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Il Ritorno dello Spoiler Oscuro: quando Batman incontrò Letterman

Quando gli spoiler facevano meno paura

Perché abbiamo così tanta paura dello spoiler? Facciamo un balzo indietro, non dirò di quanti anni, sono vecchio e non voglio che si capisca, fate voi il conto. Come quelle mamme che dicono che il figlio ha 34 mesi. Ma perchè?

Comunque.

David Letterman sta sorridendo, più con il suo spazio fra i denti che i denti veri e propri. Ma non importa; Michael Keaton entra in studio, si siede, sorride di rimando. Siamo nel 1989 ed è la notte prima dell’uscita di Batman di Tim Burton al cinema, lo conosciamo tutti.

Jack Nicholson non c’è, non fa manovalanza lui, il suo nome nei titoli di testa viene addirittura prima di quello di Keaton, ma non importa nemmeno quello.

Una breve clip del film passa sullo schermo, dinamica, coinvolgente, la musica di Danny Elfman mi prende ancora, non riesco a immaginarne un’altra.

Sono meno di dodici minuti di intervista di propaganda, qualcuno da qualche parte avrà scritto il contratto di Keaton e ci avrà messo dentro anche la comparsata da Letterman, non che sia qualcosa della quale lamentarsi, si sente però che c’è qualcosa di pubblicitario alle spalle.

Il colpo di scena

A metà del colloquio accade qualcosa: Letterman chiede qualche notizia in più sulla trama a Keaton che subito risponde con naturalezza.

Il giorno prima dell’arrivo nei cinema statunitensi di Batman, Keaton, sempre con naturalezza, rivela che è stato Joker, da giovane, a uccidere i genitori del piccolo Bruce, bruciando così la svolta di trama centrale della pellicola.

L’intervista, la rivelazione è a circa minuto 6:00

Oggi diremmo uno spoiler bello grosso. Enorme, gigantesco. Come dire che Darth è il padre di Luke prima di entrare a vedere “L’Impero Colpisce Ancora” per la prima volta.

Keaton se ne accorge, sorride, fa una battuta e il pubblico fa un “aaaaw” in coro, meno di 4 secondi.

Era il 1989 e nessuno è stato messo alla gogna, non si sono formati picchetti alle sale, nessuno ha organizzato scherzi per rovinare la pellicola ad altri, insomma non è successo niente di ciò che sarebbe accaduto oggi.

Certo, i social erano ancora una lontana speranza, forse però non è solo colpa di quella diavoleria della comunicabilità se abbiamo terrore degli spoiler, se qualcuno ne fa una malattia.

Essere tempestati di informazioni ci ha reso più timorosi nei confronti delle stesse, non riuscendone più a controllarne il flusso alcuni vivono nello stress di poterne ricevere di dannose e quando accade, anche se lo spoiler non è granché, ci si imbufalisce, la gente si butta in una cisterna di prodotti chimici e poi fa una strage.

Magari uccide proprio i genitori di Bruce, la pazzia da spoiler crea i villain di oggi, rabbia sotto vuoto spinto pronta a esplodere per un nulla e creare malvagi dalle origini scialbe.

Ma perché abbiamo così tanta paura dello spoiler? Forse è solo questione di non comprendere come funziona una storia, credere che un solo plot twist possa rovinare tutta un’opera è sintomo di non potersi godere altro se non una svolta. Come se tutto dipendesse da quello.

Una volta ci voleva molto di più per esplodere di rabbia e questo dava almeno origine a villain più interessanti, oggi invece ci troviamo per lo più di fronte a gente che batte forte sulla tastiera e usa il caps lock.

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