Scienza

Neem e Kaun: la pianta della vita e quella della non-morte

Qualche stranezza che dimostra quanto il nostro mondo sia affascinante e vario

Alcune delle meraviglie che la natura ci riserva le conoscete già, ma a volte, vi assicuro, ci si rimane di sasso. Si scoprono cose nuove e strane ogni giorno e alcune di queste ci dimostrano come il nostro pianeta sia abitato da forme di vita straordinarie. La natura spesso trova da sola la strada per trovare una soluzione a questioni che a noi umani sembrerebbero impossibili da risolvere… E a volte fa anche qualcosa di buono per noi. Parliamo del Neem e del Kaun!

Neem: una pianta miracolosa

Iniziamo proprio da questo: sapete cos’è il Neem? La medicina ayurvedica la usa da più di un paio di millenni per un sacco di cose. Ma davvero tante, considerate che sembra sia talmente portentosa che il suo nome in sanscrito era “Arishta” che significa letteralemente liberatore dalle malattie.

neem

Albero sempreverde dalla vita media di circa 300 anni, ha dei frutti giallastri con semi dal guscio duro, nei quali è contenuta una sostanza medicamentosa che può essere concentrata in un olio. Da sempre il Neem viene usato per la pulizia del cavo orale, come insetticida, per trattare pelle e capelli, e i suoi frutti hanno comunque sostanze nutritive. L’olio ottenuto dai semi, inoltre, ha un elenco di proprietà talmente lungo che se mi metto adesso a scrivervelo tutto, non ho idea di quando potrei finire. Un paio di quelle più interessanti? Antifungino, antibatterico, antivirale, antinfiammatorio… E giuro che potrei continuare!

Lo conoscete? Io l’ho provato sui capelli, sinceramente, e ha un odore di arachidi strane. Ma la morbidezza del Neem, ve lo giuro, mi fa pensare che ne valga la pena.

Kaun: una “pianta zombie”

Dei botanici neozelandesi hanno trovato in una foresta un ceppo di Kaun, una pianta tipica della zona, che a un primo sguardo non poteva sembrare che un “cadavere”. Niente più di un ceppo e qualche radice rimasta, nessuna foglia… Ma ancora tessuti vivi. Definito “albero zombie”, è stato osservato con attenzione per vari motivi. E’ noto che le radici delle piante sono tutte collegate tra loro attraverso filamenti di funghi chiamati miceli, e che c’è uno scambio di nutrienti tra i vegetali… Ma come mai fornire nutrienti a un albero praticamente morto? L’ipotesi è che combattere i tentativi del ceppo di restare in vita sarebbero per gli alberi che sono adesso collegati, più dispendiosi di quanto non lo sia nutrirlo… E dunque, beh, il nomigliono forse è azzeccato: è un vero e proprio zombie… Si nutre persino dei suoi simili ancora “vivi”.

Beh, che dire. La natura è davvero strana, ma incommensurabilmente bella, non pensate?
C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare sul nostro pianeta, e non posso che invitarvi a farlo sia da soli che, quando capita, con noi.

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