Internet e Dintorni

Esiste un mercato nero di resti umani su Facebook

Nel 2013 un collezionista americano ha messo in vendita un teschio rubato nelle catacombe di Sousse in Tunisia (antica necropoli paleocristiana) in un gruppo privato di Facebook per $550. Un giornalista di Live Science infiltrato nel gruppo per mesi ha tenuto traccia dei resti umani che venivano compravenduti. E domanda era: quanti di questi resti sono stati saccheggiati? Gran parte degli Stati ha vietato il saccheggio di siti archeologici e tombe anche se spesso è dura farli rispettare.

Resti Umani e storie raccapriccianti

Il teschio di Sousse è solo la punta dell’iceberg di vendite private di resti umani privi di documenti. I resti di feti e neonati sono particolarmente ricercati in questi gruppi. Un acquirente stava cercando ‘pezzi di scheletro oppure organi di bambini’. Pare che il prezzo più alto sia stato quello di un bambino mummificato di 6 anni del 1700: fu messo in vendita per 11.000 euro. Oppure il teschio di una “giovane ragazza adolescente” a $1.300, il teschio di un “giovane adolescente” a $1.000. Oppure i resti fetali conservati in barattoli: un piccolo feto è stato messo in vendita per $2.350 oppure uno “quasi a termine gestazione” per $6.495.

Ci sono poi oggetti fatti in parte di resti umani: un bastone da passeggio ($300) con impugnatura costituita da un femore umano. Lo stesso venditore offriva un coltello con manico in femore d’osso per $260. Un articolo particolarmente insolito fu un’edizione del 1917 del libro “Malattie della pelle” del Dr. Richard Sutton rivestito in ‘pelle umana’ provenienti da un ‘campione medico dismesso’. Il venditore ha detto: ‘Ho acquistato personalmente il materiale, l’ho trasformato in pelle e ho eseguito personalmente la rilegatura‘. Il prezzo richiesto era $ 6.500.

Degno di nota un teschio allungato peruviano in vendita per $10.500, ennesimo saccheggio di un sito dell’ormai devastato Perù (il Global Heritage Fund stima che siano state saccheggiate circa 100.000 tombe).

Perché lo fanno?

I collezionisti sembrano avere una varietà di motivazioni per l’acquisto di resti umani, hanno affermato gli archeologi Shawn Graham e Damien Huffer. Alcuni collezionisti sono guidati dal fascino per la morte, altri cercano di replicare le esposizioni di resti umani dei musei. I resti vengono messi in bella mostra in armadi o su scrivanie. Ci sono poi teschi con incisioni (come uno con un’immagine di Baphomet) o utilizzati come vasi di fiori.

Le soluzioni? eBay ha vietato la vendita di questi oggetti ma vengono ancora venduti su Instagram. Live Science ha contattato Facebook: avrebbe una politica che vieta la vendita di resti umani e i gruppi scoperti vengono chiusi. Recentemente ne sono stati chiusi tre ma diversi altri rimangono in funzione.

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