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Shadowhunters Serie tv: la recensione dell’adattamento

Come rovinare un prodotto dalle ottime potenzialità in semplici, pochi passi

Questo è stato un anno caratterizzato da innumerevoli addii e tra Avengers e Game of Thrones, si prende il suo posticino anche un’altra serie tv, composta da ben 3 stagioni e disponibile legalmente su Netflix. Parliamo della serie tv di Shadowhunters, prodotto tratto dall’omonima saga letteraria nata dalla penna di Cassandra Clare.

Premetto subito che seguirà qualche spoiler, per cui se non avete letto i libri o visto la serie tv e vorreste farlo in futuro senza nessuna anticipazione a rovinarvi tale piacere, chiudete tutto e andate avanti! Detto ciò, possiamo procedere e cerchiamo di farlo in ordine.

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Gli “Shadow Hunters”

Nel “vivo” della serie di Shadowhunters

Dunque, la serie tv Shadowhunters, prodotta da Constantin Film e dai due showrunner Todd Slavkin e Darren Swimmer, nacque con l’idea di riportare sul piccolo schermo la fortunata saga “The mortal instruments”, da cui era già stato tratto un film, nota soprattutto per aver introdotto nel genere fantasy temi importanti come l’omosessualità e il rispetto di ogni tipo di forma d’amore, anche di quelle che, a prima vista, potrebbero risultare impossibili e inconciliabili fra loro.

Sotto questo punto di vista, i libri di C. Clare hanno avuto un’importanza decisiva nella categoria dell’urban fantasy, soprattutto per il pubblico, principalmente composto da adolescenti, a cui questa saga è rivolta. Accertato, quindi, l’indubbio valore dei libri, di cui ho già avuto modo di parlare in articoli precedenti a questo, concentriamoci ora sul tentativo (un po’ riuscito male) di farne una serie tv, con un budget pari a quello di una colletta scolastica, assumendo degli attori poco più che sconosciuti e, soprattutto, con un’esperienza quasi nulla alle spalle.

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Una delle protagoniste della serie tv di Shadowhunters

La prima stagione, infatti, presentava tutte le inevitabili pecche che derivano da tali scelte. Livello di recitazione basso (bassissimo) che non permetteva al pubblico d’immedesimarsi e provare empatia con i protagonisti della storia, effetti speciali del tipo “con trentamila lire il mio falegname la faceva meglio” e una storia di base che ben poco aveva a che fare con quella che i fan dei libri si sarebbero aspettati.

Tuttavia la serie è andata avanti, fu rinnovata per una seconda stagione e qui le cose si fecero decisamente interessanti. Seppur ancora molto diversa dai libri da cui era tratta, la storia subì dei visibili cambiamenti in positivo e tutti i personaggi furono rivisitati, a partire dai protagonisti.

L’introduzione, poi, nel cast di Will Tudor, attore con diverse esperienze nel suo curriculum, che ha interpretato il complicato ruolo di Sebastian Verlac (alias, Jonathan Morgenstern), ha reso il tutto più credibile, appassionante e “gustoso” da guardare. Insomma, la seconda stagione di ShadowHunters ebbe davvero numerose conferme da parte del pubblico che, ormai affezionato a un cast che era comunque cresciuto sotto i suoi stessi occhi, non poteva credere alla notizia ufficiale che sanciva la terza stagione come l’ultima.

Partì persino una petizione per salvarla e, nonostante le numerosissime firme, la serie tv non ha visto il suo rinnovo. Secondo fonti dell’Hollywood Reporter, la Constantin Film avrebbe terminato il proprio accordo di distribuzione dello show su Netflix. Venuto meno questo sostegno, Freeform non sarebbe stato in grado di supportare economicamente da solo la serie.

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Un frame dall’ultima stagione della serie tv su Shadowhunters

Per cui i fan, ormai arresi a questa situazione, si sono rassegnati nel godersi l’ultima stagione di quello che sarebbe potuto essere un prodotto di qualità e dall’ottimo potenziale se solo… Se solo tutto fosse stato gestito in maniera diversa!

Non si parla di budget, di scelte tecniche, di effetti speciali, di regia o altro, per cui ci vorrebbero delle comprovate conoscenze del settore che la sottoscritta non ha, quanto, piuttosto, di mancanze a livello di scrittura della storia stessa.

Già a partire dal primo episodio della terza e ultima stagione, si nota così tanta superficialità da far perdere completamente la connessione con la storia originale e lo spettatore si ritrova a vedere qualcosa che lo disorienta, a tratti ridere per l’immancabile dose di trash presente ad ogni minuto e, infine, rammaricarsi per ciò che sarebbe potuto essere e, invece, non è stato.

Vi elenco giusto qualche esempio, tanto per capire di che cosa stiamo parlando:

  • Hanno reso l’istituto un posto all’insegna della tecnologia, pieno zeppo di schermi e marchingegni che potrebbero far invidia ad Avatar. Una scelta, questa, che si potrebbe, a fatica, persino accettare se solo non fosse stato per averlo trasformato anche in un covo di giacche di pelle nera. Il dramma degli shadowhunters era incentrato molto sul fatto che fossero POCHI, quindi perché dare questa visione dell’istituto? Considerando che, comunque, a combattere e rendersi utili sono sempre i soliti noti, che senso ha avuto aggiungere altri shadowhunters alla storia?
  • Clary sempre con una maschera di trucco, Clary disinibita, Clary scollata. Lei è la protagonista, un personaggio che muta lungo tutto il percorso della saga, cresce con Jace e soffre per quel fratello che le è sempre mancato. Nella serie, invece, ha una profondità emotiva pari a quella di una pozzanghera.
  • E poi c’è Luke, il personaggio più insensato di tutta la serie tv, un “poliziotto” che non è mai presente sul posto di lavoro e nessuno sembra mai rimproverarlo per questo, che compare e scompare come se nulla fosse, che diventa l’alpha del branco di lupi mannari e poi si ritira come se nulla fosse, da un episodio all’altro senza un’apparente valida ragione. Hanno creato un personaggio immensamente ridicolo e trash, che sciorina qualche parola saggia e scompare nel buco nero.
  • Infine, Jonathan. Pensavo fosse impossibile trasformare un personaggio incredibile come lui in un piantagrane che tra un’evoluzione e l’altra all’interno della serie tv di Shadowhunters, si mette a tacere in due secondi netti (non sto scherzando, sono stati davvero due secondi). E, come lui, Lilith e tutto l’inferno che l’accompagna, scomparsi come se Thanos avesse schioccato le dita. Per di più, qualcuno mi sa dire che fine abbia fatto Caino? Se sì, fatemelo sapere nei commenti.

Questi sono solo esempi ma, ciò che ci tenevo a dire è che, anche nello stravolgere una storia, ci vuole un minimo di logica, di consecutio temporum e soprattutto, mai creare più personaggi di quelli si possa gestire.

Il pubblico dei giorni nostri è composto da gente “crudele”, che non perdona nessuna debolezza e non si tira mai indietro dal criticare perché, effettivamente, la concorrenza è tanta e le serie tv da guardare non mancano mai.

Per quanto mi riguarda, sono stata felice di sapere che la serie Shadowhunters non sarebbe stata rinnovata. D’altronde, giusto per citare l’unico e il solo, “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”.

Purtroppo, questa serie tv non ce l’ha fatta a morire in fretta e, in molti, la ricorderanno solo per ciò che sarebbe potuta essere ma che, ahimé, non è mai stata.

E voi, invece? Che cosa ne pensate della fantomatica serie tv Shadowhunters? Si tratta di un prodotto completamente da cestinare o c’è qualcosa che merita di essere salvato? Fatecelo sapere nei commenti e… Chi ha detto Shadowhunter film?!?

Paola.

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