La noia nell’era digitale non è il male assoluto

In un’epoca storica dove la connessione è onnipresente, la noia sembra diventata un nemico da sconfiggere a tutti i costi. Ma cosa succede quando ci troviamo improvvisamente senza accesso a stimoli digitali? Oppure quando semplicemente ci sentiamo soli? Andiamo a ricercare uno stimolo. Eppure vi dico che non è un ostacolo, quanto un’opportunità.

Gestire la noia in un mondo connesso come il nostro è una potente arma

La noia, un tempo vista come spazio per riflessione e creatività, è ora percepita come un vuoto da riempire a ogni costo. Questo cambiamento di prospettiva è il risultato di una società che valorizza l’iperattività e la produzione continua. Siamo stati educati a credere che ogni momento debba essere produttivo o intrattenente, creando un senso di ansia quando ci troviamo senza stimoli esterni.

Tale mentalità è accentuata dall’incessante bombardamento di informazioni e intrattenimento fornito dai media digitali. La paura di perdersi qualcosa (FOMO) ci spinge a rimanere costantemente connessi, alimentando la convinzione che ogni momento di inattività sia uno spreco. Certo, il mondo è fatto anche di sfumature non solo di bianchi e neri: se la nostra necessità è sana, genuina, non è detto che bisogna combatterla.

Fernando Pessoa e Seneca, con le loro riflessioni sulla noia e la tranquillità dell’animo, hanno da tempo evidenziato come la noia possa essere una porta verso la creatività e l’autoconoscenza, se affrontata nel modo giusto.

Uomo d'affari che lavora sulla noia del laptop

La sfida sta nel riscoprire il valore della noia come momento di pausa e riflessione. Una serata senza internet può diventare un’opportunità per connettersi con se stessi, per sviluppare nuovi hobby o semplicemente per godere del piacere di non fare nulla. Bertrand Russell, nel suo libro “La conquista della felicità“, suggerisce che tollerare la noia è fondamentale per lo sviluppo personale e per coltivare “impulsi vitali”.

La chiave per trasformare la noia da nemico a alleato sta nel cambiare la nostra percezione di essa. Invece di vederla come un vuoto da riempire, possiamo vederla come un’occasione per rallentare, riflettere e, in definitiva, connetterci più profondamente con noi stessi. Questo approccio può non solo migliorare la nostra salute mentale, ma anche aiutarci a focalizzare meglio i nostri obiettivi e desideri, rivelando come il lavoro e gli impegni quotidiani influenzino la nostra vita.

Ma perché non fare un esempio concreto? Così è più facile capire come fare. Immaginiamo di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, con l’intenzione di guardare la nostra serie TV preferita. Tuttavia, scopriamo che la connessione internet non funziona. Inizialmente, potremmo sentirci frustrati e annoiati, privati della nostra consueta fonte di intrattenimento.

In questo scenario, possiamo scegliere di cambiare la nostra percezione della noia. Invece di considerare questo tempo come un vuoto da riempire disperatamente, possiamo vederlo come un’opportunità per rallentare e dedicarci a noi stessi. Potremmo ad esempio:

  1. usare questo tempo per sederci comodamente e riflettere sul nostro giorno, settimana o mese. Pensiamo a ciò che ci ha reso felici, ciò che ci ha preoccupato e ciò che vorremmo cambiare nella nostra vita;
  2. dedicare del tempo alla meditazione o a semplici esercizi di respirazione. Questo può aiutarci a centrarci nel presente, riducendo lo stress e migliorando la nostra salute mentale;
  3. rileggere quel libro lasciato a metà o dedicarsi a un hobby creativo come disegnare, suonare uno strumento musicale, o anche solo organizzare foto ricordo: signor* non è assolutamente tempo perso, ve lo assicuro!

La chiave è la volontà, che però nel corso del tempo abbiamo debilitato.

Gianluca Cobucci

"Se c’è in giro una cosa più importante del mio IO, dimmelo che le sparo subito"
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