Cultura e Società

Il poker e la scienza tra matematica, intelligenza artificiale e algoritmi

Il mondo del gioco, come normalmente percepito, è un campo caratterizzato da scelte da prendere in assenza di certezze, dove l’esito positivo o negativo della decisione non è legato a nessuna particolare abilità che, quindi, diventa un aspetto con un’importanza del tutto trascurabile. D’altra parte la casualità è una componente fondamentale della maggior parte dei giochi, valendo come incognita in grado di porre tutti sullo stesso piano. Eppure, nella pratica, il considerare l’abilità un fattore trascurabile è piuttosto fuorviante: nel caso fosse vero non si spiegherebbe l’esistenza di personalità che hanno fatto del poker una vera e propria professione praticata con successo in numerosi tornei, facendo conoscere il loro nome agli appassionati e legandolo indissolubilmente al gioco. In realtà, infatti, dietro il successo nel poker c’è sempre studio, applicazione e preparazione: in una parola, abilità.

Il poker viene comunemente associato al fattore abilità in maniera minore rispetto ad altri giochi. Basti pensare al blackjack, gioco nel quale le regole rendono potenzialmente possibile tenere conto delle carte precedentemente uscite, facendo pendere a proprio favore le possibilità di vittoria. Il caso è stato reso famoso dalla storia del MIT Blackjack Team sul finire degli anni ’70: un gruppo di studenti di alcune fra le maggiori università statunitensi si organizzarono creando un gruppo con lo scopo di vincere giocando a blackjack, sfruttando tecniche matematiche nell’osservazione dell’andamento delle mani. La storia è stata alla base di numerose trasposizioni in film e libri. Il poker, a differenza del blackjack, sembra prestarsi molto meno a un punto di vista scientifico e di abilità; cionondimeno, non sono pochi gli studi fatti sul gioco.

Uno dei primi approcci è quello dato proprio da libri che, raccontando l’esperienza di alcuni giocatori, si propongono di insegnare al lettore i trucchi o i segreti per vincere. Questi, in realtà, si rivelano essere nient’altro che delle vere e proprie strategie scientifiche attraverso le quali aumentare le probabilità di prendere la giusta decisione nella giusta situazione. Si va dall’approccio psicologico verso lo studio del linguaggio del corpo alla spiegazione dei processi decisionali dell’autore del libro, in molti casi a sua volta un campione di poker. Proprio quest’ultimo scenario è quello che riscuote maggior successo, gettando una luce particolare su meccaniche del gioco che, a un esterno, appaiono totalmente casuali.

occhiali

È poi la matematica, insospettabilmente, ad avere un ruolo di primo piano. A differenza del blackjack, dove il ruolo della stessa è piuttosto evidente, nel poker permette di dare un valore scientifico alle valutazioni sulle decisioni da prendere riguardo le puntate. Il meccanismo definito pot odds, per esempio, permette di fare calcoli probabilistici a partire dalle carte note, e su questa base assegnare una percentuale di “convenienza” a una puntata. Per fare le debite prove e per esercitarsi è comodo poter usufruire della possibilità di giocare gratis a poker online attraverso una piattaforma priva di rischi: il numero di giocatori testimonia, oltre al successo del gioco, la curiosità di chi vi si avvicina anche con un approccio di questo tipo.

Infine, uno degli aspetti più interessanti del poker è la sua capacità, proprio in quanto gioco ad informazioni incomplete, di prestarsi a esperimenti di intelligenza artificiale. I giochi sono da sempre uno dei banchi di prova preferiti per le intelligenze artificiali, come dimostrano le prime esperienze nel campo degli scacchi. Pochi anni fa dei ricercatori dell’Università di Alberta hanno messo a punto un algoritmo in grado di giocare alla variante Heads-up limit hold’em in maniera statisticamente indistinguibile da un essere umano. L’algoritmo, battezzato Counterfactual Regret Minimization o CFR+, si occupa di esplorare l’albero di possibili decisioni, procedendo solo lungo gli snodi in relazione ai quali nascerebbe un rimorso in caso non si proceda. Tale teoria, definita dei regret, corrisponde al mancato sfruttamento di un’occasione favorevole e permette all’algoritmo di prendere la decisione migliore nella situazione data. Su questa stessa strada si è segnalato di recente Pluribus, un programma in grado di giocare a poker contro più giocatori contemporaneamente e di battere alcuni campioni di poker, oltrepassando in questo modo uno di quelli che finora era stato un limite apparentemente insormontabile per l’intelligenza artificiale.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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