Scienza

Scoperte Astronomiche ‘impossibili’ fatte dagli Antichi Greci

Recentemente su un network no-profit che pubblica notizie scritte da accademici e ricercatori, The Conversation, è comparso un articolo pubblicato da due accademici, Gareth Dorrian, ricercatore borsista postdottorato in scienze dello spazio presso l’Università di Birmingham e Ian Whittaker, docente di fisica presso la Nottingham Trent University, che, prendendo in esame alcune scoperte astronomiche fatte dagli Antichi Greci, ci induce a riflettere su quali potenzialità abbia la mente umana e sulle possibilità di sviluppo che avremmo potuto raggiungere perseguendo la via intrapresa da quegli antichi pensatori.
Se siete un minimo incuriositi addentriamoci in ciò che dice questa pubblicazione e facciamoci anche noi le nostre idee su un possibile “what if…”

Le storie, la circumnavigazione dell’Africa e la Terra Sferica: le scoperte astronomiche degli antichi greci

L’articolo inizia già da subito facendo menzione di Erodoto di Alicarnasso, storico greco del 450 a.C. circa, che nella sua opera più nota le Storie (ιστορίες, Istories) racconta la vicenda di marinai fenici che furono inviati dal faraone Neco II d’Egitto (circa 600 a.C.), per navigare intorno all’Africa continentale, in senso orario, a partire dal Mar Rosso. Il viaggio, sembra, durò diversi anni. Avendo superato la punta meridionale dell’Africa e seguendo una rotta da ovest, i marinai osservarono il Sole sulla loro destra, sopra l’orizzonte settentrionale.

Come commenta l’articolo: “Questa storia, se vera, racconta la prima circumnavigazione nota dell’Africa, ma contiene anche una visione interessante della conoscenza astronomica del mondo antico”. Di fatti si legge nel prosieguo: “Questa osservazione semplicemente non aveva senso al momento perché non sapevano ancora che la Terra avesse una forma sferica e che esistesse un emisfero meridionale.” .

Dunque già in un solo racconto di una “cronaca” dell’epoca Erodoto ci riporta all’attenzione ben due fatti importanti: uno che l’Africa era circumnavigabile e che lo si era già venuto a sapere ben 2000 anni prima dell’impresa di Vasco de Gama, anche se quest’ultimo incontrò grosse difficoltà in virtù della rotta intrapresa; e due che in qualche modo quei marinai presero coscienza del fatto che la posizione del Sole a “mezzogiorno” cambia in relazione alla posizione e quindi riportarono la “prima registrazione” relativa alla sfericità della terra.

L’articolo mette poi in evidenza altri quattro punti rilevanti che ci danno di che riflettere in relazione alle conoscenze acquisite dai pensatori ellenici vissuti tra il V ed il I secolo a.C., soprattutto considerando che queste loro scoperte astronomiche avvennero senza l’aiuto di altri strumenti al di fuori della ragione (logica e filosofia), dell’osservazione e, al più, della matematica.

4 Scoperte Astronomiche impossibili

Tenendo di conto che quegli uomini non avevano a disposizione, come detto in precedenza, strumenti come satelliti o laser o più semplici telescopi (questi furono perfezionati da Galilei solo intorno al 1610 e poi da Newton nel 1668), le quattro scoperte astronomiche che seguono, prese in considerazione nell’articolo citato, assumono una luce diversa, arrivando a sembrare tanto incredibili da indurre a crederle impossibili se paragonate con quelle ottenute coi nostri attuali sistemi di ricerca, molto più strumentali e tecnologici, ma anche con molta più conoscenza tecnico-scientifica alle spalle.

Vediamo a cosa ci si riferisce, riportando l’ordine della pubblicazione di riferimento.

  • Pianeti che orbitano attorno al Sole

Il primo riferimento è ad Aristarco di Samo, il quale sostenne che il Sole fosse il “fuoco centrale” del cosmo e collocò tutti i pianeti allora conosciuti nel loro giusto ordine di distanza attorno ad esso. Questa è la prima teoria eliocentrica nota del sistema solare. Pare che Aristarco sapesse che il Sole è molto più grande della Terra o della Luna e potrebbe aver supposto che quindi avrebbe dovuto avere la posizione centrale nel sistema solare.

Purtroppo, come riporta l’articolo in questione, il testo originale in cui viene esposto questo argomento è andato perduto, quindi non possiamo sapere con certezza come l’astronomo greco l’abbia elaborato. Tuttavia, è una scoperta sbalorditiva, soprattutto se si considera che ci volle Niccolò Copernico, nel XVI secolo, il quale riconobbe il merito di Aristarco, prima che una teoria simile venisse nuovamente elaborata e formalizzata.

  • La dimensione della luna

Il protagonista è sempre Aristarco. In uno dei libri sopravvissuti considerò le dimensioni e le distanze del Sole e della Luna. In questo straordinario trattato, Aristarco espose i primi tentativi noti di calcoli delle dimensioni e delle distanze relative al Sole e alla Luna.

Era stato a lungo osservato che il Sole e la Luna sembravano avere la stessa dimensione apparente nel cielo e che il Sole era più lontano. Questo fu compreso dalle eclissi solari, causate dalla Luna che passa davanti al Sole ad una certa distanza dalla Terra. Inoltre Aristarco pensò che, nell’istante in cui la Luna si veniva a trovare nel suo primo o terzo quarto, Sole, Terra e Luna avrebbero formato un triangolo rettangolo.

Dato che Pitagora aveva determinato, già un paio di secoli prima, come le lunghezze dei lati del triangolo fossero collegate, Aristarco usò quel teorema sul triangolo per stimare che la distanza del Sole era tra le 18 e le 20 volte la distanza della Luna. Arrivò a stimare pure che la dimensione della Luna era circa un terzo di quella terrestre, in base alla puntuale tempistica delle eclissi lunari.

Va detto che mentre la sua distanza stimata dal Sole era troppo bassa (il rapporto effettivo è 390), il valore per il rapporto tra le dimensioni della Terra e della Luna è sorprendentemente accurato (la Luna ha un diametro di 0,27 volte quello della Terra).

Scoperte Astronomiche 'impossibili' fatte dagli Antichi Greci
  • La circonferenza della Terra

Eratostene fu capo bibliotecario della Grande Biblioteca di Alessandria e appassionato sperimentatore. Tra i suoi numerosi successi vi fu il primo calcolo noto della circonferenza della Terra. Pitagora è generalmente considerato il primo sostenitore di una Terra sferica. Il famoso ma semplice metodo di Eratostene si basava sulla misurazione delle diverse lunghezze di ombre proiettate da pali bloccati verticalmente nel terreno, a mezzogiorno nel solstizio d’estate, a diverse latitudini.

Il Sole è sufficientemente lontano che, ovunque i suoi raggi arrivino sulla Terra, siano effettivamente paralleli, come era stato precedentemente mostrato da Aristarco. Quindi la differenza nelle ombre ha dimostrato quanto la superficie della Terra si curvasse. Eratostene usò questo metodo per stimare la circonferenza della Terra in circa 40.500 km. Questo valore cade entro l’errore del due di percento di quello reale (circa 40.041,464 km), come stabilito dalla moderna geodesia.

Più tardi, un altro filosofo chiamato Posidonio usò un metodo leggermente diverso e arrivò quasi esattamente allo stesso valore. Posidonio visse sull’isola di Rodi per gran parte della sua vita. Lì osservò che la luminosa stella Canopo si trovava molto vicino all’orizzonte. Tuttavia, quando fu ad Alessandria, in Egitto, notò che Canopo era salita a circa 7,5 gradi sopra l’orizzonte. Dato che 7,5 gradi sono 1/48 di un cerchio, moltiplicò la distanza da Rodi ad Alessandria per 48 e ottenne pure lui un valore di circa 39.000 km.

(Per ulteriori raffronti, vedi anche questo articolo)

  • Il primo calcolatore astronomico

Il calcolatore meccanico sopravvissuto più antico del mondo è il meccanismo Antikythera. Lo straordinario dispositivo è stato scoperto nei resti di un’antica nave naufragata al largo dell’isola greca di Antikythera nel 1900.

Il dispositivo ora è stato danneggiato dal passare del tempo, ma intatto sarebbe apparso come una scatola ospitante dozzine di ruote dentate in bronzo finemente lavorate. Quando vengono ruotati manualmente da una maniglia, gli ingranaggi interagiscono su quadranti esterni che mostrano le fasi della Luna, i tempi delle eclissi lunari e le posizioni dei cinque pianeti allora conosciuti (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) in diversi i periodi dell’anno. In oltre sembra venire persino tenuto in considerazione il loro (apparente) movimento retrogrado – un cambiamento illusorio nel movimento dei pianeti attraverso il cielo.

Non sappiamo chi l’abbia costruito, ma risale ad un periodo tempo stimato tra il III e il I secolo a.C. e potrebbe anche essere stato opera di Archimede. Un sistema di trasmissione meccanico con la raffinatezza del meccanismo Antikythera non fu più visto per un migliaio di anni.

Il progresso perduto

Purtroppo, come concludono nel loro articolo i due accademici, la stragrande maggioranza di queste opere è andata perduta nella storia e il nostro risveglio scientifico è stato perciò ritardato di millenni. Come strumento di introduzione alla misurazione scientifica, le tecniche di Eratostene sono relativamente facili da eseguire e non richiedono attrezzature speciali, consentendo a coloro che hanno appena iniziato il loro interessamento alla scienza di capire col fare, sperimentare e, in definitiva, seguendo le orme di alcuni dei primi scienziati. Si può solo ipotizzare dove potrebbe essere giunta ora la nostra civiltà se questa antica scienza avesse continuato ad essere trasmessa senza interruzione a partire da queste scoperte astronomiche.

E voi vi siete fatti una qualche idea di come sarebbe stato se…?

Come abbiamo curiosità, immaginazione e metodo sono le fondamenta della ricerca e delle scoperte che questa porta con sé, quindi siate curiosi di comprendere ciò che vi sta attorno ed immaginate come potrebbe essere spiegata qualcosa che ha attirato la vostra curiosità, ma con metodo, evitando conclusioni ed ipotesi poco logiche o realistiche! Considerate infine che quei pensatori antichi, in fondo, facevano proprio questo!

Giovanni

Sono alto nella media; sono robusto nella media; sono bello nella media; sono intelligente spropositatamente. Detto questo devo rendere noto solo che adoro la fantascienza in tutte le sue forme; gioco frequentemente on line al vecchio (immortale) Jedi Knight: Jedi Academy e mi diletto leggendo manga che considero 'di un certo livello'. Ho studiato fisica, perché mi hanno sempre incuriosito i meccanismi che regolano la realtà intorno a noi, ma l'oggetto vero della mia passione sta milioni di chilometri sopra di noi, e si mostra appena solo di notte, il cosmo, coi suoi oggetti affascinanti e fenomeni terribilmente meravigliosi. Il resto è vita comune, poco accattivante.

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