Tecnologia

Creano delle piante carnivore robotiche in laboratorio (VIDEO)

Uno dei desideri più grandi dell’uomo è di governare la natura a proprio piacere. Forse non è il più grande desiderio di tutti gli uomini, ma considerando le sue azioni sembra proprio così. La creazione di un Frankenstein, ibrido tra la natura e tecnologia, è una corsa ancora in atto.

Creano delle piante carnivore robotiche in laboratorio (VIDEO)

Alcuni scienziati della Nanyang Technological University di Singapore hanno fatto un esperimento in questo senso creando quello che sembra un incrocio tra un rover e un prodotto in vendita nella Piccola bottega degli orrori.

In effetti si tratta di una Dionaea muscipula, meglio nota come Venere acchiappamosche, una pianta carnivora che si chiude al passaggio della preda. Lo scienziato Wenlong Li e i colleghi hanno attaccato degli elettrodi alle foglie della Venere acchiappamosche facendola scattare a comando.

La pianta è dotata di una memoria che le consente di chiudersi dopo aver riconosciuto come commestibile, una probabile preda e, quindi al secondo passaggio della stessa chiudersi e poi iniziare il processo di digestione.

I ricercatori hanno riportato il loro esperimento sulla rivista Nature Electronics del 25 gennaio mostrando il software robotico applicato sulle foglie della Venere acchiappamosche che è così in grado di afferrare oggetti minuscoli e delicati.

Attraverso gli elettrodi applicati sulle foglie, passa una piccola tensione elettrica che forza la chiusura delle trappole della Venere acchiappamosche.

Le foglie hanno mantenuto la capacità di chiudersi a comando anche dopo essere state tagliate. Lo scopo di questa sperimentazione è quella di raccogliere oggetti fragili che, altrimenti, sarebbero rovinati.

Creano delle piante carnivore robotiche in laboratorio (VIDEO)

Gli scienziati hanno dichiarato:

Abbiamo segnalato un fitoattuatore elettrico che utilizza il lobo di una Venere acchiappamosche come unità di azionamento ed elettrodi conformabili come unità di modulazione.

Abbiamo anche dimostrato che il fitoattuatore può essere combinato con un braccio robotico per raccogliere un filo sottile e modulato in modo indipendente per catturare un oggetto in movimento.

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