella migliore tradizione Starwarsariana, non potevano certo mancare discussioni e polemiche. E’ qui che il compito di un blogger diventa davvero arduo, ovvero cercare di dare sentenza senza dare effettivamente sentenza. Come è possibile approcciarsi a un prodotto che richiama la percezione nostalgica dei fan, soprattutto se si tratta di una figura mitizzata, senza farsi tentare dal lato oscuro dei propri personalissimi gusti?

Ebbene, partiamo dal presupposto che è impossibile analizzare con obiettività un personaggio che storicamente, è apparso attraverso un ampio spettro di narrazioni diverse tra cui expanded universe, fumetti, serie animate e film. Tuttavia, possiamo tracciare un punto di partenza, immedesimarci negli obiettivi che gli sceneggiatori dello show potrebbero aver preso in considerazione per lo sviluppo della serie.

The Book of Boba Fett, la polemica

Il “lamento” più diffuso riguardo a The Book of Boba Fett si può descrivere in sintesi con queste parole: “hanno svilito il personaggio, non è più come prima, gnee“. La ragione di ciò risiede nelle scelte del mandaloriano di queste prime tre puntate, ritenute troppo soffici per qualcuno che in passato veniva definito come uno spietato segugio a caccia di affari nella galassia. C’è chi sostiene che persino Vader in persona, ne l’Impero colpisce ancora, nutrisse del rispetto verso Fett al punto da affidargli il compito di inseguire le sue prede.

Tuttavia, dove troviamo l’ipotetica aura mistica del personaggio nelle sue comparse cinematografiche o meglio, dove avviene l’effettivo passaggio in cui Boba Fett entra nell’olimpo delle figure mitiche di Star Wars?

Un po’ di storia vera su Boba Fett

Come è noto, Lucas ha più volte dimostrato di essere un grande imprenditore dopo che un grande regista, ammettendo in svariate occasioni di utilizzare le sue creazioni narrative per mere questioni di merchandise. Boba Fett rientra tra le migliaia di action figures, costumi, articoli per bambini e adulti che nel corso del tempo sono stati commercializzati seguendo il filone del marketing a ridosso dei film. Come ogni buon Stormtrooper generico che si rispetti, anche il mandaloriano si è stampato nella potente immagine collettiva di Star Wars, giocattolo dopo giocattolo, videogioco dopo videogioco. Cosa non difficile, aggiungerei, dato Boba Fett era davvero unico, al contrario della sterminata presenza di soldatini bianchi sbadati. Un’armatura tutta sua, delle armi e dei gadget che raramente abbiamo visto in uso nel corso delle pellicole (se non da suo padre, nella trilogia prequel) donarono a questo individuo la capacità di distinguersi con quell’aspetto che negli USA è definito con il termine BADASS. Insomma, tanto materiale per l’Expanded Universe alla fine degli anni 90. Non serve aggiungere altro.

Ok, l’ho detto, EXPANDED UNIVERSE, ma per diritto all’oblio sarà l’ultima volta che ne parleremo in questa discussione. Rimaniamo saldamente ancorati al canon e a quello che Disney intende proporre ai suoi clienti. Riassumendo, l’ultima volta che vediamo Boba, fa il dipendente a tempo determinato di Vader, viene citato da Han Solo in modo apprensivo un paio di volte per poi… Finire comicamente inghiottito dal Sarlacc. Stiamo parlando di un personaggio secondario, studiato appositamente per strappare un sorriso agli spettatori che ai tempi, si aspettavano quel qualcosa in più. Non scordiamoci che Star Wars è un’opera nata per un target di bambini, parole dello stesso Lucas.

Tutte le scene con Boba Fett, grazie all’autore del video

Il problema, però, è proprio che “il qualcosa in più” arriva dopo. Nella trilogia prequel, Lucas decide di concedere uno spazio anche piuttosto importante alle sue origini, rivelando la sua ormai nota connessione con i cloni. Con questo però, non viene colmato il gap, ne tantomeno l’incoerenza che c’è tra la sua brutta figura sulle sabbie di Tatooine alle decine di comparse e storie (anche non autorizzate) che coprono la timeline dopo “Il Ritorno dello Jedi”. In Jedi Academy, uno sparatutto di Raven ritenuto canonico fino all’avvento di Disney, Boba Fett combatte quasi ad armi pari con alcuni tra i più potenti Jedi della nuova generazione. Non parliamo dei numerosissimi fumetti, molti firmati Marvel, che lo ritraggono quasi come l’uomo che non deve essere nominato mai. Come si spiega?

Il punto di partenza, uno nuovo per inciso

Ecco che arriviamo alla fine di questa analisi; a mio parere, Disney sta cercando di unire un evento scatenante (il Sarlacc) come una dinamo per l’evoluzione del personaggio a partire da quel punto. L’incontro con il popolo delle sabbie concede un riscatto, una seconda possibilità per un individuo che la “Forza” avrebbe altrimenti surclassato – e in malo modo. Da qui si possono veramente unire molti tasselli a un puzzle che forse non è mai stato pianificato prima, portandoci a nuovi incontri transmediali che tanto ci piacciono e che potrebbero spiegare molte ambiguità sul personaggio. In The Mandalorian abbiamo avuto diversi assaggi da questo punto di vista. Il Boba Fett che vediamo non è più un freddo assassino senz’anima, piuttosto sembra essere dotato di una propria capacità riflessiva, e in modo saggio affronta le interazioni con gli altri personaggi. Insomma, ci aspetta forse un Boba meno cacciatore, e più “Kingpin” ma forse anche in grado di scindere l’avidità dalle virtù, cosa che sembra aver riscoperto proprio tra le dune dei Tusken, le quali offrono anche un mezzo per percepire che nel protagonista, nasce una più profonda comprensione (forse è meglio dire “connessione”) del pianeta dei due soli.

E’ vero, noi siamo i bambini che occupavano le sale ai tempi de L’impero colpisce ancora e oggi siamo adulti. Ma guardare uno show con gli stessi occhi di un tempo e liberarsi di tanti pregiudizi e aspettative, potrebbe aiutarci ad apprezzare ancora il tempo con quella che ancora oggi è una storia che racconta di redenzione. E chi meglio di Boba Fett potrebbe riuscire a riscattarsi? Ma questa è una possibilità che solo il pubblico può concedergli, l’importante è che il filtro di giudizio applicato sia lo stesso che ci ha strappato una risata in sala, mentre il Sarlacc faceva il suo ruttino post-digestione.

Per adesso, è vero che gli speeder della banda di ladruncoli, nella terza puntata, avrebbero potuto assomigliare meno alla Vespa di zio Peppe, sento comunque di voler promuovere la serie, considerando che è gran bel tuffo nell’underworld criminale di Star Wars, tratto di questo universo ancora non del tutto esplorato sullo schermo.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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