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Perché potrebbe servirti un filtro dell’acqua? Una guida alle tipologie e sull’utilità dello strumento

A causa della quarantena siamo riusciti a vedere in tempo reale gli effetti dannosi che l’inquinamento dell’uomo ha sul mondo; parafrasando, con il calare dell’attività umana, è drasticamente diminuita anche l’alterazione del nostro ecosistema.

Pensate addirittura che dopo 10 anni, al giardino zoologico di Ocean Park a Honk Kong, la coppia di panda giganti in via di estinzione si sono accoppiati salvando la loro specie da un estinzione certa.

In realtà, basta davvero poco per dare una mano al nostro pianeta, ma fin troppo spesso non vogliamo farlo. Uno dei principali problemi dell’inquinamento riguarda la plastica, fin troppi cittadini non riciclano e buttano i rifiuti dove gli pare, soprattutto nel mare.

Secondo i dati della Beverage Marketing Corporation, in Italia bere acqua dal rubinetto è un’abitudine poco diffusa, a discapito dell’acquisto di un numero sempre maggiore di acqua e bevande imbottigliata.

Siamo al terzo posto tra i paesi per consumo d’acqua in bottiglia, dopo Messico e Thailandia. Per ovviare a questo problema si potrebbe installare un filtro dell’acqua. E questo è solo uno dei tanti benefici di questa tecnologia.

I benefici di un filtro per l’acqua

Un filtro dell’acqua è un dispositivo basato su una tecnologie di depurazione che consente di migliorare la qualità dell’acqua che esce dal rubinetto di casa.

Spesso, il problema nasce da una presenza eccessiva di sedimenti minerali cristallizzati (come il calcare o il ferro), questo è spesso il motivo per cui il sapore dell’acqua risulta ferruginoso.

Scendendo nei dettagli, un filtro per depurare l’acqua va ad eliminare il cloro, principale responsabile del sapore alterato dell’acqua e la presenza di metalli pesanti, i composti volatili cancerogeni, il calcare, i nitrati e gli eventuali pesticidi.

Anche se è giusto specificare che nella maggior parte delle nuove tubazioni questi contaminazioni sono meno presenti a meno che non vi siano guasti all’interno delle tubatura.

Ma per ogni eventualità è sempre meglio utilizzare un filtro. Il problema però arriva quando bisogna sceglierne uno.

Quale conviene prendere e perché?

In commercio troviamo molteplici prodotti per filtrare l’acqua del lavandino e possono aiutare a migliorare l’odore e sapore rimuovendo eventuali sostanze presenti nell’acqua di rete.

L’utilizzo di filtri acqua a carboni attivi è tra le scelte di separazione migliori sul mercato e presenta vari tipi di filtrazione.

Abbiamo la microfiltrazione, in grado di filtrare nell’ordine dei micron (ovvero un milionesimo di metro o millesimo di millimetro). I filtri Everpure sono in grado di garantire una filtrazione fino a 0,5 micron.

Poi abbiamo la nanofiltrazione, dei filtri a membrane cave con aggiunta di carbone attivo che sono in grado di fornire una filtrazione fino a 0,15 micron. Questi filtri sono capaci di ridurre la carica batterica dell’acqua fino al 99,9999 %.

Una volta deciso quale tipo di filtrazione vogliamo, possiamo passare ai filtri.

Sul mercato troviamo vari filtri tra cui i Filtri Carbon Block (in grado di fornire una filtrazione leggermente più grossolana e di eliminare ogni traccia di impurità e torbidità, nonché odori e sapori sgradevoli causati dalla presenza di cloro) ed i filtri GAC – Granular Activated Carbon (che sono composti di carbone fossile di tipo granulare e vengono adoperati per rimuovere il cloro).

In sostanza, quando ci troviamo in presenza di acqua di acquedotto, è sempre consigliato installare un filtro dell’acqua ed è ancora meglio se si decide di utilizzarne uno al carbone attivo.

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