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Dispositivi anti-abbandono: la controversia si sviluppa ulteriormente

Ha fatto molto parlare di se la notizia che anticipava l’arrivo sul mercato di dispositivi anti abbandono la cui funzione è quella di ricordare ai genitori, se presi da altre distrazioni o faccende, che il loro piccolo (o piccola che sia), si trova in auto.

Abbiamo assistito, purtroppo, troppe volte alla prematura scomparsa di innocenti bambini perché dimenticati nelle vetture di genitori sbadati, ma l’arrivo di un dispositivo che – in teoria – dovrebbe aiutarci a salvaguardare la vita dei nostri figli è stata presa fin troppo alla leggera e non da meno, con molto sdegno e inopportuna ilarità.

DISPOSITIVI ANTI-ABBANDONO TRA OPINIONE PUBBLICA E FUNZIONE REALE

Capisco il Black Humor – io sono cintura nera di Black Humor e sono maestro nel dire la cosa sbagliata sempre nel momento giusto – ma non comprendo lo sdegno. Nel corso degli anni, la tecnologia ha contribuito alla creazione di una serie di dispositivi il cui scopo è facilitare il lavoro dei neo genitori; che si tratti di culle più comode o apparecchi per monitorare i piccoli a distanza o persino, ciucci adattabili a qualsiasi tipo di dentatura. Anche quando la dentatura non si è ancora formata.

Perché un dispositivo che salva la vita dei nostri figli dovrebbe essere un problema? In realtà sappiamo che è stato toccato un tasto dolente, la maternità e la paternità sono doveri che, in questo millennio, sono diventati diritti; guai a giudicare l’operato di qualcuno nell’epoca di Internet, soprattutto se genitore. Ed anche se la pubblicità dei dispositivi anti-abbandono non ha fatto nomi, qualcuno forse si è sentito colpevolizzato.

Ebbene, la controversia si è sviluppata in seguito alla notizia che oltre al seggiolino anti-abbandono, sul mercato è arrivata una vera e propria gamma di dispositivi anti abbandono!

Si vocifera che grazie alla legge n°117 del 1 Ottobre 2018 si stabilisce che chiunque trasporti in auto bambini fino a 4 anni di età, dovrà dotarsi di un dispositivo anti-abbandono.

seggiolini anti abbandono

Ma la presenza e l’obbligatorietà di questa tecnologia, non serve a giustificare o a legalizzare i comportamenti inadeguati o immaturi dei genitori. Non è un incentivo a lasciare da soli i neonati ma serve per tutelare, è come un’assicurazione per la salvaguardia dei giovanissimi. Capiamo come.

Il 7 Ottobre 2019, il Ministro dei Trasporti ha firmato il decreto contenente i requisiti tecnici da rispettare; il primo dispositivo che possiede tali requisiti è Tata Pad, conforme alla Legge Salva Bebè, che altri non è se non un cuscino intelligente collegato allo smartphone dei genitori che avverte a quest’ultimi la presenza del bimbo in auto.

Quando tuo figlio è a bordo e ti allontani dal veicolo con il tuo smartphone, dopo pochi metri riceverai un allarme di primo livello, una notifica sonora udibile anche se lo smartphone è silenzioso. Bisogna disattivare l’allarme per far sapere a Tata Pad che è tutto sotto controllo. Se non riceverà risposta, il secondo livello di allarme chiamerà sullo smartphone e se dopo 60 secondi non si disattiverà il secondo allarme partirà un allarme di terzo livello che avvertirà tutti i numeri selezionati – con sms e chiamate – come “emergenza” dal centralino virtuale a cui si collega l’app.

Un cuscino è meno costoso di un seggiolino, ma nonostante ciò molti genitori e nonni sono contrari a tale spesa e si sono rivolti alle associazioni dei consumatori per chiedere di rinviare la parte della legge che prevede le multe. Come riporta Ansa, “La ministra Paola De Micheli assicura che è pronta ad intervenire per posticipare l’applicazione delle sanzioni”.

LA QUESTIONE IN PRATICA

Ad alimentare ancora più il fuoco della diffidenza sono anche le copie non a norma dei dispositivi anti-abbandono. Come indicato poco sopra, uno strumento per ritenersi idoneo deve essere conforme alla Legge Salva Bebè, altrimenti si potrà rincorrere in multe abbastanza salate.

Lucrare sulla salvaguardia dei bambini è davvero spregevole ma approfondendo il discorso, scopriamo fatti abbastanza interessanti che sono utili a smontare una buona parte delle controversie. Basta informarsi un pochino. Partiamo dicendo che i dispositivi anti-abbandono si dividono in tre grandi categorie:

  • integrato all’origine nel seggiolino auto per bambini;
  • una dotazione di base o un accessorio del veicolo, compresi nel fascicolo di omologazione del veicolo stesso;
  • indipendente sia dal sistema di ritenuta per bambini sia dal veicolo.

Già capito questo si fa metà del lavoro dato che si comprende che la presenza di questi articoli è già integrata nella maggior parte dei casi e quindi non ha pretesa di incentivare comportamenti “rischiosi”.

Poi si potrebbe aprire internet, chiudere Facebook, Instagram e Twitter (ma che dico! In Italia non lo usate!) e vedere quali prodotti sono a norma e quali no. A norma troviamo Chicco Bebècare: Chicco e Samsung hanno sviluppato insieme il primo prototipo di seggiolino auto integrato con il sistema anti-abbandono BebèCare; basta associare il seggiolino auto Chicco dotato di sensori BebèCare (i modelli già in commercio con il dispositivo integrato sono Chicco Oasys e Chicco Oasys iSize) all’app BebèCare – scaricabile gratuitamente – e viviamo tutti felici e contenti.

Abbiamo Cybex Sensorsafe, che è il sensore anti-abbandono che si presenta come una clip collegata al sistema di chiusura del seggiolino e connessa tramite Bluetooth a un’applicazione per smartphone scaricabile da iOS e Android (disponibile in varie lingue). Sensorsafe si attiva non appena la clip risulta chiusa, e si disattiva se aperta.

Come dispositivi indipendenti troviamo invece Baby Bellun dispositivo anti abbandono che funziona con e senza smartphone, composto da un sensore di peso senza fili da posizionare sotto l’imbottitura del seggiolino e da un display acustico e visivo da inserire nell’alloggio dell’accendisigari dell’auto. O Remmy, un orgoglio nostrano, il frutto del lavoro di due papà bolognesi. Il funzionamento è semplice: un sensore posto sotto al seggiolino auto rileva il peso del bambino e comunica all’impianto centrale eventuali “variazioni” di peso.

Come dispositivi esterni ritroviamo chicco con BebèCare Easy Tech. Questo accessorio è esterno, universale e semplice da installare; Si aggancia agli spallacci del seggiolino auto o alla cintura di sicurezza a 3 punti attraverso la pratica clip posta sulla parte posteriore e si chiude prima di mettersi in marcia (cosa obbligatoria!). Una volta arrivati a destinazione, si rimuove il bambino dal seggiolino e si apre il dispositivo, che risulta così disattivato.

Pensate un po’, io per trovare questi dispositivi, aprendo Google, ho impiegato cinque minuti; il prezzo è abbordabile anche per chi come me, non ha il posto fisso e soprattutto non ero neanche motivato perché non ho figli (almeno credo… Ma questo è un altro discorso).

Da quando la salvaguardia dei bambini è diventato un argomento così taboo? Ah già, dimenticavo le battaglie dei neo genitori portate avanti in questi anni come il discorso vaccinazioni! Scusate, errore mio.

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