Cultura e Società

Il Covid19 ci ha dato una grande opportunità: lo shopping online

Prima che mi prendiate a sassate o al più gentile “lancio di pomodori marci” in faccia, lasciatemi spiegare perché sostengo l’idea che l’emergenza Covid19 ci abbia dato una grande opportunità. Con questa affermazione, ovviamente, non voglio sminuire quanto accaduto e quanto ancora succede in tutto il mondo, piuttosto vorrei riflettere sullo spirito di adattamento che diverse figure, nel nostro paese, hanno dimostrato di possedere.

In particolar modo, mi riferisco a tutte quelle persone che hanno sempre avuto un rapporto problematico con la tecnologia o peggio, coloro che di questi “strani marchingegni” non ne hanno mai avuto bisogno. Con stupore, ho assistito a un’evoluzione, forse non iconica, ma certamente epocale per atteggiamenti e predisposizione nell’utilizzo di dispositivi e servizi digitali.

Tutti abbiamo conosciuto quel soggetto che <<se mi serve qualcosa, me la compro di persona! Ci mancherebbe che la ordinassi su internet!>>.
E sono abbastanza sicuro che siamo in molti a condividere questa esperienza. Eppure, se confrontata con i dati attuali, potremmo avere da ricrederci.

L’impatto del Coronavirus con il Web

La spesa a domicilio e la crescente richiesta di App e portali che si occupano di consegnare prodotti a casa, è solo una delle dimostrazioni che un lato buono del web, esiste davvero!

Da questo punto di vista, crescono anche gli investimenti: sono molte le startup digitali che vogliono inserirsi nel settore e sono altrettanto numerose le realtà già affermate che vedendo l’andazzo, hanno deciso di intraprendere i primi passi nel mondo dell’online.

Negozi, aziende e talvolta anche privati, sono orientati verso l’e-commerce e a dimostrarlo sarebbe un trend abbastanza chiaro. Infatti, pare che il volume di ogni singola ricerca web sia aumentato di circa il 40%.

Lo afferma un recente studio condotto da SeoZoom in cui tra le varie, si afferma in che modo il traffico sia cambiato con l’arrivo del Coronavirus. In particolare, si osserva un’impennata dell’interesse verso il settore dello shopping online. Se in Cina, nella fase 2, si è parlato di “revenge shopping” (una forma di acquisto compulsivo in risposta all’impossibilità di uscire di casa), in Italia questo trend sembra essersi già messo in atto grazie ai negozi presenti online. Persino i piccoli venditori hanno riscontrato un boom mai visto prima.

D’altro canto, c’è da apprezzare anche la notevole rapidità di reazione delle aziende di logistica; le politiche di Amazon sulla consegna dei prodotti sono ormai note ai più e non c’è che da gradire la precisione e l’attenzione dei fattorini in un momento come questo.

Il futuro è nello shopping online?

Insomma, sembra sia un buon momento per creare un e-commerce e non solo per la quarantena, ma soprattutto perché gli italiani stanno cambiando e sono sempre di più quelli che riescono finalmente a percepire il valore dello “strumento internet”.

Se il trend continuerà, e questo è abbastanza sicuro, è molto facile presupporre che gli abitanti della nostra penisola non abbandoneranno le abitudini che hanno trovato di estrema utilità in un periodo difficile come quello della pandemia.

Considerando, inoltre, che la maggior parte dei professionisti ormai operano da remoto (in modalità “smart working”, come si suol dire), non è difficile immaginare che molte startup possano nascere davanti a una webcam. L’unico passaggio che non si può evitare è quello delle spedizioni, la cui scelta determina anche il successo del brand e dei prodotti in vendita. Tuttavia, SpedizioneComoda ha recentemente pubblicato una guida sulla selezione del corriere espresso, giusto per non farci mancare nulla su questa opportunità.

Nonostante la situazione non sia delle più felici, ribadisco il mio personale entusiasmo in questo aspetto dell’esperienza globale. Dopo aver lavorato per una vita davanti al monitor di un pc, è un sollievo sentirsi finalmente riconosciuto come un “vero lavoratore” da mia madre.

Dave

Atipico consumatore di cinema commerciale, adora tutto quello che odora di pop-corn appena saltati e provoca ardore emotivo. Ha pianto durante il finale di Endgame e riso per quello di Titanic. Sostiene di non aver bisogno di uno psichiatra, sua madre lo ha fatto controllare.
Back to top button