Eventi e Fiere

Tequila Sunrise: un fumetto “da paura”

È stato presentato ieri al B-Side di Rende all’interno del ciclo di eventi B-Midgard il fumetto Tequila Sunrise, opera dello sceneggiatore Francesco “Paul Izzo” Polizzo e del disegnatore Federico “Peteliko” Pugliese. Nell’atmosfera familiare del pub rendese si è svolta una presentazione con tutti i crismi, di quelle che ti aspetteresti di vedere in contesti più “istituzionali” come una libreria; ma non è mancato il tocco informale dato dalla verve dell’autore “Paul Izzo” e dal pubblico, che ha partecipato con numerose domande.

Oltre al già citato autore della sceneggiatura erano presenti anche il “padrone di casa” degli eventi B-Midgard Carlo Borsani e un membro della redazione del Bosone che crediamo sia stato pescato a caso (il sottoscritto)…

Tequila sunrise presentazione
Da sinistra a destra: Carlo Borsani, Francesco Polizzo e “uno del Bosone”.

Ma bando alle ciance e ai facili umorismi dovuti alla bassa autostima, passiamo al vivo della faccenda riportando cosa è Tequila Sunrise. Si tratta di un fumetto autoprodotto che invece di vedere in questo un limite coglie da qui l’opportunità di una maggiore libertà artistica per formarsi “come vuole lui”.

Infatti si tratta di una storia diretta, immediata, decisa, ironica e con quel sano pizzico di citazionismo che non guasta. Ci troviamo infatti nella classica linea di confine fra Stati Uniti e Messico, in una ambientazione che risulta subito conosciuta e per questo capace di far immedesimare il lettore in poche immagini. L’avventore entra nella stazione per ristorarsi un momento e lì… incontra la paura.Tequila Sunrise

È importante infatti sottolineare che Tequila Sunrise è il primo numero della serie antologica American Feed, dal plot semplice quanto geniale: le classiche figure dell’horror (come zombie, vampiri, alieni, insettoidi e BEM) smontate e ricostruite nei contesti dell’America della provincia e dei confini, lì dove le storie sono sempre in bilico fra il diventare puro fantastico o leggenda metropolitana col loro velo nascosto di verità.

Una impostazione che è facile definire tarantiniana, e in parte lo è davvero, non solo per la verve citazionistica e l’umorismo di fondo, ma anche per attenzione e cura dei dettagli. Tuttavia sarebbe riduttivo parlare di Tequila Sunrise come una semplice operazione di omaggio a determinati generi (per quanto, come abbiamo già detto, è un filone certamente presente nell’opera): c’è anche voglia di una narrazione schietta, senza fronzoli, che arrivi direttamente al lettore senza per questo scadere di qualità. L’operazione a noi, che siamo fieri possessori di albi autografati, sembra riuscita in pieno.

tequila Sunrise
Quello che intendiamo per narrazione “diretta e schietta”, prendendo ad esempio due pagine di Tequila Sunrise

C’era anche Ernest Egg…

Si è trovato il tempo anche di introdurre un altro progetto di “Paul Izzo” davvero intrigante. Stiamo parlando di Ernest Egg, creatura davvero multimediale. Ernest è un “cacciatore di leggende” – così si autodefinisce – della Londra vittoriana, avventura dal sapore epico ma anche divertente che si traspone in una varietà di forse espressive molto ampia: è un libro, è un diario di viaggio, ma soprattutto un cortometraggio realizzato con la tecnica step-motion. Una scelta, quest’ultima, decisamente più faticosa e dispendiosa dell’animazione

Ernest Egg Tequila Sunrise
Ernest Egg in “carne e ossa”

tradizionale o computerizzata, ma che sposa e sottolinea il carattere sognante, ironico e vintage del personaggio di Ernest. Finanziato attraverso crowfunding, il progetto sta già riscuotendo ottimo seguito e ha aggregato alle sue schiere gente come Giobbe Covatta e Claudio Di Biagio, giusto per citarne un paio.

La serata poi è continuata con la proiezione di un film. Si parlava giustamente di atmosfera tarantiniana, di storia di confine, dell’avventore che entra nel locale… la scelta del film è stata una conseguenza: Dal tramonto all’alba, scritto da Tarantino (che nella pellicola è anche attore) e diretto da Robert Rodriguez; film che quest’anno compie due decadi e che diventa sempre più godibile a ogni nuova visione. Così come la danza di Salma Hayek…

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…
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