Ispirazione

Freaks! La serie: 7 anni dopo tutto cambia

Fu la prima web serie italiana ad avere un gigantesco successo, e contribuì a cambiare la faccia di Youtube e dei social network

Se eravate fan di Freaks! La serie, vuol dire che ora siete vecchi. Se non siete proprio vecchi, siete almeno cambiati e non c’è scampo. C’e chi si è diplomato, chi laureato, chi è entrato nel magico mondo della disoccupazione, chi è espatriato. C’è chi non guardava mai la TV in quel periodo, ma YouTube si, perché era piena di “grandi talenti”, “persone genuine che assecondavano le loro passioni”. E in questo contesto anti televisivo si sviluppava l’idea di Freaks!, una serie per il web che avrebbe fatto parte del palinsesto di Youtube. Gratuita, autogestita, autoprodotta, senza budget, quindi libera da ogni vincolo e pressione. “Utopica” per usare una sola parola, e forse pure per questo tanto amata.

Ma l’utopia è per definizione inattuabile, e la serie si interruppe dopo la seconda stagione, nel pieno di importanti accadimenti narrativi, tra il dispiacere di molti e la gioia di alcuni. Vero è che da quella serie portata avanti con due lire, si sono sviluppate delle carriere nel mondo dell’intrattenimento di cui tenere conto. Ma facciamo un passo indietro.

Freaks! La serie esce nel 2011

Facebook diede una grandissima mano. Erano gli anni in cui eravamo ancora immuni dagli algoritmi che ti mostrano solo quello che vuole Mark Zuckerberg. Tutti i post di pagine e amici apparivano in bacheca in ordine cronologico. Niente penalizzazioni per i video di YouTube, e questo chi creava contenuti lo sapeva e sfruttava il sistema a suo vantaggio.

Qualche giorno prima dell’uscita della puntata pilota, sulle pagine di alcuni tra gli Youtuber italiani piu famosi appariva uno strano e misterioso countdown. Nessuno capiva cosa stessero combinando Guglielmo Scilla (Willwoosh), Matteo Bruno (Canesecco) e Claudio Di Biagio (Nonapritequestotubo). Nessun annuncio era stato fatto, niente banneroni, niente conferenze stampa, solo un semplice countdown. Era l’inizio di qualcosa di più grosso, ma nessuno lo aveva capito.

L’8 aprile alle 21.00 (se la memoria non mi inganna) usciva su Youtube la prima omonima puntata della web serie Freaks! e tra la folla dei fan si scatenò il delirio. La gioia era ai massimi storici. I commenti erano entusiasti e i numeri grandiosi fin da subito (per l’epoca). Oggi la prima puntata della serie conta 1,3 milioni di views, che sono nulla al confronto del maggior successo di un video che arriva in tendenze in questo periodo, ma per l’epoca furono numeri da capogiro.

Un cast di Freaks!

Un progetto zero budget, con un cast tecnico e artistico di volontari provenienti da esperienze diverse. I nomi più importanti furono quelli già citati di Willwoosh, Canesecco e Nonapritequestotubo, ai quali si affiancava un’altra Youtuber, Claudia Genolini, una giovane attrice, Ilaria Giachi, e i cantanti di due band emergenti romane dell’epoca, Andrea Poggioli e Giampaolo Speziale (curatore anche delle belle colonne sonore). Un gruppetto di ragazzi speranzosi, con la voglia di fare qualcosa di “fico”.

Decine erano i membri della troupe, che si occupavano del trucco, degli effetti speciali, delle luci, del vfx, ed altrettante le collaborazioni eccellenti. Un vero e proprio network di volenterosi che andava dall’agenzia Show Reel, ai colleghi napoletani di Di Biagio e soci, i The Jackal.

E proprio da questa esperienza nacquero progetti ambiziosi, come ad esempio la web serie “Lost in Google”, sempre dei the Jackal, che alzava ulteriormente in alto l’asticella della qualità, ed il gruppo di videomaker chiamato Slim Dogs, figlio di Matteo Bruno ed altri importanti membri del cast tecnico ed artistico della serie. Partecipazioni televisive, programmi radiofonici, film per il cinema, progetti di crowdfunding di grande successo come il fan movie “Vittima degli eventi”, dedicato a Dylan Dog, video musicali di cantanti famosissimi. Insomma, una bel trampolino di lancio per molti “professionisti dell’intrattenimento”, detti anche, volgarmente, Youtuber.

Il genere, la fantascienza, i supereroi

Uno dei principali meriti della serie, fu quella di riportare al centro dell’attenzione il genere. Ideata e creata da ragazzi appassionati di serie tv straniere come Heroes e Misfits, oltre che di una grossa fetta di cinema fantascientifico e supereroistico, nella sceneggiatura e negli effetti speciali si nota il tentativo di andare fuori dai binari del cinema e della TV all’italiana di quegli anni.

Oggi qualcosa è cambiato, e sappiamo che esiste una new wave di autori che vogliono dare spirito al genere italiano. Ultimo esempio di cui vi abbiamo parlato è The End?, zombie movie all’italiana (o quasi). Escono film e serie TV più sperimentali, più coraggiose, e forse, in quel periodo, anche Freaks! contribuì a sensibilizzare il pubblico.

La storia, nella prima serie, affronta il tema della comparsa inaspettata di super poteri in un gruppetto di ragazzi qualunque a seguito di una serata in discoteca, che si ritrovano dopo un blackout di quattro mesi a dover fronteggiare alcuni pericoli. Nella seconda si scopre che i poteri, forse, sono frutto di un esperimento scientifico portato avanti da una misteriosa organizzazione segreta. Scordatevi Spider-man o Superman, pensate un po’ di più al Jeeg Robot di Mainetti e Santamaria, non cercate le esplosioni di Bay, ma piuttosto i dialoghi conditi di humor delle serie Netflix, e non stupitevi di rivedere in Freaks! cose che rivedreste in serie come Dirk Jently (anche se successiva) perché a volte potrebbe capitarvi.

Il cambio di passo per Youtube

Nonostante la potenza e il successo, la serie venne sospesa dopo la seconda stagione, andata in onda anche in TV grazie all’azzardo di DeeJay TV. L’esperimento utopico di un gruppo di ragazzi coi super poteri – i creatori di Freaks!, non i personaggi – dovette cedere il passo a ciò che sarebbe arrivato di li a poco, graduale e inesorabile. Il mondo del gaming, e l’influencer marketing, sono diventati col tempo i due grossi contenitori per la maggior parte dei creatori di contenuti di Youtube. Gli investimenti pubblicitari sugli Youtuber sono diventati una realtà, e a causa di questo, la compatibilità di contenuti più “artistici”, sulla piattaforma, meno rilevante.

Il sogno di tanti fan della serie, però, è sempre lo stesso da più di cinque anni: un ritorno sulle scene dei sei giovani supereroi, con una terza stagione, o magari un reboot. Non necessariamente su Youtube, anche se il contrario tradirebbe lo spirito originario del progetto. Magari anche su Netflix, o in prima serata su Rai1, non importa il canale distributivo. Ciò che importa è il coraggio di osare, di creare prodotti che vanno controcorrente e creino dibattito nel pubblico e tra gli addetti ai lavori.

To be continued…

Luca Vizza

Appassionato di web, social e cultura pop. Amo in particolare il favoloso mondo di Youtube, il buon cinema, il web marketing e la carbonara scientifica. Villain work in progress.
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