Scienza

Particelle IPA nello spazio: nuove ipotesi sulla nascita della vita

Di recente un team di astronomi del MIT ha rilevato una particolare molecola, la cui presenza nello spazio apre diversi interrogativi. Infatti, la scoperta di tale molecola fa riflettere gli scienziati circa una questione molto importante e sicuramente affascinante: la nascita della vita.

Il team di astronomi, diretto dall’assistente del MIT Brett McGuire, ha, infatti, provato l’esistenza di molecole che si credeva potessero formarsi solo ad alte temperature e, per questo, presenti in grande quantità sulla Terra: gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

In natura, tali molecole vengono solitamente prodotte dalla combustione di combustibili fossili e si ritrovano anche all’interno del petrolio. La loro composizione è caratterizzata dalla presenza di due o più anelli aromatici uniti in una struttura spesso planare. E’ straordinario il fatto che McGuire e la sua squadra, setacciando la zona del Taurus Molecular Cloud (o TMC-1), si siano imbattuti in esse. Attraverso il rilevamento della lunghezza d’onda della luce infrarossa associata agli IPA, questi sono stati visibili agli occhi degli scienziati.

Particelle IPA nello spazio: nuove ipotesi sulla nascita della vita

Ciò prova che gli IPA possono formarsi anche a basse temperature: infatti nel TMC-1 si formano a soli dieci gradi sopra lo zero, cosa ritenuta, fino ad allora, di fatto impossibile. Questa scoperta porta gli scienziati a rivalutare il ruolo che il carbonio potrebbe aver assunto nel processo di formazione dei pianeti e, di conseguenza, della vita stessa.

McGuire, in un comunicato stampa, inoltre dichiara:

Nel luogo in cui abbiamo trovato i PAH, non ci sono stelle, quindi o si stanno costruendo sul posto o sono gli avanzi di una stella morta.

Questo significa che c’è ancora molto da scoprire e che, a quanto pare, gli astronomi di tutto il mondo saranno impegnati a lungo nello studio e analisi di questo fenomeno inaspettato.

Leggi anche:
L’Agenzia Spaziale Europea creerà un clone digitale della Terra
Microbi sconosciuti benefici per le piante scoperti sulla Stazione Spaziale Internazionale
Un “uragano spaziale” di plasma ha riversato elettroni sul Polo Nord

Back to top button