Miti e Leggende

L’epopea di Gilgamesh: il poema epico più antico del mondo

Di colui che vide ogni cosa, voglio narrare al mondo; di colui che apprese e che fu esperto in tutte le cose. Di Gilgamesh, che raggiunse la più profonda conoscenza, che apprese e fu esperto in tutte le cose.
Questo è l’inizio dei uno dei più antichi poemi scritti: “L’epopea di Gilgamesh”. L’originale stesura risale al terzo millennio a.C., era scritto in sumero con caratteri cuneiformi e raccontava le gesta di Gilgamesh, un leggendario re sumero che governava Uruk, il primo agglomerato urbano con le caratteristiche della città.

uruk
La città di Uruk oggi

L’Epopea di Gilgamesh

In questa prima fase il racconto non aveva una narrazione legata come avviene con un romanzo, caratteristiche che avrà a partire dal XII secolo a.C. quando tutto il materiale viene riscritto dagli scribi babilonesi nella forma del racconto che conosciamo oggi.

Il tema principale trattato in questo poema epico è quello della morte e dell’immortalità che viene affrontata attraverso il viaggio compiuto dall’eroe. All’inizio Gilgamesh, per un terzo uomo e per due terzi divino, è un sovrano spietato, a causa di ciò gli dei inviano Enkidu un uomo selvaggio.

epopea di gilgamesh
Enkidu e Gilgamesh

I due però, diventano amici e decidono di partire per compiere imprese eroiche, come l’uccisione del mostro Khubaba. Questo fa arrabbiare gli dei, in particolare Ishtar che provocherà la morte di Enkidu e la sofferenza di Gilgamesh. Quindi l’eroe partirà per un viaggio alla ricerca dell’immortalità che lo porterà a incontrare vari personaggi e ad affrontare molte difficili prove.

Secondo la tradizione il suo autore originale è Sin-leqi-unnini consigliere di Gilgamesh, ma purtroppo non è possibile stabilire la veridicità storica di questo personaggio. Tuttavia grazie alla diligenza dei bibliotecari babilonesi, noti per la loro meticolosità nel registrare le opere, è stato possibile stabilire che il poema epico di Gilgamesh era costituito da 12 tavole composte da circa 3000 versi.

racconto del diluvio
Il racconto del Diluvio scritto in Ittita

Il significato di questo poema epico è vario e complesso ed è affrontato attraverso molte simbologie. Il viaggio che intraprende l’eroe è un percorso educativo ed evolutivo. All’inizio il sovrano è crudele e spavaldo, ma le prove della vita forgeranno il suo carattere fino a farlo diventare un eroe positivo che lotta in maniera altruista contro il destino.

In questo poema epico troviamo la fonte di ispirazione per molti capolavori successivi. Nelle sue pagine è possibile scorgere cenni del viaggio di Ulisse raccontato da Omero o l’infernale pellegrinaggio di Dante nella Divina Commedia e ancora la morte di Patroclo nell’Iliade e la morte di Enkidu. Ma c’è una storia tra le più note al mondo che trae origine da questo testo.

gilgamesh
Gilgamesh

Il poema narra la storia dell’immortale Utnapishtim che riceve l’incarico dagli Dei di costruire una nave gigante per salvare gli animali e la sua famiglia, perché presto gli Dei avrebbero mandato un terribile diluvio. Chiunque di noi avrà facilmente collegato questa storia al racconto biblico di Noè.

Sono dunque millenni che gli autori raccontando di viaggi, di amore ed amicizia, dell’importanza delle tradizioni, del dolore e della morte ispirandosi, in qualche modo, ad un racconto scritto agli albori dell’umanità segno, forse, che la società cambia, ma l’uomo è simile a sé stesso più di quanto non si voglia pensare.

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