Cultura e Società

La storia del Caccia che atterrò sul campo di mais

E’ il 2 febbraio 1970, sopra le montagne il caccia nel campo di maise sui campi di mais intorno a Big Sandy, nello stato del Montana, tre caccia bombardieri F-106 “Delta Dart” appartenenti al 71° Fighter Squadron Interceptor, USAF sono in volo di addestramento al combattimento aereo ravvicinato.

Due piloti (il tenente Gary Foust e il suo commilitone, capitano Tom Curtis) si staccano dalla formazione e iniziano ad affrontarsi, come da ordini ricevuti, in un combattimento simulato. Nell’aria fredda e rarefatta di quel febbraio di 46 anni fa, i due aerei si affrontano in una serie infinita di manovre.

il caccia nel campo di maisNel tentativo di sopraffarsi, i due piloti, decisi entrambi a uscire vittoriosi dallo scontro, si lanciano in una “vertical rolling scissors” con l’obiettivo di mettersi, una volta per tutte in coda al caccia “nemico” e liquidare definitivamente la questione.

Raggiunta la quota di 38.000 piedi, circa 11.600 metri, il caccia del tenente Foust, sottoposto a una ripida salita, va in stallo ed entra in una configurazione pericolosa: una vite piatta orizzontale, che il capitano Curtiss racconterà, in seguito, così:

“L’aereo descriveva dei cerchi intorno al tubo di Pitot che si trovava sulla punta del suo radome, eseguendo una rotazione molto piatta e molto lenta”

Dopo aver provato tutte le procedure di recupero, non riuscendo a riprendere il controllo del suo caccia Delta Dart e senza opzioni rimanenti, a circa 15.000 piedi di quota (4.572 metri), il tenente Foust opta per la manovra di espulsione: tira la maniglia e, con il suo seggiolino eiettabile, lascia l’aereo al suo destino.

A questo punto accade l’inaspettato: contro ogni logica il caccia bombardiere esce dalla vite spontaneamente e, quasi fosse animato di vita propria, riprende e volare.

Probabilmente la riduzione del peso e il cambiamento della posizione del centro di gravità causate dalla eiezione del pilota, unite alla configurazione con i flap tutti fuori e al regime del propulsore lasciato al minimo, hanno consentito al velivolo di uscire, da solo, dalla vite. Lo stesso Foust assiste, incredulo, mentre scende appeso al suo paracadute, all’evoluzione della situazione e vede il suo aereo livellarsi e riprendere a volare.

La sequenza degli eventi è talmente imprevista e inusuale che Curtiss chiamerà per radio Foust dicendo: “credo che sarebbe il caso che tu tornassi dentro il tuo caccia!”.

L’epilogo della storia è altrettanto imprevedibile:

mentre il pilota tocca terra tra le il caccia nel campo di maismontagne da dove verrà, poi, recuperato dai residenti locali con l’aiuto dei “gatti delle nevi”, il caccia “atterra” planando su un campo di mais coperto di neve.

Il motore rimane acceso e fa scivolare, lentamente, l’aereo sul campo, sciogliendo la neve con il calore e fermandosi solo dopo avere esaurito il carburante.

A questo punto arriva sulla scena una squadra di recupero, proveniente dal “Air Logistics Center” della “McClellan Air Force Base” di Sacramento e comincia a smantellare l’aeromobile, rimuovendo le ali per il trasporto a bordo di un vagone ferroviario. I danni riportati dal velivolo erano minimi, tanto che un tecnico  addetto al recupero affermerà che:

“c’erano meno danni rispetto a quelli visti su altri aerei usciti da atterraggi forzati”.

Dopo essere stato riparato, l’aereo, soprannominato da allora CORNFIELD BOMBER, è tornato in volo con il 49° Fighter Squadron Interceptor della 21 Air Division, basata sulla Griffiss Air force Base, nello stato di New York, rimanendo in servizio fino al 1988.

Alla la fine del suo ciclo operativo il Convair Delta Dart 58-0787, l’aereo che non è voluto precipitare, è stato inviato al Museo Nazionale della United States Air Force, in Ohio, dove è ancora conservato e dove, sicuramente, visto il precedente, vivrà in eterno…

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