Scienza

Quanta vita c’è nella galassia (per davvero)?

Siamo soli nell’universo? È possibile che nella nostra galassia, con 100.000 miliardi di stelle, ci viviamo solo noi? E se no, “dove sono tutti quanti”?

Queste domande hanno sempre occupato il pensiero di chi, alzando lo sguardo al cielo consapevole di cosa stava guardando, ossia miriadi di potenziali soli con probabili pianeti attorno a loro, è giunto in qualche modo a concludere che, se fosse davvero così, sarebbe solo uno “spreco di spazio”.

Un po’ di storia scientifica sulle ipotesi di vita extraterrestre

In particolare, l’ultimo quesito è noto come paradosso di Fermi; infatti, racconta un aneddoto, che mentre lavorava nei laboratori di Los Alamos nel 1950, alla mensa del laboratorio, Enrico Fermi prese parte a una conversazione con alcuni colleghi, tra cui Edward Teller.

La conversazione verteva su un recente avvistamento di UFO riportato dalla stampa, preso in giro da una vignetta satirica. La conversazione si protrasse su vari argomenti correlati, finché improvvisamente Fermi esclamò: «Dove sono tutti?».

extraterrestri

Si tratta di un paradosso per via dell’apparente contrasto tra la possibilità matematica dell’esistenza di altre forme di civiltà e il risultato sperimentale delle osservazioni effettuate che non ne riportano traccia.

Alcuni anni più tardi, sempre allo scopo di comprendere se davvero siamo i soli abitanti nell’oceano del cosmo, l’astronomo ed astrofisico Frank Drake, dopo una serie di riflessioni e studi, tirò fuori una equazione, che di fatti porta il suo nome, il cui scopo era stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti in grado di comunicare nella nostra galassia.

La formula dell’equazione di Drake è la seguente:

equazione di drake

dove:

  • N è il numero di civiltà extraterrestri presenti oggi nella nostra Galassia con le quali si può pensare di stabilire una comunicazione;
  • R* è il tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea;
  • fp è la frazione di stelle che possiedono pianeti;
  • ne è il numero medio di pianeti per sistema planetario in condizione di ospitare forme di vita;
  • fl è la frazione dei pianeti ne su cui si è effettivamente sviluppata la vita;
  • fi è la frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti;
  • fc è la frazione di civiltà extraterrestri in grado di comunicare;
  • L è la stima della durata di queste civiltà evolute.

Come fa notare la pagina di wikipedia dedicata, ogni variazione dei parametri, anche rimanendo nei limiti della verosimiglianza scientifica, causa notevoli variazioni nel risultato N.

I valori di N tipicamente proposti dagli “ottimisti” si aggirano intorno a 600.000, mentre quelli proposti dai “pessimisti” sono nell’ordine di 0,0000001.

Di recente però è comparsa una notizia secondo cui, sulla base di uno studio mirato, esisterebbero ben 36 civiltà intelligenti e comunicanti nella nostra galassia. Come si è arrivati a questo risultato?

Vediamo di approfondire la notizia…

I ricercatori ell’Università britannica di Nottingham, coordinati da Christopher Conselice, hanno pubblicato pochi giorni fa sulla prestigiosa rivista scientifica “The Astrophysical Journal” uno studio atto a mostrare un nuovo metodo per calcolare il possibile numero di civiltà Ceti – extraterrestri, intelligenti e comunicanti – nella nostra galassia.

I ricercatori si sono basati su un nuovo approccio, denominato Limite Copernicano dell’Astrobiologia, che applica la teoria dell’evoluzione su scala cosmica, calcolando il tempo medio necessario alla comparsa di una civiltà come quella umana.

Partendo dal presupposto che forme di vita intelligenti su altri pianeti nascano in modo simile a quanto avviene sulla Terra, i ricercatori hanno ottenuto una stima del numero di civiltà intelligenti comunicanti all’interno della nostra galassia. Secondo i calcoli, potrebbero esserci più di 30 civiltà intelligenti comunicanti attive.

«Il metodo classico per stimare il numero delle civiltà intelligenti si basa sul fare supposizioni di valori relativi alla vita, per cui le opinioni su tali questioni variano in modo sostanziale» spiega il primo autore Tom Westby. «Il nostro nuovo studio semplifica questi presupposti utilizzando nuovi dati, fornendoci una stima solida del numero di civiltà nella nostra Galassia».

Inoltre Christopher Conselice, professore di astrofisica dell’Università di Nottingham e secondo autore della ricerca, spiega: «Dovrebbero esserci almeno alcune decine di civiltà attive nella nostra Galassia, partendo dal presupposto che ci vogliono 5 miliardi di anni perché la vita intelligente si formi su altri pianeti, come sulla Terra». Conselice spiega anche che, tenendo pure conto di sistemi stellari diversi dal nostro, «L’idea è di guardare all’evoluzione, ma su scala cosmica. Chiamiamo questo calcolo il limite copernicano astrobiologico».

civiltà spazio

La realtà sulla vita nella Galassia

La ricerca mostra che il numero di civiltà dipende fortemente da quanto a lungo esse inviano attivamente segnali della loro esistenza nello spazio, attraverso ad esempio trasmissioni radio dai satelliti.

Se le altre civiltà tecnologiche hanno circa età pari alla nostra, che ha attualmente 100 anni, allora il numero di civiltà tecnologiche intelligenti in tutta la nostra galassia sarà quello sopramenzionato. Tuttavia, la distanza media da queste civiltà sarebbe di 17mila anni luce, rendendo impossibile il rilevamento e la comunicazione con la nostra attuale tecnologia.

Secondo le ipotesi più stringenti, si prevede che la vita intelligente produca un’osservazione positiva solo se il suo tempo medio di sopravvivenza all’interno della nostra Galassia fosse circa 3060 anni (corrispondente alla minima distanza di una stella adatta), tempo che deve essere duplicato per poter avere una comunicazione bidirezionale.

Nella migliore delle ipotesi invece, considerando vincoli meno stringenti, gli autori calcolano un minimo di 928 civiltà comunicanti nella nostra galassia oggi, la più vicina a una distanza di 1030 anni luce. Secondo questi presupposti, la sopravvivenza media della civiltà dovrebbe essere di poco più di duemila anni.

Alla luce di quello che però possiamo attualmente osservare, anche la peggiore delle stime resta un’idea ottimistica, soprattutto se consideriamo quanto affermato dall’astrobiologa Barbara Cavalazzi dell’Università di Bologna, che ci fa notare che “[…] stimare quanti pianeti del Sistema Solare e della nostra galassia siano abitabili non è così semplice, poiché oltre alle condizioni fisiche e chimiche di sostenibilità e tolleranza per la vita, bisognerebbe conoscere cosa ha determinato il fiorire della vita. E questo non lo sappiamo, o almeno non ancora”.

In conclusione dunque resta ancora valido il paradosso di Fermi, dato che, se alla luce del nuovo concetto di Limite Copernicano Astrobiologico, potrebbero esistere in numero finito e ragionevole di civiltà aliene comunicanti, ancora non riusciamo a “vederli”, né tanto meno possiamo dare per certe dette stime, dato che conosciamo ancora poco sull’origine della vita persino lì dove possiamo studiarla ossia sulla nostra Terra.

Al momento non ci rimane che ipotizzare e sperare, se siete ottimisti, o escludere se siete pessimisti.

FONTI
MediaINAF per l’approfondimento;
Wikipedia per i dati a corredo.

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Giovanni

Sono alto nella media; sono robusto nella media; sono bello nella media; sono intelligente spropositatamente. Detto questo devo rendere noto solo che adoro la fantascienza in tutte le sue forme; gioco frequentemente on line al vecchio (immortale) Jedi Knight: Jedi Academy e mi diletto leggendo manga che considero 'di un certo livello'. Ho studiato fisica, perché mi hanno sempre incuriosito i meccanismi che regolano la realtà intorno a noi, ma l'oggetto vero della mia passione sta milioni di chilometri sopra di noi, e si mostra appena solo di notte, il cosmo, coi suoi oggetti affascinanti e fenomeni terribilmente meravigliosi. Il resto è vita comune, poco accattivante.

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