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Doctor Who: “Last Christmas” I gave you my… Clara

Ci sono cose che fanno del 25 Dicembre un vero Natale: le abbuffate mastodontiche in famiglia, i suonatori di zampogna che ti bussano alla porta mentre cerchi invano di digerire, “Una poltrona per due” la sera della vigilia e… lo speciale di Natale di Doctor Who. Da nove anni a questa parte è usanza trovare sotto l’albero un nuovo episodio del Dottore. Episodi che a volte entrano pienamente nella continuity (tipo “Christmas invasion” o “The Snowmen”) o storie stand-alone intrise di melenso sciroppo natalizio che se ne sbattono i cosiddetti della coerenza interna della serie (come “A Christmas Carol” o “The Doctor, The Widow and The Wardrobe”).

Quello di quest’anno è… a metà strada fra le due cose.

POSSIBILI SPOILER

Si comincia con Clara che si trova sul terrazzo niente meno che Babbo Natale. Al che uno pensa “Ok, è il classico speciale di Natale stupidino (nel senso buono), pieno di sentimenti e situazioni volutamente esagerate”. E per un bel po’ va avanti così: “Ma tu credi in Babbo Natale?” è la domanda che regge per un buon primo tratto dello speciale; dopo tutto davanti allo schermo ci sono soprattutto i bambini, mica gli vorrai dire che Babbo Natale non esiste e per giunta in diretta TV! Ok che Moffat può essere sadico, ma questo sarebbe troppo anche per lui.

moffat maligno
Sì, c’è una luce maligna nei suoi occhi, ma a tutto c’è un limite…

Però la parte più spiccatamente natalizia (le renne, gli elfi, e Babbo Natale che fa il suo ingresso alla Terminator nella base polare) si intreccia con una trama che – contrariamente a gran parte degli episodi dell’ottava stagione – sembra una trama VERA.

Infatti c’è un problema serissimo, un mostro da sconfiggere e il Dottore che sale in cattedra e prende la situazione di petto: anche quando chiede l’aiuto del vecchio Babbo, l’idea è sua. Tutte le trovate importanti sono sue, ma nello stile del Dodicesimo – di colui che va avanti per ragionamenti come un professore – coinvolge nelle riflessioni i suoi compagni; ma chi guida il “simposio” è sempre lui.

A voler essere cattivi si potrebbe dire: “È ovvio che la trama sembra buona, è scopiazzata da gilioni di film!” Oltre “Inception” di Nolan per la storia del sogno che si raggomitola, è lo stesso Moffy che ce li segnala:

Meno male che “Il Trono di Spade” è stato ignorato, altrimenti questo speciale avrebbe avuto ben poco di adatto ai bambini…

Menzione d’onore anche per “Abate Cruento” di Elio e le storie tese, che prima anche di Nolan avevano introdotto l’argomento di un “sogno strutturato a matrioska, io sognavo di sognare”.

Ma dato che a Natale siamo tutti più buoni, la vediamo così (come probabilmente è davvero): Moffat si è divertito a citare alcuni classici della fantascienza e a rivederli in chiave natalizia. Come trama, per una volta, ce la sentiamo di promuovere Moffat. Senza strafare, ma un 6 e ½ se lo piglia. Non di più: anche perché, per quanto la trama è fatta a strati come le cipolle e gli orchi, a me è capitato di riuscire ad anticipare quasi tutte le svolte narrative. Quindi la trama è ok, ma niente di più.

Il problema VERO del Dottore è lei, maledizione:

Eppure sembrava tanto un amore…

Perché la chiusura dell’ottava stagione apriva la strada per una nuova companion, e questo special natalizio era perfetto per salutare una volta per tutte Clara. Quel finale in cui lei ormai vecchia decrepita “festeggia” il Natale col Dottore era il finale perfetto: chiudeva idealmente il cerchio con quanto avvenuto un anno fa con l’Undicesimo Dottore e l’addio di Matt Smith. Stesso rituale, stessi gesti, solo a parti invertite, in una immagine-specchio che avrebbe definitivamente cristallizzato Clara in una dimensione più fiabesca che ben si adatta al suo personaggio – che si esaltava con l’immagine giocosa di Smith mentre spesso fa a pugni con quella di Capaldi, e lo si è visto davvero tanto nell’ottava stagione.

E invece no, perché LEI HA CAMBIATO IDEA.

NON SE NE VUOLE ANDARE.

A quanto pare il “Tennantismo” va di moda:

E uno… … e due… … e tre! Right in the feels!

E quindi bisogna aggiungere un altro minutino di girato e fare in modo che Clara rimanga.

PER L’INTERA NONA STAGIONE.

EVVIVA.

Si vedeva che ero ironico, sì?

Mario Iaquinta

Nato da sua madre “dritto pe’ dritto” circa un quarto di secolo fa, passa i suoi anni a maledire il comunissimo nome che ha ricevuto in dote. Tuttavia, ringrazia il cielo di non avere Rossi come cognome, altrimenti la sua firma apparirebbe in ogni pubblicità dell’8×1000. Dopo questa epifania impara a leggere e scrivere e con queste attività riempie i suoi giorni, legge cose serie ma scrive fesserie: le sue storie e i suoi articoli sono la migliore dimostrazione di ciò. In tutto questo trova anche il tempo di parlare al microfono di una web-radio per potersi spacciare per persona intelligente senza però far vedere la sua faccia. Il soprannome “Gomez” è il regalo di un amico, nomignolo nato il giorno in cui decise di farsi crescere dei ridicoli baffetti. Ridicoli, certo, ma anche tremendamente sexy, if you know what I mean…

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