Humor e Varie

Europei di calcio: come vive un nerd il pallone?

L’estate del 2016 si porta appresso una caterva di eventi sportivi: le Olimpiadi di Rio, la Copa America ma soprattutto gli Europei di calcio che, vista la partecipazione della nostra Nazionale, stanno diventando un appuntamento fisso e continuo per almeno il prossimo mese. Già da qualche giorno, dal 10 giugno, data ufficiale dell’inizio della competizione, non c’è un solo minuto di programmazione televisiva o di siti di informazione – generalisti o settoriali – che non sia dedicato alla vivisezione di ogni minuscola facezia del mondo pallonaro. Che vi piaccia o no sarà così, quindi proviamo a impostare un approccio utile un po’ per tutti.

Ma questo come può interessare i nerd – o simili – che notoriamente hanno un pessimo rapporto con lo sport, il quale richiede di interagire con elementi che i suddetti nerd odiano, ovvero, aria aperta e persone vere?

Nerd non è soltanto l’essere lo sfigato secchione, ma è anche un modo di inquadrare le cose in maniera diversa, inusuale. Il calcio non fa eccezione. Ma la porta di ingresso di un nerd al mondo del pallone è forse la più scontata: i videogiochi a tema.

Facile dire a questo punto sparare titoli come Pro Evolution Soccer o Fifa. SBAGLIATO. Un nerd può certo svagarsi giochicchiando a semplicistiche simulazioni dell’attività fisica medesima, dedicandogli qualche minuto. Ma in realtà la voglia di mettersi davvero in gioco, di immergersi il più possibile, di conoscere ogni singolo meccanismo lo porta il più delle volte a interessarsi del calcio dal punto di vista… manageriale. Ovvero, questo gioco qui.

europei football manager
Sua Maestà Football Manager. Uno dei pochi giochi disponibili anche per Linux, e ho detto tutto…

Football Manager, qualunque sua versione, dovrebbe essere inserito fra le sostanze stupefacenti che causano assuefazione ed effetti psicotropi. I manageriali ti inghiottono, ti costruiscono intorno un mondo che ti pone al centro e che, finalmente, permette alle tue capacità di analisi e paragone, all’attenzione per i dettagli e per i meccanismi di base – dopo tutto siamo nerd… – di mostrarsi nel pieno vigore e di essere, addirittura, fondamentali per il successo!

Spulciare per ore schede tecniche di giovani promesse vedendo i numerini che indicano le caratteristiche migliori: molte persone direbbero CHE PALLE!, ma il nerd con queste cose va a nozze.

Poi si può fare il passo successivo: il retrogaming. Qui allora vai a riprendere giochi ormai passati, come quando la serie si chiamava Scudetto o i vecchi classici come PC Calcio o Premier Manager. Per poi arrivare a fare cose malate come questi individui ritratti qui in basso per un “superbotto“, il cambio di secolo a Premier Manager ’99: una partita prossima all’anno 3000, con giocatori costruiti in maniera assolutamente casuale, così come randomico è il risultato della partita. Due certezze: la prima, in virtù di un bug del gioco è impossibile vincere in casa; la seconda, la cosa ormai non ha davvero alcun senso.

https://www.youtube.com/watch?v=c1YvKwfv3H4

Ma mi piace chiudere questo articolo con un’altra versione del pallone che potrebbe far impazzire un nerd. Dicevamo che è nerd vedere le cose diversamente, quindi anche con un umorismo diverso, più sottile, più ragionato, meno immediato. Una cosa… alla Monty Phyton, per esempio. E proprio loro hanno immaginato una strana finale fra due colossali squadre europee: la famosa Partita fra filosofi!

https://www.youtube.com/watch?v=pavNpozrgM8

Due brevi annotazioni: la Grecia poi vinse davvero gli Europei – con una squadra di calciatori, bene specificarlo… – nel 2004, a sopresa; e poi, ha ragione Marx: il gol di Socrate è in fuorigioco; al momento del passaggio di Archimede, Socrate è oltre l’ultimo difensione e anche oltre la linea della palla.

Ah, in chiusura: la figura geometrica su cui è abitualmente modellato il pallone da calcio ha un nome specifico. Si chiama isocaedro troncato. Un buon argomento per sembrare fighi e cervelloni al Bar dello Sport. Forse…

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…
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