Scienza

Microbi sconosciuti benefici per le piante scoperti sulla Stazione Spaziale Internazionale

Col passare del tempo la ricerca porta alla luce sempre nuove specie batteriche e fungine nei più disparati biomi. E non fanno eccezione ambienti estremamente particolari come quelli a bassa gravità, ad esempio quello della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).

Ricercatori degli Stati Uniti e dell’India, che lavorano con la NASA, hanno ora scoperto quattro ceppi di batteri che vivono in luoghi diversi a bordo della ISS, tre dei quali erano, fino ad ora, completamente sconosciuti alla scienza.

Microbi sconosciuti benefici per le piante scoperti sulla Stazione Spaziale Internazionale
Methylobacterium jeotgali. (Aslam et al, Int. J. Syst. Evol. Microbiol. 2007)

Tre dei quattro ceppi sono stati isolati nel 2015 e nel 2016: uno è stato trovato su un pannello di controllo delle stazioni di ricerca dell’ISS, il secondo è stato trovato nella Cupola, il terzo è stato trovato sulla superficie del tavolo da pranzo; il quarto è stato trovato in un vecchio filtro HEPA ritornato sulla Terra nel 2011.

Tutti e quattro i ceppi appartengono a una famiglia di batteri presenti nel suolo e nell’acqua dolce; sono coinvolti nella fissazione dell’azoto, nella crescita vegetale e possono contribuire a combattere i patogeni delle piante. Fondamentalmente, batteri buoni da avere intorno se sei interessato alla coltivazione.

Potrebbe venire da chiedersi cosa stessero facendo dei batteri del suolo sulla ISS, ma gli astronauti che vivono sulla stazione spaziale hanno coltivato piccole quantità di cibo per anni, quindi non sorprende che siano stati rinvenuti microbi legati alle piante.

Uno dei ceppi – quello del filtro HEPA – è stato identificato come una specie nota chiamata Methylorubrum rhodesianum. Gli altri tre sono stati sequenziati e si è scoperto che appartengono tutti alla stessa specie non identificata; i ceppi sono stati denominati IF7SW-B2T, IIF1SW-B5 e IIF4SW-B5.

Il team, guidato dal genetista della University of Southern California Swati Bijlani, ha proposto di chiamare la nuova specie Methylobacterium ajmalii in onore di Ajmal Khan, un famoso scienziato indiano esperto di biodiversità. Questa nuova scoperta è anche strettamente correlata a una specie già nota chiamata Methylobacterium indicum.

“Per coltivare piante in luoghi estremi dove le risorse sono minime, l’isolamento di nuovi microbi che aiutano a promuovere la crescita delle piante in condizioni di stress è essenziale, hanno spiegato in un comunicato stampa due ricercatori del team, Kasthuri Venkateswaran e Nitin Kumar Singh, del JPL della NASA.

“Questo aiuterà ulteriormente l’identificazione di caratteristiche genetiche che potrebbero essere potenzialmente capaci di promuovere la crescita delle piante in condizioni di microgravità e contribuiranno allo sviluppo di colture vegetali auto-sostenibili per missioni spaziali di lunga durata in futuro”.

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