Tecnologia

Robot barista in Giappone, serve i clienti e ci chiacchiera anche

Quando le macchine possono salvare i paesi "per vecchi"

Quando pensiamo alla terra del Sol Levante non possiamo che immaginare un posto pieno di tecnologia e innovazione. E se pensiamo al grande evento delle Olimpiadi del 2020 che si terranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto, l’aspetto tecnologico è sicuramente chiaro. Dai robot che accoglieranno i turisti, sviluppati dalla Toyota Motor o dalla Panasonic Corp, ai sistemi di sicurezza dotati di riconoscimento facciale a tantissimi altri aspetti che lasciano sognare tutti gli amanti della tecnologia.

Ma allo stesso tempo, lo scetticismo è tanto. Siamo davvero arrivati al punto di dire “I robot ci ruberanno il lavoro“? Forse guardando ad una delle ultime novità che arrivano da Tokyo, possiamo pensarlo. In un bar della capitale giapponese è, infatti, in funzione un robot “barista”, in grado di preparare ai clienti le varie bevande desiderate, chiaccherando amabilmente grazie ad un software di intelligenza artificiale.

Questo test però non deve farvi per forza gridare disperati, ma potrebbe rassicurarvi conoscere meglio il contesto.

I robot in soccorso ad una società sempre più vecchia

La società giapponese è la prima al mondo che vede aumentare vertiginosamente il proprio tasso di invecchiamento demografico. Questo fenomeno è dovuto a vari fattori, tra cui un basso tasso di fecondità, un’aspettativa di vita tra le più elevate al mondo e un’immigrazione quasi assente.

robot barista

Purtroppo questo indice non si ferma solo alla semplice statistica ma intacca anche molti aspetti economici. Tra questi un calo della popolazione attiva in grado di svolgere ruoli come quelli nei servizi di ristorazione o nell’assistenza sociale. Solo nel settore sanitario, il Giappone prevede una carenza di 380.000 lavoratori entro il 2025.

Ed è in questo contesto che vengono sviluppati molti robot. In questo caso parliamo di un prodotto della QBIT Robotics che lavora nei bar di una catena di ristorazione nipponica, la Yoronotaki.

Questo progetto, costato circa 9 milioni di yen (quasi 75 mila euro) , impiega circa trenta persone e durerà due mesi, dopo i quali l’azienda valuterà i risultati. Sicuramente ci sono ancora una serie di problemi da risolvere, come evidenziato dai manager della catena di ristorazione ma molto probabilmente potrebbe risolverne altri.

Grazia Margarella

Studio Informatica presso l'Università degli Studi di Salerno e condivido le mie passioni per la scienza, il cinema, i libri e la cultura nerd grazie ai ragazzi de Il Bosone. Il mio motto è: Ad astra per aspera, exploro semper. Stay tuned ⚛️
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