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Crollo in borsa: problemi in casa Netflix?

Accade anche nelle migliori famiglie!

Alcuni lo ritenevano impossibile, altri gridavano all’immortalità ma, come ben sappiamo, tutto ha un inizio, una fase crescente e, infine, qualcosa va storto. È quello che è successo alla curva delle azioni di Netflix che, recentemente, ha visto un’incredibile discesa verso quel “basso” a cui nessuno, specie il colosso dello streaming, avrebbe mai voluto assistere. A fine giugno gli abbonati alla piattaforma erano 151.6 milioni, un numero nettamente inferiore ai 156.5 milioni attesi dal mercato. Tuttavia, per il terzo trimestre le previsioni restano ottimistiche: Netflix auspica 7 milioni di abbonati in più, di cui 800.000 in America, attirati dal ritorno delle serie più coinvolgenti e di successo, come Stranger Things e Orange is the New Black.

netflix

Ma cos’è andato storto? Innegabile, tra le cause deve esserci stata l’influenza negativa data dall’aumento dei costi degli abbonamenti. Piogge di critiche hanno invaso i social e l’argomento non era di certo l’euro in più previsto quanto, piuttosto, il fatto che, a questo aumento, non sia seguito un servizio migliorato. Ogni giorno, tra le novità fioccano prodotti originali Netflix, tra film e serie tv e, anche se alcuni di essi sono innegabilmente buoni se non ottimi, altri di certo non possono competere con quei mostri sacri del cinema di cui, a quanto pare, il colosso dello streaming sta lentamente sfoltendo il suo catalogo.

topolino disneyCome se ciò non bastasse, negli ultimi mesi si è parlato spesso anche della possibilità che Netflix potesse aggiungere delle brevi pubblicità all’interno dei suoi contenuti. Notizia, poi, smentita direttamente tramite il magazine Variety, il quale ha confermato la non assoluta volontà di aggiungere pubblicità al servizio streaming, né ora, né in futuro. Tuttavia, quando si vive un periodo “complicato”, anche le notizie false procurano non pochi grattacapi, soprattutto perché la maggior parte degli utenti medi del web, raramente va fino in fondo alla verità e si accontenta di quel paio di righe disponibili nel titolo stesso degli articoli. E quindi la polemica diventa inevitabile, la crisi prevedibile, soprattutto quando, all’orizzonte, comincia a profilarsi quella concorrenza che metterebbe paura a chiunque. Il futuro, infatti, potrebbe essere funestato da una competizione sempre più pressante, con il lancio dei servizi streaming di Walt Disney (e qui, le conseguenze per il catalogo Netflix saranno ENORMI), Apple e AT&T, che ha già costretto Netflix al ritiro di alcuni programmi forti.

Dati preoccupanti quindi, ma di certo non definitivi. Netflix, probabilmente, è stata poco avveduta nel considerare le ricadute di una programmazione fragile rispetto all’incremento degli abbonamenti ma si è giocata parecchi assi durante il Q3, ovvero il terzo trimestre, quello che parte a luglio e finisce a settembre con  La casa de Papel e, soprattutto, il suo cavallo più vincente, Stranger Things, un vero e proprio fenomeno mediatico.

Staremo a vedere l’evoluzione della situazione, quindi, che appassiona gli analisti come se fosse una vera e propria serie tv inedita e stupefacente.

Paola.

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