Scienza

La tavolozza di un pittore dell’Antico Egitto conserva ancora i suoi pigmenti

Che l’Antico Egitto fosse una delle civiltà più avanzate della sua epoca è cosa nota; ma una tavolozza del 1300-1400 a.C. ne ha rafforzato il concetto ed ecco perchè!

Il Metropolitan Museum of Art – New York City – aggiunge alla sua collezione un altro importantissimo pezzo di storia della civiltà nord-africana; la tavolozza rinvenuta infatti, apparteneva a un pittore dell’epoca risale a 3.400 anni fa.

La tavolozza con i pigmenti ben conservati da 3.400 anni

La tavolozza realizzata in avorio presenta sei cavità – detti pozzi – dove il pittore poneva i suoi “colori”; i resti dei pigmenti originari dell’epoca sono ancora ben visibili: rosso, blu, nero, verde, giallo e marrone. Gli archeologi sono rimasti affascinati da tale scoperta.

tavolozza dell'antico egitto

Un’altra particolarità dell’oggetto è l’incisione del faraone Amenhotep III, ricordato per uno dei periodi più prosperosi della civiltà egizia: in particolare, un simbolo ovale con una linea all’estremità – detta cartiglio – che sta a indicare che il nome è reale.

All’interno, i geroglifici rappresentano un’epiteto che gli esperti nel settore hanno tradotto in “Amato da Re“, ovvero Ra il Dio del Sole.

La tavolozza è senza dubbio uno dei ritrovamenti più importanti che insieme a tanti altri oggetti datati nella stessa epoca, ne fanno una raccolta dall’alto valore culturale. Inoltre, l’oggetto nella sua forma è molto simile alle tavolozze odierne e ciò ne aumenta il fascino.

Sicuramente, insieme alla tavolozza sono sorte tante altre domande sugli usi e i costumi degli antichi egizi e c’è ancora tanto da scoprire!

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