Cultura e Società

Da nord a sud lungo la Côtes du Rhône, alla scoperta dei vini del Rodano

Indipendentemente dalla stagione, i vini del Rodano sono sempre molto piacevoli da gustare e facili da abbinare al cibo.

Rinomata per i suoi vini rossi di gran carattere, che rappresentano l’84% della produzione nella denominazione Côtes du Rhône ed il 96% nei Côtes du Rhône Villages, questa regione vinicola francese ha un potenziale molto ampio. Da queste parti infatti si producono anche vini bianchi da uve Clairette, Viognier, Roussanne, Marsanne, Bourboulenc e Grenache Blanc, e vini rosati da vitigni tipici della regione, come Grenache Noir, Syrah e Mourvèdre, talvolta assemblati con Cinsault Carignan e Camaresis. La diversità territoriale e la qualità del suo suolo, le particolarità del suo clima, i molteplici vitigni e il know-how dei suoi produttori contribuiscono all’affermazione della Cotes du Rhone e dei suoi vini gourmet e luminosi, dotati di una spiccata personalità. Da queste parti a farla da padrone sono le giornate di sole, ma il maestrale che soffia sui vigneti riduce il calore e dona freschezza ai vini.

La valle del Rodano è il punto di congiunzione tra due culture del vino. Il nord condivide con la Borgogna la cultura dei vini monovitigno e dei piccoli appezzamenti, mentre il sud, ispirato dal mix mediterraneo, coltiva la diversità. Il nord, da Vienne a Valence, ha pendii collinari terrazzati e un clima continentale. Le miscele rosse speziate in genere incorporano uve Syrah, mentre i bianchi fioriti si basano su uve Viognier. Viaggiando verso sud, da Montélimar ad Avignone, si vedono vigneti intervallati da campi di lavanda e uliveti. Le miscele rosse qui sono principalmente a base di uva Grenache, che danno vita a vini con aromi di frutti rossi maturi e profumo di boscaglia. La denominazione più nota è Châteauneuf du Pape, così chiamata perché i papi di Avignone piantarono qui i primi vigneti.

Nei ristoranti alla moda di New York o Londra, la scena è diventata imperdibile. I giovani sommelier mettono in mostra un Syrah del Rodano settentrionale, dai complessi aromi di frutti rossi o neri, floreali e speziati, che in bocca conserva una bella vivacità. In trent’anni i vini della valle del Rodano hanno conquistato il mondo. Senza essere soggetti ad alcuna gerarchia ufficiale (né grand cru né premier cru in etichetta), questi vini stanno ora riscuotendo un successo mondiale e sono molto ricercati anche online presso enoteche specializzate come Svino.it. I prestigiosi cru Hermitages e Côte-Rôtie AOC possono arrivare ad avere prezzi altissimi, e sono in grado di rubare le luci della ribalta ad alcuni grandi vini borgognoni, come la cuvée Cathelin del Domaine Jean-Louis Chave Ermitage, che compare nella top 10 dei vini più costosi al mondo stabilita annualmente da Wine-Searcher.

In questa proliferazione mediterranea, le denominazioni sono organizzate in quattro livelli gerarchici: Côtes-du-Rhône, Côtes-du-Rhône-Villages, Côtes-du-Rhône-Villages con menzione comunale e Cru comunali. Spinta dalla mania per il Syrah, ma anche dalle solide basi poste da due generazioni di viticoltori e mercanti, la denominazione Côtes-du-Rhône (circa 1 milione di ettolitri prodotti all’anno) offre vini semplici a prezzi generalmente accessibili. Nel 2021, la grande famiglia di vini della Valle del Rodano è cresciuta del 4% in quanto a vendite grazie alla spinta delle esportazioni (+10%) e dei tradizionali mercati francesi, consolidando il dinamismo di questa denominazione.

I vigneti si snodano attorno ad un asse fluido, il Rodano, il fiume-Re che unisce, da nord a sud, gli anelli di una catena del vino infinita che si estende da Lione fino a sud di Avignone. Questo singolare orientamento longitudinale nord-sud implica grandi differenze pedo-geologiche e climatiche. Il risultato è una grande varietà di vini. Al nord prevalgono semplicità e carattere. Nei prestigiosi cru autorizzati a produrre vino rosso (Côte Rôtie, Saint-Joseph, Cornas, Hermitage o Crozes-Hermitage) è autorizzato un solo vitigno, il Syrah; i bianchi provengono dal vitigno Viognier o dal duo Marsanne-Roussanne. Ma appena si percorrono 15 chilometri a sud di Montélimar, lungo il fiume, le cose si complicano: a dominare è il vitigno Grenache Noir, ma qui si coltivano venticinque varietà di uva, e gli uvaggi in bottiglia possono variare a seconda dell’etichetta. Un’altra differenza con il nord, è che il vigneto meridionale assume una forma tentacolare e si allontana dalle rive del fiume, andando dal Ducato di Uzès, a ovest, al Mont Ventoux, a est, tra paesaggi dove prosperano le querce, gli ulivi e la lavanda.

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
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