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Non lo sai? Cerca nel MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE

MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE copertinaIl MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE è la più grande delusione mai provata nella mia infanzia ed è stata sicuramente colpa dei tre saccenti, perfettini e, diciamocelo pure, antipaticissimi, nipoti di PAPERINO:

quei QUI, QUO e QUA dal nome onomatopeico e improbabile.

Quei tre odiosi paperottoli erano davvero insopportabili, una specie di grillo parlante di collodiana memoria, però elevato al cubo. Nella loro antipatia, comunque, i tre cuccioli di anatra possedevano un qualcosa che me li faceva adorare, un succedaneo della “Guida Galattica per Autostoppisti” ante litteram:

il famigerato quanto completo MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE, contenente almeno il doppio dello scibile umano.

In quel minuscolo librettino, che colpiva la mia immaginazione di bimbo affascinato dai fumetti, le tre GIOVANI MARMOTTE (per trasformarsi nelle quali bastava agli anatroccoli indossare un cappello di pelliccia, probabilmente di opossum completo di coda, in rigido “stile trapper”) potevano trovare TUTTE, proprio TUTTE, le risposte alle domande che le improbabili avventure della GANG DEI PAPERI ponevano ai protagonisti.

Un Ricordo che mi porto dietro da quasi mezzo secolo è legato proprio al famigerato MANUALE:

i TRE SAPIENTINI riuscirono a scovare nel MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE non sbaglialoro “libro sacro” la definizione di TAMBURO BATAVO, che non ricordo assolutamente, ma che da allora è rimasto tra i miei modi di dire preferiti quando qualcuno prova a “inventarsi” esperto in materie a lui sconosciute.

Detto questo lascio a tutti immaginare la mia euforia quando, poco più che decenne, ricevetti in dono, nietepopòdimenoche il “magico” MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE in tutto il suo splendore.

Orbene, l’euforia lasciò ben presto il posto, prima alla disillusione, poi alla delusione e, infine, alla assoluta acredine nei confronti dei paperi millantatori, che da allora immagino arrosto, mentre rosolano allegramente insieme a un mare di patate.

Il mitico, il magico, l’enciclopedico MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE tanto agognato, in realtà era una ciofeca, una fregatura, un libercolo insignificante e assolutamente incapace di svelare niente di nuovo ai miei occhi di bambino che sognava dietro aerei e astronavi.

MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE paginaIl crollo di un mito, la fine di un sogno, la fine dell’infanzia… Ecco cosa è stato per me aprire, con mano tremante quel libro che credevo “la Sacra Bibbia” e che invece si è rivelato un “phamplet acchiappapolli”.

Come definire altrimenti il MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE?

Altro che tamburi batavi, altro che pianeti abitabili e razze aliene, altro che città sconosciute e animali estinti, sfogliando le sue pagine, sperando di ricredermi ogni volta, le uniche cose che si trovavano erano insignificanti “articoletti” del tipo:

  • “la pagella che scotta” (come presentare la pagella ai genitori…),
  • “S.O.S. urge alfabeto” (l’alfabeto morse, indispensabile per un bambino di 10 anni, non c’è che dire…),
  • “senza macchia e senza paura” (un compendio su lavaggio e ammollo, utilissimo in un periodo in cui, per un maschietto quale ero, fare il bucato…),
  • “codice a braccia” (come utilizzare le praticissime bandierine da comunicazione marina che ognuno aveva in casa…)

e altre amenità per un totale di 235 pagine di noia mortale.

Purtroppo il detto che “basta MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE pagina 2lasciare alle cose il tempo di invecchiare per vederle trasformare in classici” in questo caso non vale: il MANUALE DELLE GIOVANI MARMOTTE rimane e rimarrà, per me, solo il ricordo della scoperta che nei fumetti non (sempre) si rappresenta una verità, sconosciuta ma comunque possibile…

Di questo passo verrà fuori che, davvero, non avrò mai i miei poteri di ragno…

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