Natura e Ambiente

Costasiella kuroshimae: questo animale si nutre come una pianta ma vive sotto l’acqua, una “pecora foglia”

Di cose strane ne sono pieni gli abissi, ma quello che andiamo a vedere oggi ci ha proprio stupito. Immaginate un animale che nuota, sotto acqua, ma che respira e si nutre proprio come una pianta. Il suo nome scientifico è Costasiella kuroshimae ed è anche chiamata la “pecora foglia”. Pecora perché il suo comportamento è simile a quello di un ruminante e foglia perché la modalità di nutrimento avviene tramite fotosintesi. Proprio come nelle piante.

Un invertebrato simile ad una lumaca ma che mangia come una pecora e vive grazie alla fotosintesi: ecco la pecora foglia

Questo invertebrato marino ha degli occhietti neri e luccicanti ed è dotato di “pungiglioni” neri che ricordano vagamente le antenne di qualche insetto. Queste corna spuntano dalla sua testa come delle antenne: si chiamano rinofori e hanno un compito ben preciso, simile a quello delle lumache. Raccolgono infatti segnali chimici nell’acqua, conferendo alla lumaca di mare il suo senso dell’olfatto. Ciò le consentirebbe anche di trovare fonti di cibo. Le lumache in questione crescono fino a una lunghezza massima di sette o otto millimetri dopo l’età adulta e vivono massimo fino a un anno.

Secondo gli studiosi della California Academy of Sciences, queste “pecorelle” (vi spieghiamo dopo perché le chiamiamo così) sono ermafrodite e devono accoppiarsi con un altro della stessa specie per produrre le uova.

Ma passiamo alla cosa interessante: l’essere è un ibrido tra un animale e una foglia. Infatti, questo organismo vive sulla Avrainvillea, un tipo di alga lanuginosa e densa che cresce in aree con substrati morbidi, come limo o sabbia fine. La pecora foglia trascorre tutta la sua vita su quella specie di alga e spesso si possono vedere delle intere colonie che si cibano. Infatti, l’Avrainvillea non è solo la casa della lumaca di mare, ma anche la sua fonte di nutrimento. L’animale pascola (proprio come il suo omonimo erbivoro) sulle alghe, succhia i suoi cloroplasti (strutture all’interno delle cellule delle alghe che contengono clorofilla, un pigmento fotosintetico verde) e li mantiene all’interno dei tessuti del suo corpo per un massimo di 10 giorni. Questo processo si chiama cleptoplastica

Ciò consente alla pecora foglia di integrare la sua dieta attraverso la fotosintesi, che è generalmente nota per essere eseguita solo dalle piante. Questa capacità fotosintetica ha fatto guadagnare alla pecora foglia il titolo di “lumaca di mare a energia solare”.

E per quanto riguarda l’habitat? Per fortuna, le pecore foglia non sono in grave pericolo, ma devono ancora affrontare minacce alla sopravvivenza, inclusa la perdita dell’habitat. Pratiche come la pesca illegale e la pesca distruttiva (tramite dinamite o cianuro, ad esempio) distruggono gli habitat marini e uccidono gli animali che vi abitano. Ma soprattutto quello che preoccupa gli studiosi è l’inquinamento delle acque: le microplastiche che possono finire sui fondali, verrebbero “mangiate” dagli animaletti in questione danneggiando l’organismo dall’interno.

Leggi anche:
Scoperte lumache di mare capaci di auto-decapitarsi e rigenerare i propri corpi
Calamaro Vampiro: nuovi ritrovamenti fossili fanno luce sul misterioso animale
Scoiattolo Gigante Indiano: diventano virali gli scatti dell’animale con il manto arcobaleno (VIDEO)
Scoperti dei resti fossili risalenti a prima dei dinosauri

Back to top button