Natura e Ambiente

Imballaggi sostenibili: cosa e quali sono

Con un occhio di riguardo all’ambiente sempre più pressante a causa dell’inquinamento e al cambiamento climatico, anche gli imballaggi sono oggetto di cambiamento in diversi ambiti e in particolare, in quello destinato al trasporto, sia per logistica aziendale che per i privati.

Gli imballaggi sostenibili sono una soluzione che va a vantaggio di entrambe le parti, sia per il privato che sceglie di salvaguardare l’ambiente senza alleggerire il portafogli, sia per l’azienda a cui viene richiesto il servizio e che ha riguardo verso i temi oggi molto dibattuti.

Tuttavia, tuttora si pensa che i materiali utilizzati nell’imballaggio non siano poi così sostenibili quando in realtà non è così. Sicuramente ci sono tipi di imballaggio di origine vegetale che però non sono adatti in alcuni ambienti.

Ma vediamo che cosa sono gli imballaggi sostenibili e quali sono, così da avere un’idea più chiara e fare scelte consapevoli.

Quali sono gli imballaggi sostenibili

E’ importante sapere che quando un prodotto viene definito sostenibile non ci si riferisce al prodotto finito, ma viene preso in considerazione l’impatto sull’ambiente a partire dalla lavorazione della materia prima.

Sono diversi i materiali ecologici e sostenibili, ma nel mondo degli imballaggi due sono quelli che fanno da padrone grazie alla combinazione tra sosteniblità ed economicità.

Il polietilene

Fatta questa precisazione, il polietilene è uno dei prodotti più utilizzati da aziende come poliplast.it che lavora nel campo degli imballaggi.

Si presenta come una valida alternativa alle fibre naturali in termini di impatto ambientale ed economico, altamente resistente a rotture e abrasioni; inoltre, grazie alla sua capacità di minimizzare la dispersione di calore, funge da isolante, trovando vasto uso nella ristorazione ma anche in molti altri settori.

Grazie alla sua capacità di essere riciclato, durante la lavorazione del polietilene si possono creare non solo imballaggi ma anche abbigliamento; tra le numerose caratteristiche vi è l’impermeabilità agevolando l’evaporazione dell’acqua. Il tessuto ricavato da questa fibra risulta così igienico perché si asciuga subito e può essere lavato a basse temperature.

Il polistirolo

Il polistirolo tradizionale deriva dal petrolio e per questo viene considerato un materiale poco sostenibile. Tuttavia, trova un vasto utilizzo nel settore dei trasporti, edilizia e ristorazione come materiale di imballaggio grazie alla sua capacità di resistere agli urti e come isolante termico.

Chi sceglie di utilizzare in vasta scala il polistirolo, sa bene che a fare la differenza in termini di impatto ambientale è il riciclaggio; ma ciò che la maggior parte delle persone non sa è che l’imballaggio in polistirolo che si trova nelle confezioni quando si fa un ordine, è il realtà il polistirolo espanso la cui lavorazione è diversa ed è una soluzione ecologica a minor impatto ambientale.

Deriva dallo stirele, un polimero che subisce un processo di lavorazione chimico che altera l’idrocarburo facendolo diventare solido. Nel prodotto finale la percentuale del polimero è bassissima, del 2-3% metre il restate è aria. Ciò nonostante, grazie al processo subito è molto resistente agli urti e ha un’elevata capacità isolante termica che vede vasto uso soprattutto nel campo dell’edilizia.

Possiamo dunque dire che il polistirolo espanso è un materiale ecologico.

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