Interviste e Network

Rust and Dust – Fino all’ultimo uomo

Strade deserte, metropoli rase al suolo  e quel briciolo di umanità rimanente che combatte per la sopravvivenza.
Siccome ci piace far del male al nostro sonno, dopo il live di Call of Chthulu, abbiamo deciso di immergerci nel travolgente mondo di Rust and Dust, nuovo Gioco di Ruolo, tra i pochissimi in Italia a possedere un’ambientazione completamente post-apocalittica.
Per scoprire nei dettagli di cosa si tratta, abbiamo sentito uno degli ideatori, Mauro Canavese.

  • Cos’è Rust and Dust e come lo descrivereste in 3 semplici parole.

Live (poichè si tratta di un GdR svolto dal vivo e non cartaceo), Post e Apocalittico (ovviamente a causa dell’ambientazione).

  • Com’è nata l’idea di questo progetto?

Come tutte le grandi idee, è nata quasi per caso. Eravamo a casa a parlare fra amici e avevamo appena finito di organizzare un live fantasy che era andato discretamente bene. E ci siamo detti: “Perchè non ci riproviamo, magari con una ambientazione differente?” Una parola tira l’altra, stava per uscire Mad Max Fury Road e qualche mese dopo eccoci qua.

  • Quante persone stanno dietro al progetto? Quanto è difficile lavorare su un gdr?

Il nucleo del progetto è composto da sette elementi che sono gli ideatori di RAD, poi siamo supportati da uno staff di ottimi elementi che si occupano sia dell’interpretare i vari PNG che della parte logistica, ovvero tutto quello che c’è dietro la realizzazione di live, trasferte e promozione
Realizzare un live GDR ha svariate difficoltà, considerando soprattutto che la nostra ambientazione in Italia è praticamente sconosciuta, ed il confronto anche al di fuori del nucleo organizzativo è fondamentale per avere una buona resa finale.
Ogni giorno affrontiamo discussioni su come debbano essere i costumi, quale livello tecnologico è permesso, etc etc. Oltre a questo ci sono i problemi di natura più pratica: la location è abbastanza grande? É al 200% sicura? C’è spazio per le macchine? Come dobbiamo gestire la comunicazione? Quando è meglio fare il primo live? E via così. Impegnativo, certo, ma estremamente gratificante!

  • Perchè avete scelto l’ambientazione post apocalittica?

La risposta ovvia sarebbe “perchè siamo tutti grandi fan di Mad Max!”, ma ovviamente è un po riduttivo… Innanzitutto, il panorama fantasy italiano è decisamente vario e completo, mentre il post apocalittico molto carente. Volevamo dare ai nostri giocatori un’esperienza diversa, senza magia o rituali o divinità. Nel post apocalittico l’uomo è solo un uomo, e sono le sue conoscenze e abilità a renderlo vittima o vincitore. I temi sono molto forti: la sopravvivenza, la follia, il riutilizzare una tecnologia ormai senza significato (cosa te ne fai di un arricciacapelli se non esiste più l’elettricità?). Sembrava davvero un’ambientazione troppo bella per non avere un live dedicato!

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  • C’è tanto sangue nel vostro gdr? Quale sarà l’impatto emotivo che avranno i giocatori immergendosi in rust and dust?

Molto, molto sangue… più sangue che acqua direi!
Sopravvivere a RADCity è una cosa molto difficile e di conseguenza il rischio di morte definitiva del proprio personaggio non è così raro, come magari in altri live, dove ad esempio con l’uso della magia si riesce a tornare in vita più e più volte.
Questo non vuol dire che a RAD si debba essere spacciati o che non ci siano modi per salvarsi la pellaccia, ma solo che sarà molto dura riportarla a casa. La violenza sarà il massimo giudice di Rad City, la città in cui tutto è ambientato, e anche se ci saranno regole a punire chi esagera e i temuti soldati Trauma Korps vigileranno sui Cittadini… beh, diciamo solo che io terrei sempre un coltello pronto all’uso!

Direi che una cosa non esclude l’altra: il progetto è iniziato principalmente perchè vogliamo divertirci realizzandolo, ma c’è da dire che presenta una cura nel dettaglio che lo rende a tutti gli effetti un prodotto d’arte! Dai disegni che vengono preparati, alla realizzazione dei costumi e delle protesi fino alle (infinite!) pagine di ambientazione, struttura della città e funzioni dei Clan e molto altro. C’è davvero tanto da dire, e non vediamo l’ora di mostrarvi tutto!

In che modo sostenete il vostro progetto?

Attualmente abbiamo una pagina Facebook sulla quale pubblichiamo la nostra ambientazione. Per renderlo più divertente, è tutto visto attraverso gli occhi di un sopravvissuto che cerca di raggiungere Rad City. Ogni capitolo finisce con una scelta decisa dagli utenti stessi, in modo da influenzare il cammino del personaggio. Cercate di ricordare che là fuori c’è un mondo brutto, quindi fate attenzione!
Per il resto, siamo stati recentemente ospiti allo Steamfest e l’anno prossimo ci vedrete di sicuro ad altre fiere del settore. Inoltre in tempi molto brevi presenteremo anche il nostro sito internet!

Raccontateci un aneddoto simpatico che riguarda la vostra esperienza di gdr maker.

Beh, credo di dover parlare del… Gatto.
Durante alcuni test, abbiamo provato un messaggio vocale registrato in cui un sopravvissuto sosteneva di aver trovato l’ultimo gatto sulla Terra. Non che avesse un motivo preciso, abbiamo solo detto la prima cosa che ci passava per la testa. Poi però era divertente e ha attecchito, quindi a Rad City i gatti vengono trattati in una maniera un po’ particolare. Venite a giocare e lo scoprirete!

Allora cosa aspettate ad immergervi in questo fantastico mondo? Ma soprattutto…Riuscirete a sopravvivere? Affilate le armi!

Ecco alcuni scatti del fotografo ufficiale Paolo del Rocino.

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Nata tra i “monti” dei castelli romani si è avvicinata sin da piccola alla fotografia improvvisando set dove fratelli e cugini venivano usati come modelli. Fortunatamente per tutta la parentela, con il passare degli anni, la sua attenzione si è spostata verso un’altra fonte di ispirazione: il mondo del Cosplay. La piccola Laura cresce tra uno scatto e l’altro e nutrendosi esclusivamente di pane e playstation! I suoi obiettivi: Finire Ghost Recon! Immortalare eventi e sperimentare con la grafica. Creare montaggi video mozzafiato! Ce la farà?
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