Scienza

Stonehenge: nuovi ritrovamenti riaccendono il mito della Danza dei Giganti

Il circolo di pietre di Stonehnge continua ad affascinarci dopo migliaia di anni. E oltre a regalarci lo spettacolo del Solstizio d’Estate, continuano a venire alla luce altri ritrovamenti, che ci aiutano a capire meglio la sua storia e i suoi segreti. La scoperta più recente ci porta in Galles, dove è stato scoperto un altro vasto circolo di pietre, le cui caratteristiche corrisponderebbero a quello di Stonehenge -ma anche alla leggenda raccontata nel 12esimo secolo da Geoffrey di Monmouth.

Stonehenge: nuovi ritrovamenti riaccendono il mito della Danza dei Giganti
Stonehenge

Secondo il mito, il Merlino ordinò ai suoi uomini di andare in Irlanda a cercare e portare in patria un particolare circolo, chiamato Danza dei Giganti, che sarebbe servito come memoriale per celebrare i morti. La località irlandese descritta da Geoffrey corrisponde oggi ad un’area del Galles, dove è stato appena scoperto ciò che rimane di un circolo di pietre sacro.

Il cerchio ha dimensioni molto simili a quelle di Stonehenge, e alcune incisioni alla base degli enormi pilastri corrisponderebbero a quelle del famoso circolo “Come una chiave al suo lucchetto“, secondo gli archeologi. Addirittura, la posizione delle pietre sarebbe orientata allo stesso modo, combaciante cioè con l’alba del Solstizio d’Estate.

Per Mike Parker Pearson, si tratta di una scoperta importantissima. La teoria che ci fosse un circolo di pietre originario e antecedente a Stonehenge era stata ipotizzata più o meno un secolo fa, ma per ora non erano state trovate abbastanza prove che facessero supporre che fosse vera.

“Ho studiato Stonehenge per 20 anni e questa è la scoperta più emozionante che abbia mai fatto“, ha dichiarato il professore dell’University College of London. Secondo la teoria, il monumento sarebbe stato venerato per secoli in Galles prima di essere stato trascinanto nel Wiltshire, dove attualmente risiede. La leggenda di Geoffrey, dunque, potrebbe non essere del tutto menzognera. “Credetemi, sono tentato di pensarlo… Potremmo aver trovato ciò che Geoffrey chiamava La Danza Del Gigante”, ha dichiarato Pearson.

Un’altra importante prova a sostegno della teoria del “doppio monumento” sarebbe che analizzando le pietre del circolo del Galles, proverrebbero dalla stessa cava di Preseli di quelle di Stonehenge. E un secolo fa, il geologo Herbert Thomas aveva ipotizzato che gli antichi abitanti del Pembrokeshire, dove c’è la miniera, venerassero circoli di pietra.

Le ricerche di Pearson e del suo team vanno avanti dal 2015, quandao veva ipotizzato per la prima volta che Stonehenge non fosse altro che una seconda versione di un monumento originario, grazie ad altri ritrovamenti presso le cave di Carn Goedog e Cragi-aRhos-y felin che facevano supporre che le pietre di Stonehenge fossero state ottenute almeno quattro secoli prima della sua costruzione. Dunque, è molto probabile che il circolo fosse stato venerato per quasi mezzo millennio in un altro luogo prima di essere trascinato dove lo possiamo ammirare oggi.

Stonehenge: nuovi ritrovamenti riaccendono il mito della Danza dei Giganti
La cava di Carn Goedog

Una scoperta affascinante, che ci aiuta a capire meglio la storia di questo monumento importantissimo e l’enorme significato che aveva in tempi remoti, quando i Cavalieri di Artù cantati da Geoffrey attraversavano il Regno Unito creando leggende immortali, storie intrise di magia che ancora oggi ci fanno sognare e fantasticare…

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Necronomidoll

Divoratrice compulsiva di libri, scrittrice in erba, maladaptive daydreamer. Il Culto Vive.
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