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Spongebob si vendicherà: rispetto per l’autore

Stephen Hillenburg è un biologo statunitense, che, tra le altre cose ha inventato Spongebob.

Si. Questo spiega molte cose su tutta l’assurda vita che circonda la spugna di mare. Una delle prime frasi che compare nella sua pagina Wikipedia è: “dopo la sua morte sono state annunciate per Spongebob due serie spinoff, una sull’infanzia di Spongebob e una sull’infanzia di Squiddy, oltre a tre nuovi film”. Questa cosa ci ha fatto pensare molto. Le storie cambiano e si evolvono, lo sappiamo.

Stephen Hillenburg
Stephen Hillenburg

Ma, c’è un ma, un grosso ma. Allora Schultz? Schultz è il creatore di Snoopy, di Charlie Brown e dei Peanuts, lo conosciamo tutti. Durante la sua carriera ha fatto un’infinità di strisce, così tante che è quasi impossibile metterle in ordine cronologico.
Schultz nella sua carriera, mentre era in vita, ha dato l’ok per diversi speciali animati riguardanti i Peanuts, ma non ha mai espresso la volontà, anzi, era molto contrario all’utilizzo dei suoi personaggi per qualcosa che andasse oltre le strisce disegnate e le opere animate che lui aveva deciso di realizzare.
Cosa significa? Significa che i suoi eredi, dopo la sua morte, hanno dato il via libera ad ogni tipo di oggetto e merchandising legato ai Peanuts, ignorando totalmente ciò che voleva l’autore. Oltre al merchandising hanno dato l’ok anche per realizzare film animati, come quello in computer grafica del 2015, completamente privo di anima e creato esclusivamente per i bambini, cosa che i Peanuts non erano affatto.

“Spongebob: amici in fuga” è un film di Netfilx con un amabile Keanu Reeves nel ruolo di Saggio Saggina, e solo questo potrebbe salvare la pellicola, il problema è che il film è molto colpevole.
Prima di tutto lo scopo finale sembra semplicemente fare un recap dei rapporti interni tra i personaggi di Bikini Bottom. Tanto che ad un certo punto durante un processo fatto a Spongebob, ciascun personaggio ha un flashback di come lo ha incontrato, e ovviamente tutti lo hanno incontrato a “Camp Coral” da piccolo, da giovani.
Guarda caso questo “Camp Coral” sarà una delle serie animate spinoff che vedremo nei prossimi tempi, quindi il film è un enorme spot a ciò che l’autore non voleva che si facesse, cioè degli spinoff di Spongebob.
Quale è la linea da non superare?

spongebob netflix

C’è sicuramente una linea morale legata al volere dell’artista, alla decisione che lui ha espresso e questo rispetto, soprattutto se sei un’artista tu in primis, viene quasi naturale. Ci mancherà la sua opera, potremmo sempre saggiarne la sua profondità attraverso il lavoro dell’autore, ma non la rivedremo più in altri contesti. E questa è una scelta, un rospo con il quale possiamo convivere.

L’altra linea è quella duplice tra praticità e guadagno, molti non hanno problemi a saltellare da una parte all’altra di questa linea ogni volta che gli fa comodo. È anche vero che molti appassionati di quelle storie non vedono l’ora di avere altro dei loro beniamini.

E pur credendo di rispettare l’autore, anche se l’autore ha deciso di chiudere la storia, ne vogliono ancora. Questo non è rispetto, è venerazione, idolatria, e può fare più danno che altro.

Molto spesso la linea del commercio viene sorpassata da chi vuole solo sfruttare fino all’osso una buona idea e non per accontentare i fan.
Alcuni si lavano la coscienza con un banale: “se non ti piace non guardarlo.

Il punto è che la semplice esistenza dell’opera va contro le volontà del suo autore e anche se non verrà guardata quel solco rimarrà.
Voi da che parte state?

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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