Cinema, Film e Serie Tv

FRIENDS: quasi un quarto di secolo dal primo episodio

L'eredità di una serie tv rivoluzionaria

Era una notte buia e tempestosa… Beh, probabilmente no, ma certo così si crea più pathos per quello che è diventato un evento storico per ogni malato di serie tv che si rispetti. Dunque, ricominciamo.

Era una normalissima sera di autunno, per la precisione il 22 settembre 1994, e sull’emittente americana NBC andava in onda “The One Where It All Began”, l’episodio pilota di “Friends”.

Già, esattamente 20 anni fa. Sì, sentitevi vecchi. Gran parte delle persone che oggi scimmiottano i vari “Bazinga”, “Allons-y!” o “Valar Morghulis” credendo così di essere dei veri fighi esperti di serie tv non erano ancora nati quando andava in onda questa scena qui:

Tsé, niubbi. Era una tv tutta diversa. Niente produzioni da gilioni di dollari, pochissime trame orizzontali: la TV non era altro che un passatempo su cui spendere poco per ricavare molto. Niente roba alla Breaking Bad o True Detective: il fantasy non era Il trono di spade ma Xena e Streghe, i medici erano quelli di E.R. e non il Dottor House, gli adolescenti guardavano Beverly Hills 90210 invece di Glee, Doctor Who era nel suo periodo di “pausa” e la fantascienza era Star Trek – The Next Generation.

flintstone
Sì, la tv di quando eravamo ragazzini noi. Ah ah ah. Che ridere.
Un po’ come dire “qui una volta era tutta campagna”. Sto parlando davvero come un vecchio, aiutatemi…

Parte così un’avventura diventata leggenda, un telefilm che creerà un vero fenomeno di costume – in America soprattutto – anticipando per certi versi i vari fandom che esistono oggi. È tutto semplice, ma azzeccatissimo. Si comincia dal titolo, facile facile: FRIENDS. Anche i personaggi sembrano quelli tradizionali: c’è il protagonista simil-nerd (Ross, paleontologo), la ragazza un po’ stupida di cui è innamorato da una vita (Rachel, cameriera), il personaggio scemo che fa ridere ma che rimorchia di continuo (Joey, aspirante attore), l’uomo in carriera che sputa umorismo intriso di cinismo (Chandler, analista contabile), una ragazza completamente fuori dagli schemi abituali (Phoebe, massaggiatrice) e un’altra che invece ha una vita precisamente inquadrata ed è pure maniaca dell’ordine (Monica, cuoca).

FRIENDS: quasi un quarto di secolo dal primo episodio

La tv svizzera italiana lo mandava in onda con il titolo tradotto. Sì: AMICI.

Sì, avete visto gente così in ogni sit-com che avete seguito. E sapete perché? Perché è stata Friends a dettare le regole, col suo successo planetario e una vita di ben dieci anni. How I met your mother, Scrubs, The Big Bang Theory, 2 Broke Girl hanno tutti elementi del genere. Non ci credete? Guardate qui:

una coppia (Ross e Rachel), che fa un continuo prendersi e lasciarsi (non è una cosa che accade anche in Big Bang Theory, Scrubs e soprattutto in HIMYM?);
il gruppo si ritrova per passare il tempo ad un locale vicino casa, nella fattispecie il Central Perk; esattamente come succede in HIMYM e 2 Broke Girls;
un gruppo di amici consolidato, cioè un cast fisso che rimane pressoché invariato negli anni; la stessa cosa l’abbiamo vista in Scrubs, Big Bang Theory, HIMYM e 2 Broke Girls.

Ora capite perché chiamavano HIMYM “erede di Friends”?

Allora, miei cari niubbi, siccome noi vecchietti meritiamo un minimo di rispetto, fateci e fatevi un favore: guardatevi Friends. Guardate come tutto è cominciato, non ve ne pentirete. Quasi 250 episodi di risate, gag, amore e lacrime. Poi, quando vi sarete sparati le 10 stagioni in due settimane, tornate qui e ditemi che avevo ragione. Ci faremo una bella giocata a “tazze”.

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button
Close