Libri e Letteratura

Fisica quantistica della vita quotidiana – Il tarlo

Fisica quantistica della vita quotidiana è una collezione di 101 miniracconti con un unico filo conduttore: le cose non sono come sembrano.
Le parole non significano necessariamente quello che sembrano dire. E la realtà stessa è una cosa oggettiva in quanto tale, ma soggetta ad una pluralità di visioni ed interpretazioni. Il nostro punto di vista è relativo, non possiamo pretendere di avere una visione assoluta, nè tantomeno che gli altri aderiscano in toto alla nostra opinione.

La soggettività è molto, se non tutto

Quello che riteniamo sia corretto può anche esserlo a fronte di una maggiore consapevolezza e conoscenza della situazione ma in ogni caso non possiamo pretendere di definire intelligenti o consapevoli solo quelli che concordano. La prospettiva altrui, per quanto scorretta, può comunque contenere parti di verità o fare luce su aspetti impensati. L’accaduto non solo non è sempre bianco o nero, ma non lo è mai. Può essere a tratti sconfortante sapere che niente è facilmente catalogabile e che esiste una infinita gamma di grigi fra i due colori opposti, ma l’onestà intellettuale impone una resistenza di principio a facili semplificazioni.

“Fisica quantistica della vita quotidiana” è un esercizio di onestà

La vita è troppo complessa e piena di variazioni ed imprevisti da poterla prevedere in ogni sua implicazione, ed ogni pretesa di poter avere sotto controllo ogni aspetto è una vana chimera. Il libro poi sottolinea con particolare enfasi la limitatezza della parola come mezzo di comunicazione. Nonostante sia un codice convenuto per veicolare un flusso di informazioni, e fedelmente riportato nei vocabolari, l’uso ed il senso delle parole sono anch’essi campi che danno ampio adito alla varietà ed all’ambiguità. Ecco come anche ciò che può sembrare codificato e preciso può essere piegato ed interpretato.

Tutto è relativo

Nulla è certo, tutto è relativo. L’unica risposta a tutto questo non può nè deve essere un atterrito sbigottimento, ma se mai una faticosa quotidiana lotta contro le ritrosie e la pigrizia della mente. E’ solo con l’uso della flessibilità e dell’apertura mentale che ci hanno permesso di primeggiare sugli altri animali del globo, stabilendoci come razza dominante, che dobbiamo approcciare le difficoltà, i malintesi, le controversie e le contestazioni.
Trincerarsi in una realtà che si fa forzosamente aderire alle proprie idee irrigidendosi è nient’altro che una negazione della nostra natura. Una tendenza alla quale si indulge, anche e forse soprattutto in quest’era moderna, più di quanto si possa credere.

Joliet Jake

Nato in una assolata e ridente (?) valle ai confini con la Svizzera, Joliet Jake sfruttò, dalla nascita, questo profluvio di orologi e cioccolato per la sua crescita. Un’errata proporzione nel mix ottenne lo straordinario risultato di farlo arrivare sempre in ritardo e di dipendere dal cioccolato per la propria sopravvivenza. Informatico per passione, ha molti interessi e mirabilmente riesce a fallire in tutto in modo omogeneo. Autore di testi di vario genere per formazione e velleità, si prodiga nella redazione di castronerie astrali. Vi conviene leggere i suoi scritti prima che scompaia ed il suo genio venga riconosciuto postumamente da archeologi in cerca di reliquie letterarie(digitali) di alto lirismo. Che però saranno convinti che la lingua dei testi sia il turcomanno antico.
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