Internet e Dintorni

Facebook non puo’ non piacerti

Per un breve periodo è stata considerata come possibile e persino probabile l’ipotesi che Facebook stesse lavorando ad un nuovo pulsante, quello che tutti hanno sempre voluto: il pulsante “non mi piace”.

Ovviamente dopo poco l’ipotesi è stata smentita da Mark Zuckerberg stesso, che ha specificato esattamente cosa il pulsante volesse dire.
Tutto sembra nato da un misunderstanding, in quanto in inglese il verbo “dislike” può essere interpretato in vari modi. In generale però l’accezione del verbo in inglese è molto più soft della supposta controparte italiana.
Ma cosa sarà quindi questo nuovo pulsante? Si tradurrà in “mi dispiace”, e cioè un pulsante specifico per le situazioni in cui cliccare su “mi piace” potrebbe essere difficile o controproducente: per esempio su uno status di qualcuno che annuncia la morte di un parente stretto. La funzione quindi è di dire “ti sono vicino”, senza creare l imbarazzo del dubbio che piaccia la morte di qualcuno, o qualche altro evento simile.

Facebook sta pensando a un nuovo pulsante, ma diverso

La spiegazione di Zuckerberg riguardo all assenza del tasto “non mi piace” è stata che Facebook vuole creare un mondo senza negatività, e possibili comportamenti derivanti da essa come il downvoting di massa di uno stato e iniziative simili.

Di fatto era prevedibile che il nuovo tasto non fosse quello, per due motivi molto validi (e che non c’entrano nulla con la spiegazione di Zuckerberg):

  1. L’infrastruttura informatica che sta nel cuore del servizio Facebook processa una enorme quantità di dati. Inserire il tasto “non mi piace” vorrebbe dire dover contare i “mi piace” e i “non mi piace” e presumibilmente ordinare i post in base al livello di gradimento (come fa Reddit). E questo implicherebbe fare enormi cambiamenti che, banalmente, costano.
  2. Facebook guadagna grazie alla pubblicità. La pubblicità si basa sul tempo passato sul social network. Il tempo passato dal singolo utente sul social network è determinato in gran parte da quanto condividono e postano gli altri utenti. La possibilità che qualcuno clicchi “non mi piace” sotto un nostro post ci indurrebbe a PENSARE al contenuto prima di cliccare sul tastino “post” o “condividi”, e ciò (nonostante per l’utenza sarebbe un paradiso, cioè l’eliminazione dello spam) equivarrebbe ad una minore quantità di contenuti condivisi. E cioè, ancora una volta, meno soldi.

Abbandoniamo ogni speranza, Facebook non lo farà mai

Quindi il magico pulsante non esiste nè mai esisterà, e i fan di questa teoria possono mettersi il cuore in pace.
Restano due interrogativi:

  • Quanta fatica farà Facebook per fornire un’accurata traduzione del tasto in tutte le lingue?
  • Che uso ne farà DAVVERO la gente? Di fatto, al di là delle intenzioni, niente impedisce che il tasto venga egualmente impiegato come “non mi piace” dall’utenza.

Il forte sospetto nel caso si verifichi questa ultima ipotesi è che Facebook potrebbe fare velocemente marcia indietro. Perchè Facebook ti deve piacere, per forza.

Joliet Jake

Nato in una assolata e ridente (?) valle ai confini con la Svizzera, Joliet Jake sfruttò, dalla nascita, questo profluvio di orologi e cioccolato per la sua crescita. Un’errata proporzione nel mix ottenne lo straordinario risultato di farlo arrivare sempre in ritardo e di dipendere dal cioccolato per la propria sopravvivenza. Informatico per passione, ha molti interessi e mirabilmente riesce a fallire in tutto in modo omogeneo. Autore di testi di vario genere per formazione e velleità, si prodiga nella redazione di castronerie astrali. Vi conviene leggere i suoi scritti prima che scompaia ed il suo genio venga riconosciuto postumamente da archeologi in cerca di reliquie letterarie(digitali) di alto lirismo. Che però saranno convinti che la lingua dei testi sia il turcomanno antico.
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