Scienza

Sedentarietà giovanile: cause, conseguenze e perché dovrebbe interessare proprio i gamer

Partiamo senza troppi fronzoli, subito ai fatti: stare troppo seduti può portare a problematiche più o meno gravi in base alla quantità di tempo che passiamo sulle nostre poltrone. Ora, considerando che il momento non è di certo propizio per andare all’avventura in giro per il mondo, il presupposto ampiamente e legittimamente diffuso è che rinunciare alla propria sedia – di qualsiasi tipo essa sia – non è cosa proprio facile, facile. Consci di ciò, andiamo a vedere perché è importante riuscire a dare un po’ di movimento alle natiche, soprattutto se tra i vizi che un giorno potrebbero sotterrarci, c’è proprio quello di essere un/a gamer.

Si, perché essere dei gamer implica statisticamente che le ore passate davanti al monitor per videogiocare potrebbero cumularsi ad altre attività che medesimamente richiedono l’utilizzo di una sedia e una posizione quanto più passiva possibile del nostro corpo. Infatti, è più probabile che un gamer sia anche uno studente, o un lavoratore impegnato in pratiche di smart-working, che non il contrario.

Quindi, mettetevi comodi (possibilmente non seduti, almeno in questo frangente, ndr.) e leggete attentamente a cosa andate incontro se state passando tante giornate strizzate/i con le chiappe sulla vostra postazione da gaming.

Le conseguenze della sedentarietà giovanile

Sovrappeso e obesità
Scontato ma di certo non poco importante, è l’accumulo di adipe dovuto al basso consumo calorico derivante dallo stare spaparanzati. Tra i vari fattori che determinano la forma fisica dell’organismo umano, infatti, troviamo il rapporto tra le calorie giornaliere consumate e quelle, al contrario, immagazzinate attraverso l’alimentazione. Nonostante sia stato dimostrato più volte come il gaming abbia bisogno di un certo coinvolgimento a livello cerebrale, il consumo di “risorse” è sempre più limitato rispetto a una normale attività fisica e questo, senza troppi giri di parole, vi farà mettere dei chili di troppo.

Ripercussioni psico-fisiche
Se lo spirito sta male, anche il corpo lo fa. Purtroppo vale anche al contrario ed è per questo che uno stile di vita spinto da abitudini poco salutari potrebbe, in qualche modo, inficiare l’aspetto più intrinseco della nostra psiche. Ingrassando, per esempio, si potrebbero innescare dei comportamenti negativi da un punto di vista psicologico. Per quanto i videogiochi possano rappresentare una valvola di sfogo o un pretesto per socializzare, non si può escludere che la sedentarietà, a volte, possa essere l’effetto non di una scelta, ma l’unica soluzione apparente per fuggire da situazioni di infelicità. In alcuni casi non c’è da escludere che rintanarsi nella propria cameretta, possa portare persino a dei circoli viziosi dai diversi strati di preoccupazione. Non è accidentale che il fenomeno degli Hikikomori sia in qualche modo legato a questo medesimo stile di vita anche se con tutta probabilità, in questo caso, la poltrona non è la causa scatenante ma uno dei vari campanelli d’allarme.

Ipertensione e altre patologie
Non sono un dottore e non mi intendo assolutamente di medicina. Questo però non nega l’evidenza e la schiacciante presenza di documentazione online che indica la sedentarietà come uno dei fattori di rischio in relazione alla potenziale insorgenza di patologie legate all’ipertensione. Si, rimanere fermi fa male alla circolazione sanguigna ma non è tutto. Anche le articolazioni potrebbero risentire di una scarsa attività motoria e credetemi, non vi piacerà affatto quando avrete bisogno di assumere prodotti come l’Hondrostrong a 30 anni.

Cosa si può fare

Abbiamo parlato di “rinunciare alla propria sedia”, ma in realtà non è di una vera rinuncia che abbiamo davvero bisogno. Un corpo riposato è anche più efficiente e per forza di cose, avremo sempre la necessità di porre il fondoschiena sulla morbide superficie di un comodo divano (perdonatelo, non va al cinema da un po’… ndr).

Tutto ciò che dovremmo fare, è considerare gli aspetti più negativi della sedentarietà con maggiore attenzione. Partiamo dalle problematiche legate alla circolazione, da questo punto di vista potrebbe essere d’aiuto fare delle piccole pause tra una sessione e l’altra. Anche se non sarà come fare dello sport all’aperto o in palestra, aiuterà l’organismo a metabolizzare meglio. Brevi passeggiate e moderata attività fisica in casa, sono un colpo di fioretto vincente e che potranno aiutare a raggiungere lo scopo anche nei mesi più problematici della pandemia.

Un po’ di impegno con l’alimentazione, invece, arricchirà ulteriormente l’efficacia nel respingere il problema e ultimo ma non meno importante, cercare di osservare con un certo distacco il proprio stile di vita consentirà di percepire se ci sono altri dilemmi, nell’aria, che necessitano di essere processati ed eliminati. Buona fortuna!

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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