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OnFleek, Pro di League of Legends, viene sospeso e multato per incitamento all’odio

Jang-gyeom Kim, noto anche come “OnFleek“, è un giocatore di Sandbox Gaming attivo nella League of Legends Champions Korea Summer 2020 che ha pagato le sue espressioni razziste durante una sessione di gioco.

Il ragazzo sarà sospeso e multato per aver espresso frasi razziste durante una trasmissione in streaming di prove private, segnalate dai giocatori.

onfleek

Durante il controllo delle registrazioni delle partite, dei registri della chat, dei rapporti e dei dati professionali, è risultato, come tradotto Ashley Kang, uno scrittore per ESPN Sports, che “OnFleek“, abbia scritto “L’unico buon cinese è un cinese morto”.

“È stato confermato che OnFleek ha usato un commento inappropriato mentre segnalava un giocatore durante il suo streaming“, ha scritto Riot Games e lo stesso OnFleek ha ammesso.

La Riot Games ha condannato OnFleek ad una multa di un milione di won sudcoreani, 760 euro e un divieto per tre partite. Inoltre la squadra di OnFleek lo ha multato per altri 3 milioni di won sudcoreani, 2.278 euro oltre ad un ban per la prima parte della stagione 2021.

onfleek

La squadra, inoltre gli ha chiesto di svolgere trenta ore di servizio alla comunità.

La massiccia diffusione dei social ad un ampio pubblico di persone, ha mostrato da una parte accese ed interessanti confronti umani e dall’altra un aumento di intolleranza reciproca, dichiarato attraverso vere e proprie espressioni di odio manifestate da hate crimes e hate speeches.

Nel corso del tempo si è aperto il dibattito sulla liceità di pensieri, giudizi o parole che sono al limite dell’espressione di una propria opinione, ma che finiscono per esprimere un pensiero di semplice odio razzista, omofobo o sessista mascherati da libertà di espressione.

league of legends

E’ interessante ricordare le parole della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che, sul tema, ha precisato:

la libertà di espressione (…) è applicabile non solo alle ‘informazioni’ o alle ‘idee’ accolte favorevolmente o considerate innocue” ma altresì “a quelle che offendono, sconvolgono, disturbano lo Stato o qualsiasi settore della sua popolazione“.

Sembra esserci una certa confusione sulla libertà di parola e la libertà di offesa, ma è positivo che si prendano provvedimenti come nel caso di OnFleek che sia d’esempio a molti.

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