Scienza

Nessuno mi può giudicare… ma la psicologia morale dice di sì

La psicologia morale studia come elaboriamo e gestiamo le idee e le questioni morali. Ma che cos’è un giudizio morale? Se ne esistono diversi, sono tutti uguali a livello cognitivo? Un articolo del Dr. Bertram F. Malle della Brown University di Providence, offre un quadro per comprendere come le persone formulano giudizi morali e quali fattori entrano in campo.

Il primo tipo di giudizio è denominato ‘valutazioni’, quelle che facciamo quotidianamente delle cose positive o negative. Si fa per quasi tutto, anche in situazioni non morali, ed il nostro cervello lo fa rapidamente, addirittura entro mezzo secondo dall’ottenimento delle informazioni. Questo primo passaggio aiuta solo a gettare le basi.

Il secondo parla dei ‘giudizi normativi’. Questa ampia categoria include il decidere se un’azione sia consentita, ammissibile, tabù o accettabile. Questa determinazione è correlata, ma non dipendente, dal modo in cui valutiamo qualcosa. Mentre le ‘valutazioni’ possono essere fatte su qualsiasi cosa o azione, i giudizi normativi sono limitati alle azioni e spesso in particolare a quelle future, invocando nozioni astratte di virtù e valore. Meno reattivo degli altri giudizi, può essere applicato prima di intraprendere qualsiasi azione per determinare cosa dovrebbe essere fatto prima che accada qualcosa.

Nessuno mi può giudicare… ma la psicologia morale dice di sì

Il terzo tipo riguarda i ‘giudizi di inesattezza’. Questi combinano elementi dei due precedenti per identificare violazioni intenzionali di norme considerate eclatanti. Il nostro cervello può farlo in modo accurato in meno di mezzo secondo, ma non è la stessa cosa di un giudizio normale poiché spesso si può considerare un’azione sia sbagliata che ammissibile. Anche se potremmo valutare una ‘battuta di papà’ come ‘cattiva’, probabilmente non la considereremo ‘sbagliata’ a meno che non sia sessista, razzista o esagerata.

L’ultimo, il più complesso, è il ‘giudizio di colpevolezza’. Se i ‘giudizi di inesattezza’ combinano ‘valutazioni’ e ‘giudizi normativi’, i ‘giudizi di colpevolezza’ combinano tutti e tre. Include fattori di intenzionalità e giustificazione: la maggior parte delle persone incolperebbe qualcuno per aver versato accidentalmente il latte meno di quanto lo biasimerebbe per averlo fatto intenzionalmente. Come gli altri giudizi reattivi, anche questo viene eseguito rapidamente, in meno di due secondi. La colpa non è solo uno strumento sociale: può aiutarci a capire chi ha fatto cosa ma può anche aiutarci a regolare il nostro comportamento morale in futuro.

Forse la cosa più sorprendente è la velocità con cui il nostro cervello elabora le informazioni morali. In meno di due secondi, dopo aver assistito a un’azione con una dimensione morale, il nostro cervello ha già espresso un giudizio di base. È importante sottolineare che alcune di queste decisioni rapide saranno errate poiché si basano su pregiudizi preesistenti ed informazioni limitate.

Leggi anche:
Psicologia: uno studio dimostra la connessione tra scienza e parapsicologia
Psicologia e videogiochi, ecco perché piacciono tanto
Freud, la serie Netflix: recensione e tante curiosità sul fenomeno tv

Back to top button