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Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Monster Hunter è uno di quei titoli che è riuscito a passare dalla sua nicchia di appartenenza ad un fenomeno di massa grazie all’ultimo capitolo Monster Hunter World, ed alla relativa espansione Iceborn. Quando è giunta voce di un nuovo capitolo, con meccaniche tanto differente da world quanto dal precedente capitolo XX (in europa Generation Ultimate) si era un po’ titubanti. Monster Hunter Rise, però, ci ha decisamente stupiti: scopriamo insieme il risultato di Capcom.

Il primo impatto con Monster Hunter Rise: La calamità

Partiamo senza indugio confermando quanto sperato: Monster Hunter Rise è l’anello mancante che potrebbe riuscire a soddisfare sia i neofiti, affacciati per la prima volta con il World e l’Iceborn, sia quei puristi rimasti sgomenti dalle semplificazioni proposte nei capitoli esterni a Nintendo.

Questo capitolo del brand ci ha dato l’impressione sin dalla prima occhiata di saper coniugare perfettamente innovazione e tradizione, offrendo molte delle semplificazioni di World, ma inalzando l’asticella della difficoltà per i più esperti.

Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Senza considerare l’inserimento di una trama molto più definita rispetto i precedenti giochi, ed ispirata al Folklore giapponese.

Ambientato nel Villaggio di Kamura la nostra storia ha inizio con una minaccia, l’arrivo della così detta “Calamità”. Il primo impatto con il villaggio in cui è situata casa nostra sembra gridare “Giappone” da ogni angolo e che si parli di vecchi armaioli, sacerdotesse guerriere o chioschetti di Dango, sembra davvero di essere catapultati in un paesetto giapponese feudale di un qualche piano alternativo.

Come viene spiegato dall’anziono Fugen, ogni cinque decenni un’enorme orda di mostri corrotti dalla rabbia infusa dal misterioso Magnamalo, attacca il Villaggio di Kamura senza pietà. Da molto tempo i cacciatori di tutto il villaggio tentano di fermare l’avanzata dei mostri, ma ancora nessuno ha capito da dove abbia origine tutto ciò e come poterla fermare definitivamente.

Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Saremo noi gli eroi che salveranno il villaggio dalla calamità? Non vi faccio spoiler. Vi posso solo garantire che la tanto attesa “Missione Furia” è stata estremamente divertente, ma se volete scoprire tutto del mondo di Monster Hunter Rise armatevi di pazienza, filo insetto, e preparatevi a parlare con i PNG ed ad esplorare completamente le mappe di gioco perché la trama, già completa così, è disseminata di frammenti di Lore che arricchiscono la narrazione.

Spettacolare il sistema di Reliquie che ci permetterà di scoprire cimeli di altri cacciatori persi nel tempo.

Ma ora parliamo dell’aspetto più importante.

Monster Hunter Rise: Gameplay

Anche se sapientemente strutturata la campagna che segue gli eventi del villaggio di Monster Hunter Rise ci intratterrà per quelle 20-30 ore di gioco, se consideriamo solo il filone principale senza occuparci delle missioni secondarie opzionali.

Lo si potrebbe definire un campo di addestramento in vista delle missioni gilda che potremmo affrontare in compagnia o da soli.

Moltissime delle meccaniche di Monter Hunter World sono rimaste invariate parlando di attacchi base, sistema di potenziamento di armi ed armature e per quanto riguarda la possibilità di decidere di avviare missioni secondarie per ottenere più bonus – anche se abbiamo avuto un miglioramento su tutta la linea.

Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Come sempre dovremmo proseguire sia nelle missioni del villaggio, per portare avanti la storia, sia nelle missioni della gilda, per aumentare di grado ed affrontare mostri sempre più forti, per ottenere materiali più rari, per creare armi più potenti, per battere mostri più forti, eccetera eccetera. Può sembrare una sequela interminabile di missioni ripetute all’infinito, ma ritrovando una I.A. più dettagliata E “casuale” per i mostri che affronteremo ogni caccia non sarà uguale alla precedente, come purtroppo accadeva in World, anche se ripeteremo la stessa più volte.

Al contrario, però, le solite missioni di raccolta di materie prima ed uccisioni di mostri piccoli saranno quei riempitivi che, per fortuna, è possibile evitare la maggior parte delle volte. Ma, in tutta onesta, è bello concedersi anche una bella passeggiata tra le enormi mappe che il gioco ci dispone cercando scorciatoie e reliquie.

Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Inoltre il sistema di crafting è notevolmente facilitato. Siamo si costretti a cacciare più volte per ottenere un materiale particolarmente raro, ma gli elementi più comuni verranno droppati dal mostro ogni qual volta si romperà una sua parte o quando si attaccherà con un altro mostro. I punti di raccolta, come miele, minerali, pianti, eccetera, sono stati ulteriormente smaltiti grazie ad un unica raccolta – ci basterà infatti una sola picconata per raccogliere tutto il prendibile.

L’unica nota che mi ha fatto storcere il naso da purista, è la gestione dell’inventario, fin troppo snellita. Non servono più piccoli e retini, abbiamo coti e coltelli da lancio già pronti e non servono più bevande fresche e calde per proteggerci dal caldo e dal freddo.

Può sembrare una meccanica particolarmente ostica, ma saper gestire il proprio inventario limitato era una delle qualità che distingueva i migliori cacciatori dai casual gamer. Idem per la possibilità di accedere al proprio inventario nella base di caccia.

Conclusioni

Il lavoro di Capcom su Monster Hunter Rise è davvero impeccabile, sia sul fronte tecnico che sul fronte d’ambientazione.

Le mappe sono stupende e la grafica dei mostri affascinante e suggestiva. Qualcuno ha storto il naso per i 30 fps in cui si mostra il gioco, ma giocato sia da portatile che da schermo con risoluzione HD posso garantire che la grafica è tutt’altro che altalenante – i 30 fps rimangono stabili anche nelle situazioni più concitate di caccia.

Monster Hunter Rise: un nuovo capitolo tra i migliori della saga

Le armi sono varie e grazie alle abilità dell’insetto filo ognuno potrà decidere il suo diverso stile di gioco. Questo permette la mancanza degli stili di caccia pur lasciando una certa varietà; varietà che riscontriamo anche nei compagni. Che siano canidi o felini essi sono personalizzabili sia nell’aspetto che nello stile di supporto (i gatti un po’ di più) e ci offrono un notevole supporto in base alle nostre esigenze.

Monster Hunter rise è senza ombra di dubbio tutto ciò che di meglio c’è nella saga di Capcom e sia gli amanti di World che i veterani del Brand potranno sentirsi soddisfatti del risultato.

Noi speriamo che, come promesso, ci saranno aggiornamenti e dlc per implementare ulteriormente il mondo di gioco, ma per adesso non possiamo che dare un bel 9/10 a questo titolo – consigliatissimo anche a chi non ha mai giocato ad un Monster Hunter e vuole iniziare.

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