Videogiochi e Gaming

Muore giocando a PUBG ininterrottamente: accade in India

Si può morire per i videogiochi? No. Ma si può morire se non si fa altro per giorni.
In India, un ragazzo di sedici anni è morto dopo aver giocato ininterrottamente a PUBG – il famoso Battle Royale intitolato Player Unknown BattleGround. Tuttavia, prima di indignarci verso i videogiochi cattivi, analizziamo il caso.

Morte per dipendenza da videogiochi – è reale come ogni dipendenza

In India la dipendenza da videogiochi sta raggiungendo livelli altissimi e si registrano sempre più casi a riguardo.

Come riportato da IndiaTV, il giovane residente nello stato centro-orientale Andhra Pradesh, ha sviluppato una grave disidratazione per non aver assunto sufficiente cibo e né sufficiente acqua.

Quindi togliamoci subito il dente amaro: la causa della morte sono i videogiochi? No. La causa della morte è che ha preferito giocare invece che bere e mangiare.

Una dipendenza è tale quando giunge un’alterazione nel comportamento che da semplice o comune abitudine diventa una ricerca esagerata e patologica della stessa. Tale dipendenza arriva attraverso mezzi, sostanze o comportamenti che sfociano nella condizione patologica.

L’individuo dipendente tende a perdere la capacità di un controllo sull’abitudine che ne domina la vita.

In questo caso specifico ha preferito giocare che vivere.

La dipendenza da videogames sta diventando un problema sempre più comune fra gli adolescenti, ma il problema può colpire persone di tutte le età.

Un altro decesso per “dipendenza da PUBG” è avvenuto sempre in India: il venticinquenne Harshal Memane, ha perso la vita a causa di un ictus cerebrale in seguito a una sessione prolungata di ore ed ore sulla versione mobile dello stesso gioco.

pubg

Nonostante Harshal sia stato ricoverato da subito, quando ha fatto sapere di non poter muovere più il braccio e la gamba destra non c’è stato più nulla da fare.

Questa dipendenza ha colpito anche la Cina, costringendo il governo ad istituire diverse restrizioni, soprattutto per i giochi online. Tra le “restrizioni” troviamo il riconoscimento facciale, la verifica del nome reale per rilevare giocatori minorenni e restrizioni reali sul tempo di gioco.

Giochi troppo e non sai fermarti? Il gioco si spegne.

Sarebbe figo avere restrizioni simili anche per alcool, fumo, comportamenti dannosi e simili, ma purtroppo non tutto ciò a cui siamo dipendenti può essere regolamento così tanto.

Dobbiamo imparare a controllarci da soli, anche se non è facile.

xbox

Abbiamo già trattato la dipendenza da videogiochi come argomento sulle nostre pagine multimediali ma personalmente vorrei fare un appello ai genitori: se i vostri figli sentono la necessità di passare più tempo in un mondo virtuale rispetto a quello reale, non sbraitate contro il “mostro” videogioco, perché tale non è. Cercate di capire quale sia la causa di questo voluto distaccamento.

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