Cultura e Società

Ecco perché il divorzio congiunto non si trasforma in giudiziale

Non tutti sanno che la procedura di separazione e quella di divorzio hanno aspetti molto diversi tra loro. La separazione è l’atto con il quale si apre il procedimento di divorzio ma, come spiega l’Avvocato di Torino, Anna Sagone, esperta di divorzio, non è detto che gli effetti della separazione e del divorzio siano consequenziali l’una all’altro. Infatti, l’Ordinanza della Corte di Cassazione Civile n. 19540 sancisce una differenza fondamentale tra separazione e divorzio, perché sono sorrette da principi diametralmente opposti. La prima è il frutto della volontà condivisa dei coniugi di sciogliere il vincolo matrimoniale. Il divorzio, invece, è un procedimento di natura contenziosa nel quale interviene il giudice, anche se c’è il consenso tra gli ex coniugi.

Ecco cosa succede nel divorzio congiunto se il coniuge prima concede e poi ritira il consenso alla separazione

E’ noto che il legislatore ha voluto rendere più veloci le procedure di divorzio offrendo modalità diverse per arrivare allo scioglimento del vincolo matrimoniale. In sintesi, si può divorziare almeno in 3 modi:

  • Divorzio congiunto. I coniugi omologano gli accordi si separazione raggiunti con il consenso di entrambi;
  • Divorzio giudiziale. E’ il Giudice che stabilisce quali sono gli accordi patrimoniali, la responsabilità genitoriale, l’assegno di mantenimento ecc, dal momento che i coniugi non sono riusciti o non hanno voluto trovare un accordo;
  • Divorzio breve. Si tratta di una procedura che consente di divorziare senza ricorrere al Tribunale, grazie all’accordo raggiunto con l’assistenza di un avvocato evitando lunghi processi e costi elevati.

In linea di massima qualunque avvocato consiglia di sciogliere il matrimonio cercando di trovare l’accordo con l’ex coniuge. Al di là della difficoltà di espletare le pratiche necessarie per la separazione e il divorzio, ciò che spesso non è preso in considerazione è il fatto che i diritti, i doveri, le obbligazioni e gli interessi economici dei coniugi coinvolti nel vincolo matrimoniale sono molto profondi e scioglierli con la separazione prima e con il divorzio poi richiede sempre l’assistenza legale, qualunque sia la formula di divorzio scelta.

Ecco perché il divorzio congiunto e il divorzio breve sono il frutto di procedure legali condivise dai coniugi, per le quali esprimono il consenso quando manifestano l’intenzione di separarsi. Tuttavia può capitare che, in sede di divorzio, uno dei coniugi ritiri il consenso prestato in sede di separazione consensuale.

Cosa dice la Corte di Cassazione nei casi di ritiro del consenso alla separazione e al divorzio congiunto

Una volta prestato il consenso all’accordo di separazione, il passo successivo è l’omologa della sentenza di divorzio. La Corte sancisce che qualora in sede di divorzio uno dei due coniugi ritiri il consenso prestato alla separazione, non è affatto automatico che si rimettano in discussione gli accordi patrimoniali raggiunti con il consenso di entrambi, a meno che non sia provato l’errore, la violenza o il dolo.

L’assunto della Corte di Cassazione è presto spiegato. La separazione è un atto di volontaria giurisdizione frutto della negoziazione assistita da un legale. Il Divorzio, invece, è un atto di natura contenziosa, anche se è il frutto di un accordo consensuale di separazione. La natura contenziosa del procedimento presuppone l’intervento del giudice che deve accertare e giudicare l’accordo raggiunto. Se l’accordo è giudicato corretto non può essere rimandato al mittente solo perché uno dei coniugi ha cambiato idea. Se i presupposti al divorzio sono dal giudice ritenuti legittimi, saranno omologati con sentenza con o senza il ritiro del consenso prestato da uno dei due coniugi in sede di separazione.

Fatto sta che il Matrimonio non è solo un evento a volte alternativo, al quale due persone dedicano ingenti risorse e idee per il coronamento di un sogno d’amore, ma è soprattutto un evento che presuppone un profondo legame giuridico tra due persone. Per paradosso, sarebbe il caso di andare dall’avvocato prima del matrimonio ed, infatti, prima di sposarsi sempre più spesso si adottano accordi prematrimoniali.

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Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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