Scienza

Marte: la NASA rilascia i primi suoni registrati sulla superficie del Pianeta Rosso (AUDIO)

Audio a fine articolo

I primi studi del pianeta rosso risalgono al 1976, infatti, è nel giugno di quell’anno che la sonda Viking 1 entra nell’orbita marziana cominciando ad inviare immagini di Marte alla NASA che aveva condotto la missione. Quasi 40 anni più tardi gli studi proseguono, conosciamo molto di più del nostro vicino spaziale e siamo arrivati a studiarne i suoni. InSight è il nome della missione tutt’oggi operativa sul pianeta e attiva dalla fine 2018.

marte insight

NASA: ecco il suono di Marte

Tra i primi dati che ci sono arrivati ci sono i suoni, cioè la voce di Marte. Il suono registrato è un mormorio a bassa frequenza, un vento la cui velocità stimata è compresa tra i 16 e 20 chilometri orari, si tratta delle vibrazioni di correnti d’aria sui pannelli solari.

Marte è un pianeta molto ventoso e si registrano numerosi mulinelli e vortici di sabbia sollevati dal vento di cui si misurano velocità, direzione e pressione atmosferica. Bruce Banerdt, del Jet Propulsion Laboratory della NASA ha dichiarato:

Catturare questo audio è stato un piacere non pianificato. Ma una delle cose a cui la missione InSight è dedicata è la misurazione del movimento su Marte e naturalmente include il movimento causato dalle onde sonore.

superficie marte
La superficie del Pianeta Rosso

Il pianeta rosso è vivo e i suoni registrati lo dimostrano. Oltre al vento la missione InSight ha registrato anche una intensa attività sotterranea di Marte che provoca diversi terremoti. Nei primi 12 mesi ne sono stati registrati almeno 450 di varie intensità. L’altra attività che provoca rumori è quella dei vulcani che emettono veri e propri fiumi lava.

Per ascoltare l’audio di NASA Insight, munitevi di cuffie

Ma le scoperte su Marte non hanno solo significato scientifico. Proprio come sentiamo il rumore di un albero che cade nella foresta e siamo consapevoli dell’esistenza della foresta, dell’albero e della sua caduta, così, ascoltando i primi suoni provenienti da un altro pianeta, possiamo percepire meglio l’esistenza di Marte.

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