Natura e Ambiente

Leonardo DiCaprio: donati 5 milioni per l’Amazzonia

Leonardo DiCaprio è ormai il nome di Hollywood in prima linea per la difesa dell'ambiente e anche questa volta è stato il primo a diffondere il fatto che l'Amazzonia stesse perendo sotto le fiamme. L'attore ha deciso di fare qualcosa di concreto con la sua fondazione donando una consistente somma

Leonardo DiCaprio è stato il primo fra i “notabili” di Hollywood a diffondere l’amara notizia che i media stavano tacendo. L’Amazzonia era in fiamme e nessuno stava facendo niente. Grazie a lui il mondo ha iniziato a smuoversi e così gli aiuti sono arrivati nonostante la situazione sia drammatica.

Anche Bolsonaro ha ordinato all’esercito di domare i roghi. Durante il G7 che si sta svolgendo in queste ore, Macron ha portato sul tavolo il problema e ha richiesto che venissero trovate soluzioni immediate per risolvere il dilemma e riparare i danni subiti dalla foresta pluviale.

Leonardo DiCaprio: l’appello per l’Amazzonia

Il primo grido d’allarme è arrivato tramite il profilo Instagram del premio Oscar che condividendo alcune foto ha scritto “Aiuto l’Amazzonia sta bruciando e nessuno fa niente“. Ma egli stesso ha deciso di fare qualcosa.

Da sempre in prima linea per la difesa del pianeta sia con la sua associazione sia come ambasciatore delle Nazioni Unite ha deciso di prendere in mano la situazione e destinare con la DiCaprio Foundation 5 milioni di dollari in aiuto all’Amazzonia.

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#Regram #RG @rainforestalliance: The lungs of the Earth are in flames. 🔥 The Brazilian Amazon—home to 1 million Indigenous people and 3 million species—has been burning for more than two weeks straight. There have been 74,000 fires in the Brazilian Amazon since the beginning of this year—a staggering 84% increase over the same period last year (National Institute for Space Research, Brazil). Scientists and conservationists attribute the accelerating deforestation to President Jair Bolsonaro, who issued an open invitation to loggers and farmers to clear the land after taking office in January.⁣ ⁣ The largest rainforest in the world is a critical piece of the global climate solution. Without the Amazon, we cannot keep the Earth’s warming in check. ⁣ ⁣ The Amazon needs more than our prayers. So what can YOU do?⁣ ⁣ ✔ As an emergency response, donate to frontline Amazon groups working to defend the forest. ⁣ ✔ Consider becoming a regular supporter of the Rainforest Alliance’s community forestry initiatives across the world’s most vulnerable tropical forests, including the Amazon; this approach is by far the most effective defense against deforestation and natural forest fires, but it requires deep, long-term collaboration between the communities and the public and private sectors. ✔ Stay on top of this story and keep sharing posts, tagging news agencies and influencers. ⁣ ✔ Be a conscious consumer, taking care to support companies committed to responsible supply chains.⁣ Eliminate or reduce consumption of beef; cattle ranching is one of the primary drivers of Amazon deforestation. ✔ When election time comes, VOTE for leaders who understand the urgency of our climate crisis and are willing to take bold action—including strong governance and forward-thinking policy.⁣ ⁣ #RainforestAlliance #SaveTheAmazon #PrayForAmazonia #AmazonRainforest #ActOnClimate #ForestsResist #ClimateCrisis 📸: @mohsinkazmitakespictures / Windy.com

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Il mese scorso ha inoltre fondato la Earth Alliance con i filantropi Laurene Powell Jobs e Brian Sheth. Con questa nuova associazione ha lanciato l’Amazon Forest Fund proprio per raccogliere donazioni da destinare alla riforestazione dell’Amazzonia una volta domate le fiamme.

Il problema del surriscaldamento globale e l’incuria di molti capi di Stato a riguardo sono una delle piaghe mondiali degli ultimi 100 anni. Proprio lo scorso anno in questo periodo abbiamo visto bruciare parte della California a causa di roghi dolosi e all’inizio dell’estate è toccato alla Siberia e alle Isole Canarie.

I roghi in Amazzonia non sono ancora stati completamente domati nonostante l’arrivo di abbondanti piogge abbia aiutato a tenere meglio sotto controllo la situazione, ma se continuerà a bruciare la più grande risorsa produttrice di ossigeno del pianeta potrebbero essere guai seri per l’ecosistema.

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