Scienza

Sonno e memoria: tutta la verità scientifica dietro la correlazione

Che dormire bene fosse essenziale per la nostra salute lo si sapeva da tempo, ma che vi fosse uno stretto connubio tra sonno e memoria ancora non era così chiaro.

Ebbene si, sembra che il miglior modo per avere una vera memoria di ferro sia quella di farsi una bella dormita.

Sono davvero a milioni gli studi scientifici che vengono fatti ogni singolo giorno per scoprire qualcosa di più sul nostro cervello ed il suo funzionamento.

La funzione celebrale sembra essere la più complessa, la più misteriosa ed anche la più attrattiva per l’essere umano.

Purtroppo, però, per quanto sia stata studiata ed approfondita, la verità è che probabilmente non si riuscirà mai a comprenderla al 100%. Un pizzico di mistero resterà sempre.

In tutti questi studi, però, sono stati fatti dei grandi progressi ed è saltato fuori che senza un buon riposo è praticamente impossibile avere una buona memoria.

Dormire il giusto numero di ore ed in maniera davvero ristoratrice è fondamentale per la nostra salute e non c’è da stupirci se le raccomandazioni fatte circa la scelta del materasso perfetto sono quasi come una legge nazionale.

Ma che connessione esiste tra la memoria ed il sonno? È arrivato il momento di scoprirlo.

Sonno e memoria: come funziona questo legame

Gli studenti lo sanno: una memoria che funzioni bene è fondamentale per cavarsela nel mondo.

Certo, detta così è molto riduttiva la cosa ma in parte nasconde la verità.

Forse non ce ne rendiamo conto davvero ma, avere una buona memoria può davvero facilitarci la vita.

Ogni singolo giorno abbiamo milioni di dati e di informazioni che bombardano il nostro cervello e riuscire ad immagazzinarne il più alto numero possibile può davvero tornaci utile in futuro. E, spesso, nemmeno in un futuro così lontano.

Ma bando alle ciance ed andiamo a scoprire veramente che connessione esiste tra il riposo e la nostra memoria.

Sonno e memoria: l’esperimento

Partiamo, prima di tutto, da un esperimento fatto agli inizi dell’anno 2000.

Due scienziati si sono uniti per riprendere in mano uno studio abbandonato molti anni prima in cui, per l’appunto, si cercava di capire come il sonno potesse modificare alcune capacità del cervello.

Dopo alcune considerazioni decisero di fare alcune prove sul campo.

Si sono messi a cercare alcuni volontari che avessero avuto dei problemi neurologici (ictus, incidenti, ecc.), hanno fatto leggere a loro delle parole e li hanno poi divisi in due gruppi.

Il primo gruppo ha continuato a studiare le parole. Il secondo gruppo, invece, è andato in una stanza buia a riposare per 10-15 minuti.

Il risultato finale è stato sorprendente.

Le persone che avevano riposato ricordavano ben il triplo delle parole rispetto agli altri che, invece, avevano continuato a studiare.

Ecco che, visti i risultati, fu deciso di continuare con gli studi per capire che meccanismo fosse nascosto dietro a tutto questo.

Sonno e memoria: la teoria scientifica

Se stai aspettando la teoria scientifica che ti sveli il tutto, purtroppo, non ti possiamo accontentare.

Per quanto siano stati fatti anche dei passi da gigante a riguardo, ancora non si è arrivati ad una spiegazione scientifica certa e corretta al 100%.

Tuttavia, si è scoperto che il riposo permette una migliore connessione neurale tra l’ippocampo (ovvero la parte dove si formano i primi ricordi) e la corteccia celebrale.

Queste connessioni più ampie e più efficaci permetterebbero una memorizzazione di gran lunga più elevata.

Infine, ci teniamo a precisare che per riposo non si intende sempre e solo il vero e proprio dormire.

Infatti, per riposo s’intende anche un lasso di tempo in cui si sospendono tutte le attività e si rilassa sia il corpo che la mente.

In quel tempo non si devono ricevere stimoli esterni, quindi no alla televisione, no agli smartphone od ad altri dispositivi tecnologici.

Provare per credere.

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close