Tecnologia

Smart-working e rilevazione della presenza

Alla fine l’Italia ce l’ha fatta: nell’arco di poche settimane sono tantissime le aziende che si sono decide a mettere in Smart-working i loro dipendenti, per l’impossibilità di poter far loro raggiungere i posti di lavoro. Lo Smart-working ha dimostrato in che modo è possibile far proseguire l’operatività di alcune aziende nonostante problematiche a livello nazionale. Ha dimostrato come sia possibile continuare a svolgere il proprio lavoro anche se non ci si trova più alla scrivania di un ufficio, ma a casa propria, o in un qualsiasi altro posto. 

Un’opportunità enorme, che si serve solamente di alcuni sistemi di collegamento da remoto (Pc, tablet e VPN, cuffie e connessione) e che permette di poter lavorare ovunque in modo sicuro. Ma c’è anche un problema: come rilevare al meglio le presenze dei dipendenti in Smart-working? Lo Smart-working in effetti ha messo tante aziende, abituate alla classica timbratura con badge, di fronte al problema di come rilevare correttamente la presenza al lavoro del dipendente senza questo sistema classico. 

Lo Smart-working infatti esige un approccio appunto più smart a problemi classici come quello di dover rilevare la presenza del lavoratore e l’orario lavorato. Una questione che si può risolvere con la tecnologia e le soluzioni innovative che sono allo studio o sono già state implementate. 

Problemi nuovi esigono soluzioni nuove, ma possiamo anche sottolineare che in realtà sistemi di rilevazione presenze del personale a remoto esistevano già da prima (per fortuna). 

La soluzione per poter timbrare anche in Smart-working consiste nell’uso di un apposito software per la rilevazione delle presenze per chi lavora in smartworking e che permette, appunto, di rilevare in modo sicuro ed efficiente la presenza del dipendente anche se lavora da casa o comunque non in sede. 

Timbrare in modo flessibile: timbrare in modo smart

Lo Smart-working richiede una gestione aziendale più flessibile e quindi anche dei software di rilevazione della presenza che siano un po’ più flessibili ed in grado di adeguarsi alle esigenze innovate dell’azienda. Un modo più flessibile, ma non per questo meno sicuro, per poter gestire il cartellino dei dipendenti, presenze e assenze, permessi e ferie o malattie.

Lo Smart-working in sostanza richiede una sorta di cartellino virtuale per la timbratura. Un cartellino a portata di… dito che permetta di timbrare per mezzo di un’app, usando comodamente pc, oppure il tablet o ancora lo smartphone e segnalando così la data di inizio del lavoro come anche l’ora della fine del lavoro. 

Evidentemente, timbrare quando si è in Smart-working richiede il contemperamento delle esigenze di privacy e tutela dei dati del dipendente con quelle di sicurezza da parte del datore di lavoro. Ma fortunatamente oggi è semplice trovare delle app sicure e certificate che consentono di timbrare anche a remoto, senza dover necessariamente usare un badge. Il tutto comporta dei grossi vantaggi: una maggiore flessibilità dell’azienda, più velocità della timbratura, sicurezza grazie ai sistemi di riconoscimento, certezza del lavoro e ovviamente anche un grosso risparmio per l’azienda. Già perché i sistemi che consentono la rilevazione del personale in Smart-working sono anche meno costosi rispetto ai classici sistemi di timbratura con badge e codice che molte aziende hanno ancora in atto. 

Insomma, lo Smart-working è una grossa opportunità per tantissime aziende italiane di innovarsi, di cambiare, di modificarsi e di scoprire un modo più innovativo, smart ed anche economico di rilevare le presenze dei dipendenti. Un grosso passo in avanti che sempre più aziende, grandi ma anche piccole, stanno facendo per garantire la sicurezza dei lavoratori ma anche la continuità della vita aziendale. Speriamo che siano sempre di più le aziende ad adottare questi sistemi.

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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